L'opposizione sfida il gelo

I manifestanti in piazza Lubyanka, Mosca, il 15 dicembre 2012 (Foto: Ruslan Sukhushin)

I manifestanti in piazza Lubyanka, Mosca, il 15 dicembre 2012 (Foto: Ruslan Sukhushin)

Nonostante la temperatura intorno ai -17° C, centinaia di manifestanti si sono ritrovati a Mosca in piazza Lubyanka per una protesta non autorizzata contro il governo. Il nostro reportage

Mentre le temperature oscillano intorno a -17˚ C, una folla considerevole di persone si è radunata nel centro di Mosca, sabato 15 dicembre 2012, per partecipare a una protesta non autorizzata contro il governo del Presidente russo Vladimir Putin.

 

La protesta si è svolta in piazza Lubyanka, di fronte alla sede del Servizio Federale di Sicurezza, l'agenzia erede del Kgb. Diversi autobus erano parcheggiati nelle strade circostanti in attesa di caricare i manifestanti fermati e un elicottero volava basso sulla folla, cercando di attutire le voci della protesta. 

 

"Cittadini, questo evento infrange le leggi di Mosca. Si prega di procedere verso la metropolitana per evitare di essere arrestati", ripeteva la polizia ai megafoni durante la manifestazione. Tuttavia, né la presenza della polizia né la temperatura bassa sono stati sufficienti a scoraggiare i manifestanti.

 

Il gruppo in piazza comprendeva persone di tutti i tipi, famiglie con bambini e adolescenti e anche pensionati. Il dato dei presenti varia: secondo le autorità c'erano in piazza 700 persone, ma il leader dell'opposizione Sergei Udaltsov insisteva sul fatto che fossero circa 5.000 i partecipanti. 

 

Prendere parte a una protesta non autorizzata vuol dire rischiare di ricevere multe fino a 1.000 dollari, 6.500 dollari per gli organizzatori, in base a una legge recentemente firmata da Putin. 

 

"Io non ho paura di essere qui; Putin dovrebbe aver paura di noi", gridava Lilia Sokolova, che vantava di partecipare alle proteste dal 1960, ai tempi dell'Unione Sovietica. I manifestanti hanno lasciato fiori bianchi (il colore dell'opposizione) davanti al monumento in memoria delle vittime dello stalinismo, eretto dopo la caduta dell'Unione Sovietica. "Questo è il posto più caldo di Mosca", scherzava una figura di lunga data dell'opposizione, Boris Nemtsov, che è stato vice primo ministro durante il governo di Boris Eltsin. 

 

Tuttavia, la massa non era composta solo da liberali come Nemtsov. C'erano anche nazionalisti e difensori dei diritti gay a Lubyanka. I comunisti, nel frattempo, tenevano la loro manifestazione autorizzata in una regione diversa da quella della capitale. L'unica cosa che, comunuque, questi gruppi disparati avevano in comune era un profondo desiderio di vedere Vladimir Putin lasciare il suo mandato dopo quasi 13 anni di potere. 

 

"Il pesce marcisce dalla testa", diceva Valentina Ostak-Pengur, che non crede che le iniziative di Putin contro la corruzione avranno un qualche risultato significativo. Uno dei capi più famosi di Russia nella lotta alla corruzione, l'avvocato e blogger Alexei Navalny era presente ed è stato subito circondato da giornalisti, fotografi e fan. Ha salutato il pubblico prima di essere arrestato dalla polizia; è stato rilasciato alcune ore dopo.

 

Ricordiamo che venerdì 14 dicembre 2012, gli inquirenti russi avevano accusato l'attivista e suo fratello Oleg di frode e riciclaggio di denaro; accuse che, secondo lo stesso Navalny, hanno una motivazione politica.

 

Il capo del Fronte della sinistra Sergei Udaltsov e l'attivista dell'opposizione Ksenia Sobtchak sono stati anch'essi arrestati. Secondo gli ultimi dati ufficiali forniti dalla polizia di Mosca, 40 attivisti sono stati arrestati durante la manifestazione. 

 

L'autorizzazione di dare vita alla protesta era stata negata all'inizio della settimana, dopo il fallimento dei negoziati. "Sono furiosa che la nostra manifestazione non sia stata formalmente autorizzata, pur avendo presentato la domanda in tempo. Non siamo mai stati violenti. Non hanno il diritto di negarci il permesso", gridava agli agenti la pensionata Tamara Kojevnikova. 

 

Dopo circa un'ora e mezza di protesta, la polizia ha iniziato a fermare i presenti. "Pericolo! Pericolo!" e "Russia senza Putin!" erano gli slogan dei manifestanti che venivano trascinati via. Ma la protesta è finita solo quando la polizia ha spinto i manifestanti fuori dalla piazza.

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