Le campagne russe, un affare

I prezzi più alti per i terreni agricoli in Russia si registrano nel territorio di Krasnodar e nella regione di Rostov (Foto: Itar-Tass)

I prezzi più alti per i terreni agricoli in Russia si registrano nel territorio di Krasnodar e nella regione di Rostov (Foto: Itar-Tass)

I terreni agricoli del Paese sono i meno costosi al mondo. Motivi, effetti e prospettive a lungo e medio termine

I terreni per uso agricolo in Russia, a causa della scarsa richiesta, costano cinque o sei volte meno che in Europa o negli Usa. Al tempo stesso, il prezzo dei terreni ha un notevole potenziale di crescita. Il principale fattore di traino dei prezzi, secondo gli analisti, potrebbe essere l'interesse di fondi stranieri per i terreni della Russia. Le aziende nazionali per il momento non si mostrano attive: molte di esse sono rimaste scottate nel 2007-2008, con l'acquisto massiccio di appezzamenti a prezzi elevati.   

I prezzi dei terreni agricoli in Russia e all'estero sono riportati in un rating realizzato per la prima volta dal centro di analisi economiche Sovecon. Per compilare il rating sono stati considerati i valori degli appezzamenti di proprietà, della superficie minima di 2.000 ettari, escludendo il valore di eventuali edifici. 

I prezzi più alti per i terreni agricoli nelle regioni russe si registrano nel territorio di Krasnodar (1.700 dollari/ettaro), nella regione di Rostov (1.300 dollari), e nel territorio di Stavropol (1.200 dollari).  All'estero il costo di terreni analoghi è più alto di diverse volte: in Germania o in Francia arriva a 11.300 dollari per ettaro; negli Usa e in Brasile a 9.000 dollari; in Argentina a 7.000 dollari; nei Paesi dell'Europa Orientale che fanno parte dell'Ue a 4.500 dollari.   

"Esaminando questi dati, possiamo dare due notizie: una buona e una cattiva, - dichiara il direttore esecutivo di Sovecon Andrei Sizov.  - La notizia cattiva è che in Russia l'offerta di terreni supera nettamente la domanda; quella buona è che continua ad esservi un'enorme potenziale di aumento del loro valore". Secondo l'esperto, il potenziale maggiore è quello del territorio europeo della Russia. Sono particolarmente attraenti le regioni meridionali, perché lì la produzione agricola è orientata all'esportazione ed è più chiaro il legame con i prezzi del mercato mondiale. 

Il principale fattore di traino dei prezzi dei terreni in Russia, secondo Sizov, sono i soldi dei fondi di investimento, dei fondi pensionistici e di altri fondi dell'Occidente. Nell'acquisto degli appezzamenti, questi fondi valutano la lontananza dai porti, il costo dei prodotti agricoli coltivati su quel tipo di terreno, e anche il prezzo di tali prodotti comprensivo del trasporto fino al porto più vicino. I fondi occidentali, insomma, quantificano l'utile che si può trarre da un ettaro di terreno, spiega Sizov.     

L'attività delle società russe, nel frattempo, rimane scarsa. Probabilmente sono rimaste scottate dal mercato nel 2007-2008, quando hanno acquistato grandi quantità di terreni, aggiunge l'esperto. "È stata la prima fase di un accaparramento di massa delle banche agricole. I prezzi di quel periodo restano ancora oggi insuperati", sottolinea Sizov. Dopo la crisi del 2008 il mercato è rimasto fermo, anche per lo stop alle esportazioni di cereali nel 2010. Solo nel 2011 è iniziata una lieve ripresa, ma ancora adesso non vi sono grandi acquirenti di terreni.

Sul mercato si è formata una nuova tendenza, racconta Sizov: la permuta di terreni situati in una regione con terreni di un'altra regione, per ottimizzare il business. Un esempio di questi scambi è l'acquisto da parte della società danese Trigon Agri di 70.000 ettari di terreno nella regione di Rostov con la vendita concomitante delle sue terre nelle zone lungo il Volga e nella regione di Stavropol.

Il presidente della holding agricola Ambika, Mikhail Orlov, non è assolutamente d'accordo con l'opinione che i terreni in Russia siano sottovalutati: "Considerando il fatto che un'enorme quantità di terre non vengono lavorate e si trasformano in foresta, semplicemente queste terre nessuno le vuole". In Russia, oltre agli investimenti per la produzione di grano, è necessario investire nelle infrastrutture per la conservazione dei fertilizzanti, delle attrezzature e dei prodotti stessi. Nell'insieme, le spese supplementari necessarie per sviluppare le colture sono molto più alte che in Africa, tanto per fare un esempio, spiega Orlov. "Quanto sudore, quanti nervi, quanti sforzi bisogna investire nella terra russa! Pertanto, io la considero molto cara", sottolinea il presidente di Ambika.

I protagonisti del mercato richiamano l'attenzione anche sull'aspetto giuridico dell'acquisto dei terreni in Russia. "È un vero inferno, - afferma Orlov. - Il sistema è eccessivamente burocratizzato, con un livello smisurato di corruzione: non è paragonabile a quello di nessun altro paese al mondo".

Le procedure per trasformare i terreni da lotti assegnati dallo Stato in proprietà privata richiedono almeno un anno, racconta il direttore dell'ufficio legale dell'azienda Rusmolco, Roman Nikishkin. È un processo che il singolo privato non ha le forze per affrontare, e di norma, se si tratta di grossi appezzamenti, se ne occupa un'intera squadra di esperti legali. Ma il gioco vale la candela. Quando il terreno diventa di proprietà privata, il suo valore si moltiplica, spiega Nikishkin.     


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