Cestini fumanti

Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
Credit: Niyaz Karim

10 dicembre 2012

Una volta, ricordo, in uno dei miei tanti vaneggi, avevo riportato un consiglio datomi molto tempo fa da una mia amica. “A Mosca – mi aveva detto –, non bisogna mai chiedersi il perché delle cose. Sono così. E basta”. Un suggerimento che talvolta prendo alla lettera, davanti alle tante curiose contraddizioni di questa città.

Spesso, però, non si può proprio fare a meno di guardare con dubbioso interesse ciò che avviene intorno a noi. Proprio come quando mi ritrovo impalata, sopracciglio alzato e lato sinistro della bocca incurvato in segno di disapprovazione, davanti all'ennesimo cestino fumante.

A causa delle sigarette ancora accese
gettate nei cestini, molti bidoni
prendono fuoco
(Foto: Lori/Legionmedia)

Succede spessissimo: qualche fumatore incallito passa per strada, curvo dentro il cappotto pesante, si avvicina al cestino, e lancia in mezzo alla spazzatura il mozzicone di sigaretta. Ancora acceso.

Ovviamente non è difficile immaginare che il cestino da lì a poco prenderà fuoco, soprattutto quando ormai non piove né nevica da giorni, o quando il bidone si trova al riparo sotto qualche tettoia.

Perché, mi chiedo io, questa mania di gettare le sigarette ancora accese dentro i cassonetti? Senza dimenticare le cose che vengono miserabilmente gettate per terra, senza alcun ritegno. Proprio come avviene, troppo spesso, anche in Italia.

Non sarebbe più logico utilizzare i bidoni come contenitori per quelle lattine, carte e cartacce, che troppo spesso vengono incurantemente buttate in mezzo alla strada? Usando per le sigarette gli appositi posacenere? A beneficio dei tanti commercianti che puntualmente devono correre alla ricerca di un secchio o di una bottiglia di acqua per spegnere il fuoco nel cestino vicino al loro negozio.

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