Opposizione al bivio

Manifestanti in piazza a Mosca, il 24 dicembre 2011, per contestare i risultati delle parlamentari (Foto: Ruslan Sukhushin)

Manifestanti in piazza a Mosca, il 24 dicembre 2011, per contestare i risultati delle parlamentari (Foto: Ruslan Sukhushin)

Il 5 dicembre 2012, il movimento russo di piazza festeggia il primo anniversario delle proteste, ma non è ancora ben chiaro in che direzione si muova

Un anno fa, lo svolgimento e i risultati delle elezioni parlamentari fecero scendere in strada migliaia di cittadini russi delusi dai risultati del voto. La prima manifestazione si svolse a Mosca il giorno dopo le elezioni, il 5 dicembre del 2011.

Nel corso dell’anno, si sono poi susseguite numerose altre manifestazioni, in diverse città della Russia, così come all'estero. Dopo le elezioni presidenziali del marzo 2012, le proteste si sono riaccese. Nella capitale russa le manifestazioni hanno assunto la denominazione di “Marcia del Dissenso” e “Marcia dei Milioni”, nonostante non sia proprio del tutto corretto parlare di “milioni”. Gli organizzatori stessi delle iniziative parlano in realtà solo di alcune decine o al massimo centinaia di migliaia di partecipanti, mentre, secondo le stime delle forze dell’ordine, le cifre sarebbero di gran lunga inferiori.  

Dopo le elezioni parlamentari, i manifestanti hanno richiesto nuove elezioni, le dimissioni del capo della Commissione elettorale centrale, Vladimir Curov, la liberazione dei prigionieri politici e la registrazione dei partiti dell’opposizione. 

Le autorità hanno reagito alle proteste. Dopo le denunce di numerosi brogli nel corso delle elezioni parlamentari, Vladimir Putin, in lizza per la carica di Presidente, ha chiesto, proprio in vista delle elezioni presidenziali, che in tutte le stazioni elettorali fossero installate delle apposite videocamere. La stragrande maggioranza dei seggi elettorali è stata così munita in tempi record di circuiti di video-sorveglianza e le riprese sono state trasmesse in diretta su uno speciale sito Web.

Tuttavia, il giorno delle elezioni, la Cec (la Commissione Elettorale Centrale) ha rilevato un gran numero di violazioni legate proprio all’installazione di tali videocamere, che in molti casi sono state rimosse dalle urne elettorali. Per quanto riguarda le denunce di irregolarità avvenute durante lo spoglio e il conteggio dei voti, la Cec ha assicurato che non hanno influenzato significativamente l'esito delle elezioni.

Gli osservatori, tanto russi quanto internazionali, hanno riconosciuto che le elezioni presidenziali si sono svolte in maniera “più pulita” rispetto a quelle parlamentari, in parte proprio grazie alla trasmissione in diretta, via Internet, delle immagini.

Inoltre, la Duma di Stato ha approvato una legge che riduce il numero minimo di rappresentanti di ciascun partito necessario perché possa essere registrato. Come risultato, alle elezioni regionali dell’ottobre del 2012 hanno partecipato 19 nuovi partiti, due dei quali, i “Comunisti della Russia” e il Partito Repubblicano Parnas, hanno conseguito voti sufficienti per ottenere una rappresentanza in seno ai parlamenti delle città di Karachaevsk e Barnaul.

Nell’autunno del 2012, dopo una pausa di otto anni, la Russia è ritornata all’elezione diretta dei governatori, anche se sono stati introdotti degli ulteriori filtri per la selezione dei candidati.

Nel dettaglio, per quanto riguarda il movimento di protesta - composto da rappresentanti di tutti gli schieramenti politici, appartenenti o meno a un partito - nel corso dell'ultimo anno, esso ha cercato di strutturarsi. Nell’ottobre 2012, si sono svolte le elezioni del Consiglio di Coordinamento dell’Opposizione, formato da 45 membri e guidato dal famoso blogger Alexei Navalny, che si è sempre battuto contro la corruzione.

Il 15 dicembre 2012, per celebrare l'anniversario delle azioni di protesta, si terrà il primo comizio organizzato dal Consiglio di Coordinamento dell’Opposizione. I manifestanti avanzeranno le stesse richieste di prima, tra cui la necessità di un secondo round di elezioni e la liberazione dei prigionieri politici. I rappresentanti del partito pro-Cremlino Russia Unita, che ha trionfato alle elezioni parlamentari del 2011, sono convinti che nel corso dell’ultimo anno l'opposizione non abbia fatto dei così grossi passi avanti. “Si considerano un’alternativa al potere. Ma si sono lasciati sfuggire varie possibilità e il tempo gioca a loro sfavore”, sostiene la vicesegretaria del Consiglio Generale di Russia Unita, Olga Batalina.

Anche il direttore scientifico del Centro per la congiuntura politica russa, Alexei Chesnakov, ritiene che i “nastri bianchi” abbiano già commesso molti errori. Il politologo non considera nemmeno un traguardo la creazione del Consiglio di Coordinamento dell’Opposizione.  “L’opposizione ha compiuto solo un passo basilare: si è concentrata sulle risorse umane e organizzative nell'ambito del Consiglio di Coordinamento, trasformando una massa informe di persone in un soggetto strutturato. Tuttavia questa tattica di focalizzazione sulla struttura potrebbe rivelarsi fallimentare vista la situazione attuale”, afferma il politologo.

L'esperto dubita fortemente che i membri della protesta “riusciranno ad assumere il potere in un futuro prossimo”. Secondo Chesnakov, bisognerà aspettare la fine del 2013 per vedere se il movimento di protesta sarà davvero in grado di competere con il governo oppure no. “Sono solo all'inizio di un lungo cammino. Il Consiglio di Coordinamento dell’Opposizione sarà anche stato in grado di riunire i diversi colori dell’opposizione, solo che ora mancano ancora gli artisti che possano dipingere il quadro”, afferma l'esperto.

Il direttore dell'Istituto di sociologia politica, Vjaceslav Smirnov, richiama anche l'attenzione sui risultati ottenuti dall'opposizione. Secondo Smirnov, uno dei principali risultati di questo anno di proteste, è la comparsa di nuovi leader. Tra questi, oltre a Navalny, figura anche il coordinatore del “Fronte di sinistra” Sergei Udaltsov.

Tuttavia, secondo l’esperto, l'anno appena concluso ha dimostrato che “la popolazione è apolitica e non ama tanto il potere quanto i politici dell’opposizione”. Ed è per questo che Smirnov prevede una stagnazione del movimento di protesta liberale.

Gennady Gudkov, membro del Consiglio di Coordinamento dell’Opposizione, respinge le critiche: la protesta è ancora viva, passerà attraverso una serie di alti e bassi, ma il movimento continuerà a crescere. “Al Cremlino credono che tutto si sia risolto al nono mese di gravidanza, ma ciò è impossibile. Un anno fa, pensavamo che era un buon segno se alle manifestazioni partecipavano un migliaio di persone. Ora tutto è cambiato. Il Consiglio di Coordinamento ha riunito tutti i nuovi leader dell’ondata di proteste”, ha detto il politico.

Gudkov è tuttavia d’accordo sul fatto che il movimento di protesta russo si trovi, in questo momento, a un bivio. La strada che intraprenderà dipenderà molto dalla volontà o meno delle autorità di ascoltarlo. Secondo Gudkov, se il governo ascolterà il movimento di protesta, l'opposizione cercherà un compromesso; qualora, invece, venga ignorato, la protesta potrebbe assumere un carattere più radicale e allora sarebbe impossibile controllarla.

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