Medvedev: La nostra economia resiste

Il premier russo Dmitri Medvedev ha fatto il punto sulla situazione economica del Paese (Foto: Itar-Tass)

Il premier russo Dmitri Medvedev ha fatto il punto sulla situazione economica del Paese (Foto: Itar-Tass)

"Non c'è da fare i salti di gioia - ha detto il primo ministro russo -, ma la situazione della Federazione nel complesso è discreta e dobbiamo mantenere il ritmo preso"

Dmitri Medvedev ritiene che "la situazione dell'economia della Federazione Russa nel complesso è discreta". Secondo gli esperti, il vantaggio della Russia rispetto agli altri mercati emergenti consiste in una domanda interna piuttosto consistente, che bisogna in ogni modo sostenere e stimolare.  

Nell'ultima seduta del Consiglio dei ministri, il premier Dmitri Medvedev ha osservato che l'attuale situazione macroeconomica della Russia "ha prodotto risultati piuttosto buoni, considerata la congiuntura mondiale".

La situazione macroeconomica è stabile, soprattutto se paragonata alle gravi difficoltà attuali dell'economia europea e mondiale. Come ha ricordato Dmitri Medvedev, il tasso di crescita del Pil nel periodo gennaio-ottobre 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011 è stato del 3,7 per cento. La produzione industriale è a un +2,8 per cento. Gli investimenti nel capitale fisso stanno aumentando a un ritmo che supera le previsioni (oltre il 9 per cento).

Continua a diminuire la disoccupazione: attualmente è circa al 5,3 per cento (approssimativamente, 4 milioni di abitanti), ed è calcolata secondo i criteri dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro. Nell'ottobre del 2011 il suo livello era al 6,4 per cento. I disoccupati ufficialmente registrati nell'ottobre 2012 sono quasi un milione, 998.000 per la precisione.

Si osserva una tendenza positiva nei redditi monetari reali: +3,5 per cento. Un altro dato positivo: tra gennaio e settembre 2012 è nato circa un milione e mezzo di bambini. Vale a dire, 80.000 bambini in più rispetto allo stesso periodo del 2011. Già da alcuni mesi di seguito si osserva un incremento naturale della popolazione: l'aumento nel solo mese di settembre è stato di 11 milioni e mezzo di persone. Il dato è tre volte maggiore rispetto a quello del settembre 2011.

Dmitri Medvedev ha sottolineato anche il miglioramento del clima per gli investimenti: "Per la prima volta in otto anni la Russia è salita di alcune posizioni nel rating della Banca Mondiale. Per alcuni indicatori, in effetti, la situazione appare relativamente buona: ad esempio, per quanto riguarda l'amministrazione tributaria siamo saliti al 41° posto".  È il maggiore avanzamento in classifica tra tutti i Paesi compresi nel rating. "Non è il caso di fare i salti di gioia, come si suol dire, ma si tratta comunque di un buon dato, di un buon indicatore", ha osservato Medvedev, aggiungendo che "dobbiamo mantenere il ritmo che abbiamo preso".    

Un problema importante che ancora oggi rimane attuale è l'inflazione. "Sotto questo aspetto, - ha dichiarato il premier, - la situazione è gestibile, ma non ideale". Negli ultimi dieci mesi l'inflazione è stata del 5,6 per cento, valore che supera leggermente quello del 2011, che era stato del 5,2 per cento nello stesso periodo. In Russia, però, l'inflazione ha un carattere decisamente non monetario, il che dà allo Stato una certa tranquillità per quanto riguarda la politica monetaria e creditizia, fa notare il responsabile del settore analisi e ricerche del Gruppo di investimento Univer, Dmitri Aleksandrov.

In effetti, si può lottare per ridurre l'inflazione agendo in molte direzioni, stimolando l'offerta di merci con l'aiuto di programmi statali. Ciò vale sia per l'agricoltura che per l'industria alimentare. Allo stesso tempo, la regolazione tariffaria rimane uno dei principali fattori della pressione inflazionaria. E poi non bisogna dimenticare che è cambiato il metodo per calcolare il paniere dei consumi. In ogni caso, nella situazione attuale l'inflazione non può ancora essere considerata una minaccia alla stabilità dello sviluppo economico del Paese. Sono molto più gravi i rischi legati alla situazione delle finanze mondiali e al dinamismo industriale delle principali economie esportatrici.  

Se confrontati con i Paesi dell'area asiatico-pacifica e con quelli dell'eurozona, i risultati dell'economia russa nel 2012 per molti indicatori sono tra i migliori, osserva il direttore del settore analitico della società di investimento Trade-portal, Alexei Rybakov. I principali indicatori previsionali della nostra economia presentano un incremento stabile. I dati sui trasporti ferroviari di merci, gli investimenti nel capitale fisso, i volumi degli scambi commerciali, le vendite al dettaglio e l'indice base delle consegne in diversi settori dell'economia fanno sperare in un buon primo trimestre del 2013.

Naturalmente, esistono dei rischi per l'economia russa: le imprese sono sotto pressione per la diminuzione della domanda in tutto il mondo, fa notare l'osservatore economico del forum indipendente Et-Trade, Anton Golitsyn. Sono alti i rischi valutari, a causa delle forti oscillazioni delle principali valute mondiali, prime fra tutte euro e dollaro. Non bisogna però dimenticare che la Russia ha buone possibilità di conservare la sua stabilità. Innanzitutto, vale la pena di osservare che il suo indebitamento è basso: anche dopo l'emissione degli eurobond all'inizio del 2012, la pressione debitoria totale sul Paese non supera il 20 per cento. La Germania invece ha una pressione debitoria superiore all'80. Significa che da una parte possiamo essere recepiti dagli investitori come un Paese privo di rischi, e dall'altra abbiamo sufficienti possibilità di attrarre nuovi mezzi dall'estero, qualora ci occorrano per lo sviluppo o in caso di un peggioramento del clima globale. In secondo luogo, la Russia, a differenza di molti mercati emergenti, è orientata più al suo mercato interno che non a quello estero. Così abbiamo potuto evitare i problemi della Cina, che sta subendo un serio rallentamento dell'economia da quando gli Usa e l'Europa hanno ridotto la domanda delle sue merci.

È ovvio che la Russia non può non avvertire il peso della crisi mondiale, dal momento che partecipa a pieno titolo all'economia globale, come spiega il vicedirettore del Dipartimento di analisi economiche del Centro Fondiario di Mosca, Elena Chernoletskaja; ma noi abbiamo una serie di vantaggi che ci mettono al riparo dai problemi sia dell'Europa che dell'Asia. 

La principale qualità positiva dell'economia russa consiste nell'elevata domanda interna, che siamo riusciti a conservare sia tra i consumatori finali, sia tra i grandi attori dell'economia, prime fra tutte le imprese. Inoltre, la domanda interna consente alle aziende russe non solo di compensare il calo dei consumi sui mercati occidentali, ma anche di mantenere una tendenza positiva.    

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