La carne inglese torna sulle tavole russe

La Russia ha revocato l'embargo alla carne proveniente dalla Gran Bretagna, dopo 26 anni (Foto: RIA Novosti/Vitaly Ankov)

La Russia ha revocato l'embargo alla carne proveniente dalla Gran Bretagna, dopo 26 anni (Foto: RIA Novosti/Vitaly Ankov)

Mosca ha revocato l'embargo sulla fornitura di manzo e montone proveniente da due aziende britanniche dopo 26 anni

Presto, accanto alle bistecche americane e al gulasch ungherese sui menu dei ristoranti moscoviti compariranno anche carni provenienti dal Regno Unito. Alla fine di novembre del 2012, SergeI Dankvert, capo di Rosselchoznadzor, il Servizio federale russo di controllo fitosanitario e veterinario, ha annunciato la revoca del divieto sull’importazione di carne di manzo e montone proveniente dal Regno Unito, che vigeva nella Federazione russa daL 1986, essendo stato introdotto durante l’Unione Sovietica, l'anno dopo l'inizio della perestrojka di Mikhail Gorbaciov, per far fronte all’epidemia del morbo della mucca pazza che scoppiò in quegli anni nel Regno Unito.

Stando ai materiali ufficiali in possesso di Rosselchoznadzor, nella prima metà degli anni ’90 si registrarono più di 37mila casi di contagio del morbo all’anno e i veterinari inglesi riuscirono ad arginare l’epidemia solo dopo che la Gran Bretagna nel 1996 e l'Unione Europea nel 2001 introdussero il divieto sull’uso di proteine animali riciclate nell'alimentazione dei ruminanti ed eliminarono completamente dalla catena alimentare gli animali nati prima dell’agosto del 1996.

Paesi che esportano carne di manzo in Russia

I materiali sui progressi nella lotta contro il virus sono stati presentati a Mosca nella seconda metà di novembre 2012 dal veterinario ufficiale del Regno Unito, il dottor Nigel Gibbens. “Abbiamo esaminato le ricerche fornite dal Dipartimento per l'ambiente, il cibo e gli affari rurali del Regno Unito circa la situazione di questa malattia nel Paese, il sistema di controllo dei materiali ad alto rischio e i dati scientifici e abbiamo deciso di compiere il primo passo verso la ripresa dei rapporti commerciali, ovvero consentire le importazioni di carne da parte di due aziende britanniche”, ha dichiarato il capo del Rosselchoznadzor, Sergei Dankvert.

Sui documenti ufficiali, le due imprese inglesi sono indicate con le sigle Uk 5513 (l’azienda produttrice di carne di manzo) e Uk 8216 (l’azienda produttrice di carne di montone). Le altre imprese dovranno per il momento aspettare che vengano eliminati i difetti discussi e che venga confermato l’interesse nelle esportazioni in Russia, ha aggiunto Dankvert.

L'Unione Europea aveva revocato il divieto sulle carni britanniche già nel 2006, mentre i veterinari russi hanno preferito prendere del tempo per giungere alla stessa decisione. Il consumo di prodotti infetti da questo tipo di virus causa nelle persone la malattia incurabile diCreutzfeldt-Jacob. Durante la diffusione del virus in Gran Bretagna morirono 200 persone.

Va inoltre osservato che il governo russo è piuttosto rigido sulle ispezioni fitosanitarie dei prodotti importati. Nel mese di ottobre 2012, ad esempio, la Russia ha vietato parzialmente le importazioni di carni provenienti da Stati Uniti e Australia, mentre nel mese di settembre quelle di otto imprese ucraine produttrici di carne e prodotti lattiero-caseari. A maggio sono state vietate le importazioni di salmone dalla Norvegia e proprio nella stessa giornata in cui è stata annunciata la revoca del divieto sulle carni britanniche, si è deciso di vietare l'importazione di prodotti lattiero-caseari e a base di carne da parte di 11 aziende tedesche accusate di rilasciare certificazioni false su prodotti di origine animale.

Tuttavia, non sarà affatto facile per gli allevatori britannici conquistare l'enorme mercato russo della carne. “I russi conoscono molto bene le bistecche americane e australiane, e recentemente hanno assaggiato la carne argentina e brasiliana. Non so proprio come farà il marchio di carne britannica a ritagliarsi uno spazio sul mercato, quando è già cresciuta una generazione intera che non sa nulla della carne inglese”, ha affermato Maksim, proprietario di un ristorante a base di carne a Mosca.

Anche per quanto riguarda il mercato all'ingrosso, il Paese vanta già fornitori piuttosto forti negli Stati Uniti, Unione Europea e Brasile, nonché una collaborazione attiva con altri fornitori dell’America Latina, innanzitutto perché questi Paesi non distorcono il prezzo reale dei loro prodotti per mezzo di una serie di finanziamenti nascosti, ha dichiarato Sergej Dankvert.

Anna Evangeleeva, analista del portale Meatinfo.ru, ha comunicato che la quota di mercato delle carni bovine del Brasile in Russia supera il 40 per cento. Sergei Yushin, rappresentante dell’Associazione nazionale russa dei produttori di carne, è convinto che il ritorno degli inglesi sul mercato della carne ha un valore puramente simbolico. “Per noi il Regno Unito non godrà assolutamente di alcun significato. Disponiamo già di diversi fornitori, piuttosto importanti e i legami tradizionali che li uniscono ai nostri importatori difficilmente permetteranno alla Gran Bretagna di assicurarsi un posto di rilievo sul nostro mercato”, ha precisato Yushin, aggiungendo che per l’economia britannica tutte le esportazioni sono un ulteriore incentivo per lo sviluppo del settore agricolo.

La Russia sta sviluppando gradualmente anche la propria produzione di carne. Secondo una valutazione dell’analista Anna Evangeleeva, la crescita, quest’anno, sarà di circa l'8 per cento, grazie perlopiù ai settori della carne suina e del pollame. Si tratta di settori, quello avicolo in testa, che risultano più attraenti agli occhi degli investitori in termini di rendimento. Dal 2007, il volume delle importazioni di pollame si è ridotto del 50 per cento.

In Russia, tuttavia, si è soliti dire: “Goccia a goccia, s'incava la pietra”. Se i produttori britannici riusciranno a tenere testa ai fornitori tradizionali, potranno assicurarsi un posto sotto il sole freddo della Russia. Qui la produzione nazionale cresce molto lentamente. Nel corso di questi ultimi 20 anni, solo nel 2012 si è notato un lieve aumento nella produzione nazionale (di circa l'un per cento nei primi sette mesi dell'anno). Un aumento che potrebbe azzerarsi a seguito di un’impennata dei prezzi dei mangimi, causata dalla siccità estiva.

Anche le prospettive per la carne di montone inglese sono piuttosto buie. Il fatto è che il montone non costituisce un alimento base della dieta di un tipico abitante della Russia Centrale, che preferisce invece la carne di manzo, maiale o pollo. Secondo Meatinfo.ru, nel periodo gennaio-settembre del 2012, in Russia, sono state importate solo 6.400 tonnellate di carne di montone e di capra, un 4,4 per cento in meno rispetto ai livelli del 2011. Ma la domanda è in crescita, del 5-10 per cento all'anno.

Ciò sarebbe legato, secondo gli esperti, all’afflusso in Russia di musulmani provenienti dall'Asia centrale. In parallelo, inoltre, sta crescendo anche la produzione nazionale di questo tipo di carne.

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