Terzi: Il futuro è italo-russo

In occasione della sua visita a Mosca per la XIII Sessione del Consiglio per la collaborazione economica, industriale e finanziaria tra i due Paesi, il ministro degli Esteri italiano fa il punto della situazione su investimenti, Siria e crisi dell'eurozona

Il ministro degli Esteri italiano

Giulio Maria Terzi di Sant'Agata

(Foto: Ruslan Krivobok/Ria Novosti)

Roma, insieme a Mosca, è pronta a continuare la ricerca di un percorso di pace per regolarizzare la situazione siriana? In cosa consiste il segreto del successo delle aziende italiane in Russia? E ancora, riuscirà l’Italia a sopravvivere all’attuale crisi dell’eurozona? Alla vigilia della sua visita a Mosca, in occasione della XIII Sessione del Consiglio Italo-Russo per la collaborazione economica, industriale e finanziaria, che si svolgerà il 17 dicembre 2012 nella capitale russa, il ministro degli Esteri italiano Giulio Maria Terzi di Sant'Agata ha espresso il suo punto di vista in un’intervista a Ria Novosti.

 

Uno dei temi principali di politica estera, sul quale Roma e Mosca stanno lavorando insieme, riguarda la situazione siriana. Come valuta l’attività dell'inviato speciale per la Siria delle Nazioni Unite e della Lega araba, Lakhdar Brahimi?
Lakhdar Brahimi è una persona con una grande esperienza e un’altissima qualificazione. L’Italia sostiene del tutto il suo operato nel tentativo di trovare una soluzione politica alla crisi siriana. Brahimi ha davanti a sé il difficile compito di riportare le Nazioni Unite a ricoprire un ruolo centrale. Sono convinto che anche Mosca condivide questo scopo. L’Italia e la Russia spingono affinché si ponga fine alla violenza, gettando le basi per un processo politico che risponda alle aspettative democratiche del popolo siriano.

 

Come giudica i rapporti tra Russia e Italia per quanto riguarda la sfera tecnico-militare?
La nostra collaborazione nel settore militare negli ultimi anni si è sviluppata in maniera molto positiva. Meritano di essere ricordate anche le attività comuni per lo scambio di esperienze in diversi settori.

 

Quali sono, secondo Lei, le aree di cooperazione tra Russia e Italia che meritano un ulteriore rafforzamento? Cosa prevede di discutere a Mosca?
Le relazioni tra i nostri due Paesi sono ottime: rapporti che continuano a svilupparsi dimostrando un carattere strategico. Relazioni alimentate non solo da interessi reciproci, ma anche da profonda simpatia e affinità tra russi e italiani. I contatti politici, inoltre, continuano a farsi più intensi. Anche dal punto di vista economico e commerciale, la Russia e l’Italia si dimostrano partner d’eccezione. La Federazione non è solo il principale fornitore di materie prime, ma anche un importante sbocco per gli investimenti e l’export italiano. La collaborazione sul piano commerciale ed economico rappresenta un’enorme prospettiva per un ulteriore rafforzamento: ciò riguarda, ad esempio, i settori dell’alta tecnologia, delle piccole e medie imprese, progetti di importanti infrastrutture, per i quali l’Italia può rappresentare un bagaglio unico di conoscenze e esperienze. Questi sono solamente alcuni dei temi che verranno affrontati a Mosca nel corso della Sessione del Consiglio Italo-Russo per la collaborazione economica, industriale e finanziaria, alla quale parteciperò insieme al vice primo ministro Arkadij Dvorkovich. Inoltre vorrei velocemente soffermarmi anche sulle inesauribili potenzialità italo-russe per quanto riguarda la collaborazione nella sfera della ricerca scientifica: tra gli istituti di ricerca e le università dei due Paesi sono infatti in vigore oltre 400 progetti comuni.

 

Per quanto riguarda la crisi finanziaria dell’eurozona, in quali settori dell’economia italiana Roma vorrebbe vedere una crescita degli investimenti russi?
Il livello generale degli investimenti russi è ancora limitato, come sempre, ad alcuni settori della produzione, come l’energia, i metalli, e le banche. Il governo italiano sta lavorano in maniera molto attiva per attirare capitali stranieri, soprattutto da quei Paesi dove operano grosse compagnie con risorse finanziarie considerevoli, interessate ad ampliare la propria attività all’estero. Credo che nei prossimi anni gli investimenti diretti dalla Russia verso l’Italia aumenteranno di sicuro. Non penso che ci siano dei settori da preferire ad altri.

 

Quali sono, secondo Lei, i settori dell’economia russa che offrono le migliori opportunità per l’economia italiana?
Senza dubbio si tratta di settori collegati alle innovazioni tecnologiche. Vogliamo essere tra i partner principali della Russia nel suo sforzo per ammodernare l’economia e aumentare il livello degli investimenti stranieri. Per quanto riguarda l’entrata della Russia nel Wto, per le imprese italiane è un fattore che potrebbe rivelarsi estremamente positivo: potrebbero migliorare le procedure amministrative e doganali, collegate, ad esempio, alle autorizzazioni e ai certificati, facilitando l’ingresso dei nostri prodotti nel mercato russo. 

 

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