La mia vita a Villa Berg

Sabina Zanardi Landi, moglie dell'Ambasciatore italiano a Mosca, nella sua residenza a Villa Berg (Foto: Kirill Lagutko)

Sabina Zanardi Landi, moglie dell'Ambasciatore italiano a Mosca, nella sua residenza a Villa Berg (Foto: Kirill Lagutko)

Sabina Zanardi Landi, moglie dell'Ambasciatore italiano a Mosca, svela i dietro le quinte di Denezhnij Pereulok, sullo sfondo di una città che lei stessa definisce caotica e affascinante: "Qui mi sento come a casa"

Quando, a 17 anni, decise di sposare quello che sarebbe poi diventato l’attuale Ambasciatore d’Italia a Mosca, sapeva perfettamente che sarebbe andata incontro a “una vita diversa”. Una vita ricca di “vantaggi e di lussi”. Ma fatta anche di “tanti oneri”. Una realtà che conosceva già bene, essendo lei stessa figlia di un diplomatico, nata a Roma ma cresciuta perlopiù all’estero.

Sorridente, elegante, ironica. In una delle sale affrescate di Villa Berg, Sabina Zanardi Landi, moglie dell’Ambasciatore italiano in Russia Antonio Zanardi Landi, accoglie i suoi ospiti allungando la mano e liberando un sorriso. “Siamo qui a Mosca ormai da quasi due anni. E cominciamo a sentirci finalmente un po’ a casa”.

In perfetto equilibrio tra vita pubblica e vita privata, abituata ai traslochi ormai periodici, Sabina Zanardi Landi racconta la quotidianità dentro le mura dell’Ambasciata. Confessando il suo amore per Mosca e quel “rapporto conflittuale” con la lingua di Dostoevskij: “Sto cercando di investire molte energie per impararla – spiega -. Fino ad ora ho ottenuto pochissimi risultati. Ma non ho ancora abbandonato le speranze e conto di riuscire ad avere qualche soddisfazione, prima che mio marito venga richiamato in Italia”.

A Mosca dal 2010, anno in cui il marito venne trasferito a Villa Berg, Sabina Zanardi Landi parla di Mosca come di una città “complicata, caotica, ricca di fascino ed energia”.

“Dire che i rapporti tra la Russia e il Belpaese sono positivi è un eufemismo. È molto bello occuparsi di cultura qui”, spiega, senza interrompere la conversazione nemmeno davanti al suono del suo telefonino, che spegne, scusandosi. “L'Anno di Interscambio Culturale, nel 2011, si è rivelato un grande successo. Poi è stata la volta di ExhibItaly: un progetto organizzato per sottolineare che l’Italia non si è fermata alle creazioni meravigliose del Rinascimento, ma continua a produrre cose di grandissima qualità, apprezzate dal pubblico russo”. Un progetto, sottolinea, che ha richiesto grossi sforzi e un grande investimento di energie.

“Certo, come in qualsiasi altra cosa, si sarebbe potuto fare di più – afferma -. Ma le forze umane sono limitate. Un po’ come quelle economiche, che si dimostrano comunque un problema minore visto che in Russia, di fronte a progetti validi, ci sono sempre sponsor disposti a investire”.

Chiuso il Mercatino di Natale, con il quale sono stati raccolti quasi 136mila euro che saranno devoluti in beneficenza, si lavora in vista del 2013: “Ci sono tante idee per l’anno prossimo. Stiamo organizzando una grande mostra, di cui per il momento non posso svelarne i dettagli”.  

Divisa tra le cene di gala e i tanti ricevimenti organizzati nella residenza dell’Ambasciatore (dove preferisce incontrare la gente in piccoli gruppi “per evitare conversazioni superficiali”), Sabina Zanardi Landi porta avanti una vita ovviamente legata a doppio filo al lavoro del marito.

“La vita privata in questa Ambasciata è ancora più vicina a quella lavorativa, per il fatto che la nostra residenza coincide con l’ufficio – spiega -. I nostri figli, ad esempio, sono obbligatoriamente coinvolti nella vita dell’Ambasciata per il semplice fatto che, rientrando da scuola, devono per forza attraversare ricevimenti e conferenze per arrivare nella loro camera da letto. È inevitabile che siano coinvolti. Ma è una cosa che ci fa molto piacere: un modo per renderli partecipi e far loro capire che la vita di un Ambasciatore presenta grossi vantaggi, grandi lussi, una sede fuori dal comune, ma comporta anche degli oneri. Anche loro, nel loro piccolo, devono apportare il loro contributo a questa grande macchina”.

Un lavoro a pieno ritmo, il suo, che inizia la mattina presto per organizzare eventi, incontrare società, supervisionare liste, ricevere gli ospiti. “È un'attività molto coinvolgente, perlopiù interna a questa sede – dice -. Nel poco tempo libero cerco di studiare il russo. La sera, poi, siamo quasi sempre fuori, partecipando spesso a più di un evento. Per la nostra vita privata, purtroppo, restano solo pochi ritagli. Anche se spesso risulta difficile, cerchiamo di preservarci il week end per stare con i nostri figli”.

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