L'università degli ex atleti

Alle olimpiadi di Londra 2012 hanno partecipato 228 atlete russe. Gli uomini della selezione erano, invece, 208 (Foto: Ap)

Alle olimpiadi di Londra 2012 hanno partecipato 228 atlete russe. Gli uomini della selezione erano, invece, 208 (Foto: Ap)

Realizzato il sogno della campionessa Elena Isinbayeva, che dopo Londra 2012 aveva chiesto al governo russo corsi di riqualificazione professionale per olimpionici in pensione

Un master universitario per rilanciare la vita degli atleti russi, una volta terminata la carriera agonistica. Per inserirli in un diverso contesto di vita, valorizzandone diverse qualità dopo il ritiro dalle competizioni. Istruzione, riqualificazione professionale, anche per allontanare lo spettro dell’anonimato, in alcuni casi della depressione.

Ci sono anche campioni olimpici tra i 22 atleti che seguono il Master in Management avviato all’International Olimpic University di Sochi, città sul Mar Nero che ospiterà i Giochi invernali nel 2014. Seminari, corsi professionali. La prima settimana è stata dedicata alla formazione di funzionari e organizzatori olimpici.

Insomma, fornire un nuovo bagaglio di contenuti a professionisti che, dopo aver speso la vita in allenamenti e gare, perdono motivazioni lontano dalle gare. Una risposta indiretta, giunta in breve tempo, alle critiche rivolte al governo da parte di Elena Isinbayeva, campionessa e olimpionica russa, attuale primatista mondiale del salto in alto.

Uno dei miti sportivi della Federazione degli ultimi decenni che aveva ricordato la condizione di molti ex campioni “spesso lasciati soli con i loro problemi di salute”.  “Negli altri Paesi esistono vari programmi per aiutare a migliorare la vita degli ex atleti. Fino a ora non si era visto nulla del genere in Russia – ha detto Olga Brusnikova, tre volte campionessa olimpionica nel nuoto sincronizzato e ora consigliere presidenziale –. È fantastico ora avere un progetto che consenta agli atleti di avere nuove competenze e prospettive, nuovi orizzonti. Per noi che abbiamo dedicato la vita allo sport, è molto importante”.

L’International Olympic University è stata fondata tre anni fa, nell’ambito dell’organizzazione delle Olimpiadi invernali 2014. Un recente studio condotto qualche tempo fa dall’Università di Goteborg su ex atleti di Svezia, Svizzera, Usa e Australia che hanno preso parte alle Olimpiadi di Pechino 2008 e quelle invernali di Vancouver 2010, rivela un’alta percentuale di ex atleti in difficoltà a condurre una vita “normale”. In cui qualità tipicamente agonistiche - l’egocentrismo, la concentrazione, l’ipercompetitività, il perfezionismo - sono poco funzionali alla vita in famiglia oppure in un’altra situazione professionale.

Solo chi ha vissuto l’esperienza sportiva in modo più distaccato, con una lucida coscienza critica, si è ritrovato più maturo e consapevole a carriera finita. 

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