Calcio, il campionato russo va in letargo

Deludente la prestazione dello Spartak Mosca nella prima parte di campionato (Foto: Itar-Tass)

Deludente la prestazione dello Spartak Mosca nella prima parte di campionato (Foto: Itar-Tass)

Le squadre della Premier League russa si fermano per la pausa invernale, dopo aver disputato 19 partite su 30. In testa al torneo il Cska Mosca, l’Anzhi e lo Zenit San Pietroburgo

I team calcistici russi chiudono la prima parte del campionato della Premier League, dopo aver disputato 19 partite su 30. I tre leader del torneo sono il Cska Mosca, l’Anzhi e lo Zenit di San Pietroburgo.


Il Cska sempre in vetta alle classifiche
In due stagioni, il Cska di Mosca ha rafforzato le proprie fila grazie al terzino brasiliano Mário Fernandes e ai centrocampisti svedesi Rasmus Elm e Pontus Wernbloom. Entrambi i giocatori svedesi, che in precedenza indossavano la maglia del team olandese AZ, difendono ora l’onore del loro Paese sulla scena internazionale.

Il team moscovita, stando alle parole del coach Leonid Sluckij, avrebbe così ravvivato il proprio centrocampo. Dopo tre soli turni iniziali, il Cska aveva all’attivo già un totale di tre punti, nonostante il miglior capocannoniere del campionato dell’anno scorso, Seydou Doumbia, fosse finito all’ospedale nella seconda giornata di gioco. L'ivoriano, a cui è stata riscontrata un’ernia del disco, tornerà sul campo nella fase primaverile della Premier League.

Nel corso della stagione, alcuni dei gol più importanti sono stati segnati proprio da Rasmus Elm, che, secondo Sluckij, “sta diventando una delle punte di diamante della squadra”. A ricoprire il ruolo di centravanti, invece, è stato chiamato il giovane Ahmed Musa. Il nigeriano ha già segnato otto reti.

Nelle successive 16 partite, la squadra si è portata a casa ben 13 vittorie: con 43 punti a suo favore è ora in cima alla classifica del torneo. Il passo sicuro con cui si è mosso il Cska non è stato rallentato nemmeno dalla squalifica di uno dei giocatori chiave della squadra- il centrocampista della Nazionale russa, Alan Dzagoev.

Allo Zenit i pomi della discordia
L’allenatore dello Zenit, Luciano Spalletti, aveva più volte ripetuto che la sua squadra aveva bisogno di un’accurata operazione di potenziamento per poter raggiungere dei grandi obiettivi nel corso del campionato. All'inizio di settembre 2012, si pensava che l’acquisizione dell’attaccante brasiliano Givanildo Vieira de Souza, meglio noto come Hulk, e quella del centrocampista belga Axel Witsel, per i quali il club ha sborsato non meno di 80 milioni di euro, sarebbero servite proprio a questo; l’arrivo dei due giocatori pluripagati, invece, ha avuto un impatto negativo sul clima psicologico nella squadra.

Igor Denisov, centrocampista della squadra, nonché capitano della Nazionale russa, ha subito richiesto un aumento dello stipendio, di modo che fosse uguale a quello di Hulk. Dopo il “no” della direzione del club, Denisov si è rifiutato di scendere in campo. In tutta risposta, il giocatore è stato espulso dai titolari della squadra per motivi disciplinari e non ha disputato nove partite.

Nel corso della stagione, inoltre, lo Zenit non è riuscito nemmeno a contare completamente sul sostegno del portoghese Danny, del terzino sinistro italiano Domenico Criscito, del centrocampista della Nazionale russa Vladimir Bystrov, del difensore belga Nicolas Lombaerts e dello slovacco Tomáš Hubočan, dal momento che tutti questi giocatori sono finiti, in momenti diversi, all’ospedale.

Dalla metà di agosto alla fine di settembre 2012 i blu-bianco-blu hanno totalizzato una sola vittoria in sei partite in campionato. Deludente è stato anche l’esordio nella fase a gironi della Champions League: al primo turno, il Malaga ha battuto i campioni russi con un punteggio di 3 a 0.

La pessima condotta sulla scena europea è continuata, mentre nella Premier League la squadra del San Pietroburgo è riuscita a totalizzare ben sei vittorie consecutive. La fortuna ha però abbandonato la squadra al 16mo turno, quando lo Zenit si è scontrato con la Dinamo di Mosca. Nel corso del primo tempo, la partita è stata interrotta dopo che uno dei petardi lanciati dalle tribune dei tifosi dello Zenit è esploso sotto i piedi del portiere della squadra avversaria, Anton Shunin. A seguito dell’incidente, lo Zenit è stato punito severamente: il club è stato costretto a sostenere due partite del campionato con le tribune completamente vuote. Vista la situazione, la vittoria sui suoi principali rivali nella corsa all’oro -  il Cska e l’Anzhi – non è mai arrivata. Entrambe le partite si sono concluse con un pareggio di 1 a 1.

Agli inizi di dicembre 2012, durante la partita del turno conclusivo della fase a gironi della Champions League, contro la squadra italiana del Milan (1:0) - grazie alla quale i blu-bianco-blu hanno strappato il biglietto per i play-off dell’Europa League - il brasiliano Hulk si è lamentato con l’allenatore Luciano Spalletti per essere stato sostituito durante il match. Dopo l’incontro, l’attaccante ha inoltre ammesso di avere dei problemi con l'allenatore italiano e che in inverno potrebbe lasciare il club. Il brasiliano, tuttavia, si è subito scusato per il suo comportamento, definendolo una reazione impulsiva.

L’Anzhi: step by step 
L'allenatore dell’Anzhi, Guus Hiddink, si è sempre rifiutato di parlare delle prospettive della propria squadra, ripetendo più volte, che il team cerca di risolvere i problemi man mano che essi sorgono. Così, passo dopo passo, il club del Dagestan, alla fine, è riuscito ad assicurarsi un posto tra le prime tre squadre del Paese.

All'inizio della stagione, l’Anzhi ha perso il centrocampista Odil Achmedov a causa di una serie di lesioni. Per rafforzare questa zona è stato chiamato Lissana Diarra, giocatore della Nazionale di calcio francese e del Real Madrid.

Inoltre, in estate si erano uniti alla squadra anche l’attaccante ivoriano Lacina Traoré e il difensore centrale, formatosi sui campi inglesi, Christopher Samba. Secondo Hiddink, farebbero progressi anche altri giocatori della linea mediana, come i brasiliani Joao Carlos e Jusilei. Vista la presenza, all’interno della squadra di giocatori del calibro di Samuel Eto'o, l'allenatore dell’Anzhi non ha motivo di lamentarsi della mancanza di giocatori di qualità all’interno del club.

La squadra ha subito solo due sconfitte nelle 19 partite di campionato disputate finora. Ha giocato molto bene anche nell’Europa League, entrando senza alcun problema nei play-off. Lo stesso Hiddink non si aspettava che l’Anzhi avrebbe superato la prima fase della stagione con un tale successo.

Lo Spartak, un fallimento su tutti i fronti
Come da tradizione, i biancorossi dello Spartak hanno iniziato la stagione ispirati dagli obiettivi più ambiziosi. A conferma di ciò, il team moscovita ha invitato in Russia l’allenatore del Valencia, Unai Emery Etxegoien, che nelle ultime due stagioni calcistiche si era contraddistinto per aver condotto la squadra spagnola a ottimi piazzamenti, dopo il Real Madrid e il Barcelona.

Lo Spartak ha inoltre invitato diversi giocatori stranieri a rinfoltire le proprie fila, come il brasiliano Romulo, l’argentino Juan Insaurralde, lo svedese Kim Källström e il centrocampista spagnolo Jose Jurado, ben noto a Emery per la performance nella Premier.

Eppure, dopo i risultati positivi delle prime partite, il campionato, per Emery, ha preso subito una brutta piega: delle prime otto squadre, lo Spartak è riuscito a battere solo il Rubin Kazan. Nella Champions League, la squadra è finita all’ultimo posto, perdendo la battaglia per la Coppa europea contro il Barcelona, il Celtic e il Benfica. 

Dopo la sconfitta con il Dinamo (1-5) nel 17mo turno del campionato, gli azionisti del club hanno deciso di interrompere i rapporti con Emery e di contattare Valerij Karpin, già allenatore dei biancorossi nel periodo 2009-2012.

Aria di cambiamenti
I disordini legati ai tifosi, che si sono verificati durante la partita Dinamo – Zenit, hanno scosso nuovamente la comunità calcistica russa, scatenando un acceso dibattito circa la necessità di introdurre delle modifiche al calcio russo.

In seno al parlamento russo, è già stato presentato un disegno di legge che prevede il divieto, per i tifosi ritenuti “colpevoli” di atti vandalici, di partecipare alle partite della propria squadra e il relativo pagamento di una multa. Gli oppositori della legge in questione ritengono che sia necessario sviluppare degli strumenti che permettano di monitorare la responsabilità, non solo dei tifosi, ma anche dei club calcistici stessi e della polizia, per il loro comportamento durante le fasi di gioco.

Dopo l'incidente avvenuto durante la partita Dinamo – Zenit, la leadership della Lega calcio russa ha chiesto ai club russi di vendere i biglietti per le partite disputate in casa solo su presentazione di un documento di identità. La maggior parte dei club hanno seguito le raccomandazioni, mentre alcuni, come il Cska, si sono rifiutati, per il momento, di adottare tali misure.

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