Expo 2020, Ekaterinburg affila le unghie

I padiglioni dell'esposizione copriranno una superficie di 182 ettari (Foto: Tatiana Andreeva)

I padiglioni dell'esposizione copriranno una superficie di 182 ettari (Foto: Tatiana Andreeva)

La città russa scopre gli assi nella manica a Parigi, in occasione della presentazione ufficiale del progetto, per sbaragliare la concorrenza di Brasile, Turchia ed Emirati Arabi e aggiudicarsi l'ambito evento

In occasione della presentazione ufficiale dell'Expo 2020 a Parigi, dove la delegazione russa ha avanzato le ragioni per cui la Russia dovrebbe ospitare l'evento, il vice primo ministro russo Arkadi Dvorkotitch ha dichiarato: “Ekaterinburg è una città giovane, in rapido sviluppo e con un potenziale enorme nei settori dell’industria, della scienza e dell’insegnamento. Siamo convinti che l’organizzazione dell’Expo 2020 darà nuovo impulso all’espansione della città e del Paese in genere".

Tra i concorrenti di Ekaterinburg vi sono le città di Smirne (Turchia), Dubai (Emirati Arabi Uniti) e San Paolo del Brasile. I sostenitori del progetto russo ritengono che il loro Paese abbia buone possibilità di aggiudicarsi la vittoria. Fino a pochi anni fa, non erano molti gli stranieri ad aver sentito parlare di Sochi, città dove si svolgeranno i Giochi Olimpici invernali nel 2014, mentre oggi tutto il mondo la conosce.

“Sì, la concorrenza sarà molto agguerrita”, ha ammesso Dvorkovitch, parlando con i giornalisti subito dopo la candidatura ufficiale. “La Turchia offre vantaggi evidenti e non è la prima volta che presenta la propria candidatura, mentre Dubai dispone di ingenti mezzi. Nondimeno, anche noi offriamo parecchi vantaggi che attireranno di sicuro l’interesse della comunità internazionale”.

In Russia Ekaterinburg tallona da vicino Mosca e San Pietroburgo per molteplici aspetti di natura  economica e sociale. La città, inoltre, ha una notevole esperienza in tema di accoglienza di grandi eventi internazionali.

“Ekaterinburg ha accolto con successo i summit dell’Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione e dei Brics, e anche un vertice Russia-Germania. Oltre a ciò  ogni anno ospita l’esposizione delle innovazioni industriali ‘Innoprom’, visitata quest’anno da gente proveniente da più di cinquanta Paesi”, ha spiegato Evgeni Kujvashev, governatore della regione di  Sverdlovsk, della quale Ekaterinbourg è la capitale.

“Nel 2018 la città ospiterà alcune partite della Coppa del Mondo di calcio e i preparativi sono già in corso. In parallelo, si procederà  a costruire alcune infrastrutture indispensabili per l’Expo”, promettono le autorità russe. Le spese per realizzare tali infrastrutture potranno raggiungere varie decine di miliardi di dollari, ma i bilanci dei vari  organi  di potere destinati a organizzare l’Expo a Ekaterinburg dovranno essere integrati da investimenti privati.

Per il futuro parco dell’Expo è già stato individuato un sito ben preciso: si estenderà su 587 ettari sulle sponde del lago Verkh-Issetski, situato nel cuore della città. Il centro logistico comprenderà una stazione ferroviaria, una stazione della metropolitana, un capolinea degli autobus  realizzato anch’esso sulla sponda destra del lago, a 35 minuti di treno dall’aeroporto.

I padiglioni dell’esposizione vera e propria copriranno una superficie di 182 ettari, mentre tutto il resto sarà riservato ad alberghi, uffici, ristoranti e negozi.  Tra gli aspetti di cui vanno maggiormente fieri gli autori del progetto vi sono i viali, i parchi e la riva del lago che arricchiranno il paesaggio. Secondo gli artefici del progetto, il parco dell’Expo sarà attraversabile  a piedi in un’ora e mezza o  in barca.

Al termine dell’esposizione, tutte le infrastrutture e gli edifici realizzati saranno adattati alle necessità della città: gli alberghi saranno convertiti in appartamenti e alloggi per gli studenti, e i padiglioni in uffici, centri d’affari e di svago. Queste trasformazioni renderanno la zona circostante il lago di Verkh-Issetski un posto ideale nel quale riposarsi. 

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