Trento spinge sull'internazionalizzazione

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai (a sinistra), e il Console Onorario della Federazione Russa a Bolzano, Bernhard Kiem (Foto: Ufficio Stampa)

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai (a sinistra), e il Console Onorario della Federazione Russa a Bolzano, Bernhard Kiem (Foto: Ufficio Stampa)

Sullo sfondo del convegno “Crescere sui mercati esteri" è stato siglato un accordo da centocinquanta milioni di euro tra Provincia, banche e imprese, finalizzato all'inserimento delle pmi sui mercati stranieri

Centocinquanta milioni di euro a sostegno dell’internazionalizzazione. È stato firmato il 3 dicembre 2012 l’accordo di cooperazione tra sistema bancario, Provincia e sistema delle imprese, siglato dal presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai e dai vertici di tre istituti bancari: Romano Artoni, direttore commerciale Triveneto Ovest di UniCredit Banca, Nicola Calabrò, direttore generale della Banca di Trento e Bolzano e Mario Sartori, direttore generale di Cassa Centrale Banca.

Il documento è stato sottoscritto durante il convegno “Crescere sui mercati esteri: opportunità per le pmi e nuove strategie di sostegno all'internazionalizzazione", svoltosi nel Palazzo della Provincia Autonoma di Trento, alla presenza del Console Onorario della Federazione Russa a Bolzano Bernhard Kiem, di numerosi imprenditori, professori universitari e autorità locali, convinti che il futuro delle piccole e medie imprese trentine sia “fuori confine”.

Durante l’incontro si è parlato di competizione, strategia di impresa e internazionalizzazione. “La competizione risulta sempre più agguerrita – ha detto Andrea Fracasso, ricercatore senior dell'Università di Trento -. Per questo bisogna fare sistema, mettendo assieme amministrazioni, imprese, università e banche”.

Il microfono è passato poi a Vittorino Filippas, consulente e professore a contratto dell'ateneo trentino, che ha evidenziato alcuni punti fondamentali da tenere in mente nel momento in cui le imprese italiane si affacciano sul mercato estero: “è necessaria prudenza, e prepararsi bene prima di muoversi – ha detto -. Molte imprese italiane, infatti, entrano in un Paese e dopo pochi anni ne escono, a causa di un approccio superficiale e carente di programmazione”.

È poi importante “focalizzarsi su ciò che si vuole fare, perseverare, valorizzare il mix tecnologia-flessibilità, innovare costantemente ed essere attenti alle culture altrui”.

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