Un nuovo mitra dal nome glorioso

Il capo della Commissione dell'Industria bellica, Dmitri Rogozin, a destra, con Mikhail Kalashnikov, a sinistra (Foto: Ria Novosti)

Il capo della Commissione dell'Industria bellica, Dmitri Rogozin, a destra, con Mikhail Kalashnikov, a sinistra (Foto: Ria Novosti)

La produzione russa di armi si concentrerà nella mani di un unico gruppo, ribattezzato Kalashnikov, a seguito di una decisione del governo. In arrivo anche altri modelli di precisione

La produzione di armi portatili si concentrerà nella mani di un unico gruppo. A seguito di una decisione del governo si sta formando un superconsorzio di gruppi societari fondato su due produttori di armi: le aziende Izhmash e Izhtech, entrambe con sede negli Urali. La joint venture fabbricherà una nuova arma. Si chiude l’era, durata più di mezzo secolo, dei celebri “Kalashnikov”.

 

Il nuovo gigante russo prenderà comunque il nome del leggendario fabbricante e si chiamerà consorzio “Kalashnikov”. “Vorrei sostenere la creazione di una società mediante fusione in cui potremo concentrare il potenziale industriale e costruire una fabbrica moderna di armi da fuoco”, ha dichiarato il Presidente Vladimir Putin a proposito della nascita del consorzio.

Kalashnikov finisce al museo

Il vicepremier Dmitri Rogozin, che sovrintende all’operato dell’Opk (United Industrial Corporation, ndr), ritiene che la comparsa del consorzio contribuirà tra le altre cose a ridurre la produzione illegale dei mitra russi nei Paesi dell’Europa dell’Est: “Sono sicuro che con una simile carta vincente daremo a Izhevsk nuova vita a una produzione di moderne armi leggere, non soltanto in grado di superare i modelli stranieri in affidabilità e potere di uccisione, ma anche di stroncare la produzione di Kalashnikov nei Paesi del Komsomol della Nato”.

Nell’autunno 2011 il Ministero della Difesa della Federazione aveva rinunciato all’acquisto del più celebre modello di AK degli ultimi decenni, l’AK-74. La decisione è comprensibile: secondo quanto riferito dai dirigenti, a oggi, per ogni soldato russo, ci sono 17 (!) mitra Kalashnikov che lo aspettano nei depositi e nelle unità. Secondo il parere degli esperti la Russia ha una scorta di AK per i prossimi 15-20 anni.

Il mitra “Kalashnikov” venne ideato nel 1947 e adottato dall’esercito nel 1949. Si tratta dell’arma da fuoco più diffusa sul pianeta: in tutto il mondo ne esistono dai 70 ai 105 milioni di esemplari di diversi modelli; 55 governi lo hanno inserito tra le armi in dotazione. In Africa è da tempo chiamato “l’arma della libertà” e compare persino negli stemmi del Mozambico e dello Zimbabwe.

All’inizio di novembre 2012, al poligono dell’azienda bellica “Tochmash”, nella regione della Podmoskove, sono iniziati i test del nuovissimo mitra russo pensato da Vladimir Zlobin, progettista capo dell’Ak-12 dell’“Izhmash”. Dmitri Semizorov, amministratore delegato di Tochmash, ha dichiarato che i collaudi preliminari non dureranno più di un mese. “Di regola il periodo dei collaudi preliminari può variare a seconda del loro numero, che viene stabilito dal committente”, ha spiegato.

In precedenza Vladimir Zlobin aveva fatto rilevare che i mitra, prima di poter iniziare a essere prodotti in serie, devono superare la procedura dei collaudi ufficiali che dovrebbero iniziare nel 2013 e concludersi a giugno-luglio dello stesso anno. Secondo Zlobin tutte le strutture delle Forze Armate hanno già manifestato un grande interesse nei confronti dell’AK-12, sulla base del quale sarà realizzata un’ampia gamma di modelli bellici, incluse pistole, mitragliatrici, fucili d’assalto e mitragliatori sia per l’esercito sia per scopi speciali.

Il nuovo mitra presenterà notevoli vantaggi rispetto all’AK-74. Potrà essere usato con una sola mano, il caricatore sarà due volte più grande – potrà contenere fino a 60 cartucce – e al posto di una sola canna ce ne saranno tre intercambiabili (per diversi calibri). Assicurano anche di realizzare il lanciabombe sottocanna, i mirini e i vari “accessori” in modo diverso da come sono ora.

Il 2011 è stato per l’azienda letteralmente “esplosivo” per quanto riguarda la presentazione della produzione nelle esposizioni internazionali. E non si parla soltanto del Vicino Oriente e dell’Africa del Nord, mete tradizionali per gli armamenti russi. Nell’autunno 2011 una delegazione della “Izhmash” ha portato per la prima volta all’esposizione DSEi di Londra i mitra “Kalashnikov” e “Nikitov”, i fucili di precisione e i sistemi d’arma guidati “Krasnopol” e “Kitolov”, il fucile a canna liscia “Saiga-12-EXP-01-30” e la versione d’addestramento della pistola mitragliatrice “Vitjaz”.

Nel 2012 la delegazione di”Izhmash” è andata a presentare le armi all’importantissima fiera mondiale specializzata in armi sportive e da caccia “Shot show” (Usa). “Il mercato americano ha un potenziale molto elevato. In America si vende circa il 65 per cento della produzione mondiale di armi sportive e da caccia e noi siamo interessati ad ampliare la produzione di Izhevsk in questo settore”, ha dichiarato a questo proposito Maksim Kuzjuk, amministratore delegato dell’Associazione di ricerca e produzione “Izhmash”.

Il pezzo forte portato da “Izhmash” alla mostra americana è la versione aggiornata del fucile a ripetizione “Saiga” per proiettili 5,45x39 mm, 7,62x39 mm, 308 WIN, 223 REM, vale a dire il “Saiga” che è di fatto la ”controparte civile” del mitra “Kalashnikov”. A Izhevsk hanno motivi fondati per sperare che la “rinnovata” “Izhmash” se la cavi, in termini di ordini di esportazione e commercio del proprio armamentario bellico nelle versioni a uso civile.

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