Cinque dita per rincorrere il mercato

L'international marketing manager Vibram FiveFingers Giuseppe Grandinetti (Foto: archivio personale)

L'international marketing manager Vibram FiveFingers Giuseppe Grandinetti (Foto: archivio personale)

L'azienda italiana Vibram FiveFingers dal 2010 cerca di imporsi in Russia con le sue scarpe sportive innovative che sfruttano i più piccoli muscoli del piede, come si faceva nell'antichità. La strategia commerciale illustrata dal international marketing manager Vibram FiveFingers Giuseppe Grandinetti

Un grande sucesso in America, un design che ha ispirato grandi marche a creare prodotti simili e la qualità ottenuta da una ricerca continua: Vibram FiveFingers è arrivato sul mercato russo nel 2010 e ancora il consumatore russo non si è abituato alla forma innovativa delle scarpe. Così l'international marketing manager Vibram FiveFingers, Giuseppe Grandinetti, confessa di continuare a credere nel mercato russo, pronto ad affrontare ogni sfida.

Perché ha scelto la Russia come mercato per le sue calzature?
La Russia è sempre stato un mercato di nostro interesse, perché già lavoravamo con uno dei reparti speciali dell'esercito russo, al quale forniamo le suole. I nostri clienti sono i russi che amano correre e fare fitness. L’aspetto insolito delle nostre scarpe può essere un problema, ma sono convinto che la gente si abituerà. I FiveFingers adesso vengono distribuiti con Red Fox, un ampio canale di prodotti sportivi. Per ora non vendiamo tanto, ma crediamo in questo mercato e posso spiegare il perché. Il mercato delle scarpe in Russia è soprattutto di alta moda Made in Italy. Per le scarpe sportive posso dire che c’è una grande intenzione qui per la tecnologia e la tecnicità delle calzature. Quello che c’è adesso è un mercato specializzato per la maggior parte in outdoor. Ma per noi ci sono molte probabilità di conquistare i russi, visto che siamo un prodotto italiano.

Come il vostro prodotto può interessare il consumatore russo, dal momento che, a causa delle basse temperature invernali, le vostre scarpe possono solo essere utilizzate per fare sport al coperto?
Il freddo è la prima difficoltà che incontro questo prodotto qui in Russia. La nostra scarpa si presenta come un prodotto tecnico per active sport (running, tracking, outdoor), ma è destinato a tutti gli sport fatti in un certo modo: a piedi nudi, ma comunque protetti.  Si parla di minimal shoes, quel mercato che abbiamo aperto noi negli Stati Uniti.


Solo il design è Made in Italy?
Il design, ma anche la ricerca dei materiali e tutta la parte dedicata ai tessuti viene realizzata in Italia. Il design è italiano, ma noi lavoriamo anche in collaborazione con altri designer tra Cina, Giappone e Usa. Insomma, la nostra scarpa è un mix di design per riuscire a trovare il meglio nei vari differenti mercati rispetto a quello che c’è in Italia, ma ribadisco la forte impronta italiana.

Quali sono i vantaggi che ha il consumatore?
Il vantaggio più importante per uno sportivo è la tecnologia minimal shoes (una scarpa che ha una suola molto sottile, una tomaia molto elasticizzata). I benefici sono gli stessi di camminare a piedi nudi. Non so come in Russia, perché è troppo freddo. Ma spesso da noi il dottore da piccolo ti dice di camminare a piedi nudi, perché il lavoro del piede nudo rinforza il piede stessa e tutta la nostra struttura, cosce, schiena... Non è un prodotto medicale, però così diamo la possibilità di fare un ottimo lavoro biomeccanico, di allargare le dita, di avere molto più equilibrio, di camminare e correre in un maniera naturale, cioè dalla punta al tallone.

Come è nata questa idea?
Attraverso alcuni studi fatti da scienziati, (la ricerca più importante è stata messa a punto ad Harvard) sappiamo che l’uomo è nato per correre. Nell'antichità l’uomo andava a caccia a piedi nudi nella foresta. Non aveva bisogno delle scarpe. Poi tutto questo si è perso, perché abbiamo cementato le strade e il piede non si adattava più normalmente al terreno, dove doveva camminare o correre. L’ammortizzatore naturale era perso. Quando si salta e poi si atterra, si atterra su alcuni punti del piede. Il tallone non è adatto per assorbire i colpi e allora si provocano sempre microtraumi a caviglia, ginocchio, anche schiena. Gli atleti che corrono a piedi nudi sfruttano 45 micromuscoli che sono dentro il piede. Noi correndo con le scarpe ne usiamo circa il 30 per cento. Con la nostra idea, oggi, abbiamo totalmente rivoluzionato il mercato delle scarpe, in particolare nel settore running. Tutte le altre grandi firme sportive ora ci hanno copiato.

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