I missili per la difesa aerospaziale

Si rafforza il sistema di difesa missilistico della Russia (Foto: RIA Novosti/Kirill Braga)

Si rafforza il sistema di difesa missilistico della Russia (Foto: RIA Novosti/Kirill Braga)

Entro il 2014 in Russia apriranno due grandi stabilimenti di produzione di missili ipersonici 77Н6-Н e 77Н6-Н1

Secondo un comunicato ufficiale del Ministero della Difesa, "con questi missili terra-aria i nostri sistemi di difesa potranno colpire qualunque bersaglio in volo fino a una velocità di 7 km/s, incluse le testate nucleari dei missili balistici".  

 

Va osservato che il sistema S-500 è ancora in fase di realizzazione, mentre l'S-400 può sparare i vecchi missili 48Н6 e 9М96.I missili 77Н6-Н e 77Н6-Н1 saranno i primi missili russi dotati di testate inerti e potranno distruggere le testate nucleari con la sola energia cinetica: in parole povere, andando a colpire con precisione e ad altissima velocità il corpo della testata. Non sarà necessaria una carica esplosiva. Secondo le stime degli ingegneri, l'impatto alla velocità di 7 km/s garantisce la distruzione di qualsiasi oggetto volante.

 

I nuovi stabilimenti sono di importanza vitale per lo sviluppo del sistema antimissilistico e antiaereo sul territorio della Russia. All'esercito stanno già arrivando in dotazione i nuovi sistemi di lancio, ma mancano ancora gli appositi missili. Senza l'equipaggiamento con i nuovi missili, i sistemi di lancio "Triumf" (S-400) per ora impiegano i missili residui delle vecchie rampe di lancio S-300. Il loro raggio d'azione è di circa 200 km, anche se gli S-400 sono progettati per intercettare obiettivi a una distanza due volte maggiore.     

 

Per ora, la mancanza di missili appropriati non consente di munire adeguatamente l'aeronautica militare e i reparti di difesa aerospaziale con i sistemi S-400. Dal 2007 ne sono state ricevute solo sette batterie, mentre in totale dovrebbero esservene, secondo i dati ufficiali, 56. Il deficit di missili per il sistema di difesa antimissilistica russo è destinato ad aggravarsi, perché la produzione del vecchio sistema S-300 è già stata completamente abbandonata. 

 

"L'ultimo complesso S-300 destinato all'esercito russo -, ricorda Igor Ashurbejli, copresidente del consiglio extraministeriale di esperti della difesa aerospaziale ed ex capo progettista del gruppo di aziende Almaz-Antey, - fu prodotto intorno al 1994. Da allora la Russia ha prodotto questi sistemi solo per l'esportazione, ma adesso si sono fermate anche le nuove commesse per l'export degli S-300".  

 

In effetti, già nel 2010 Mosca ha rinunciato a un contratto con l'Iran, perdendo 800 milioni di dollari. La produzione cesserà definitivamente dopo la consegna, prevista a breve, dell'ultima batteria di S-300 per l'export al governo algerino. Uno dei problemi sta nel fatto che, come dichiara Igor Ashurbejli, "abbiamo smesso di ricevere commesse per gli S-300, ma non abbiamo ancora iniziato a riceverne per gli S-400".  

 

Non è stato pienamente risolto neanche il problema della progettazione dei missili per le rampe S-400. Il sistema deve poter impiegare con efficacia missili a corto, medio e lungo raggio d'azione. Per il momento, però, procede bene solo la realizzazione del missile a corto raggio, progettato per colpire obiettivi fino a 150 chilometri di distanza. Il missile a medio raggio, destinato a colpire obbiettivi fino a una distanza di 250 chilometri, necessita di un ulteriore perfezionamento e non è ancora pronto.  

 

I missili a lungo raggio, invece, non c'erano e non ci sono ancora. Anche se possedere un missile del genere renderebbe molto più difficile l'azione di un eventuale nemico, e persino degli aerei dotati del sistema di rilevamento radar ad ampio raggio di tipo AWACS. Senza questi missili, gli S-400 restano privi della loro dichiarata capacità di colpire gli obiettivi a grandi distanze.  

 

Quanto al sistema S-500 in via di realizzazione, il vice direttore dell'Istituto di Analisi politiche e militari Aleksandr Khramchikhin ritiene che "si tratterà di un S-400, dotato però di missili a lungo raggio d'azione. Nel migliore dei casi, gli S-500 potranno essere realizzati non prima del 2020. Attualmente e per i prossimi dieci anni abbiamo possibilità molto limitate di respingere un attacco massiccio da parte della Nato, perché i Trecento richiedono lunghe operazioni di ricarica; pertanto, nel migliore dei casi potrebbero respingere una prima ondata di 100-200 obiettivi". 

 

È d'accordo con Aleksandr Khramchikhin anche l'esperto militare Vladislav Shurygin:"Gli S-500 per ora non sono che un bel sogno. E chissà se questo sogno diventerà mai una realtà". Anche se i Trecento devono essere sostituiti, per il momento non c'è niente con cui rimpiazzarli. Pertanto il gruppo Almaz-Antey ha davanti a sé dei compiti molto importanti, "dalla cui risoluzione dipendono le sorti future non solo della difesa antiaerea, ma anche del paese in generale".  

 

Il gruppo Almaz-Antey è ancora in grado di produrre attrezzature di alta qualità, ma è necessario risolvere i problemi legati alla struttura ingegneristica antiquata e rinnovare rapidamente la piattaforma produttiva. In altre parole, la creazione di nuovi armamenti d'avanguardia per la difesa aerospaziale in Russia è un compito complesso, che richiede grandi innovazioni progettistiche e la modernizzazione degli stabilimenti produttivi già esistenti.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta