I Venti per l'economia globale

Sergei Ivanov (Foto: Ria Novosti)

Sergei Ivanov (Foto: Ria Novosti)

Dal 1° dicembre 2012 la Russia ha assunto la presidenza del G20. L'agenda dei lavori illustrata dal capo dell’Amministrazione presidenziale russa, Sergei Ivanov

Dal 1° dicembre 2012 la Russia ha assunto la presidenza del G20. Il capo dell’Amministrazione presidenziale russa, Sergei Ivanov, che coordina il comitato organizzativo della presidenza della Federazione Russa del G20, ha raccontato in un’intervista a Sergei Brilev, inviato di Vesti v subbotu (Sabato news), l’agenda comune che lega questo mondo così in espansione e, al tempo stesso, così ristretto.

Chi sono questi Venti di cui la Russia ha assunto la guida e perché è così importante per la Russia presiedere il G20?
Il G20 è un vertice informale delle maggiori economie mondiali.  I Venti producono il 90 per cento del prodotto interno lordo mondiale e rappresentano l'80 per cento dell’intero commercio mondiale. Sul territorio dei Paesi dei Venti risiedono i due terzi della popolazione del nostro pianeta. 

Il summit si svolgerà nel Palazzo di Costantino a San Pietroburgo (dove nel 2006 si era tenuto il summit del G8, ndr)?
Sì.

Occorrerà aggiungere altre risorse finanziarie supplementari per gestire il G20?
Non in numero particolarmente ingente. Parliamo di Venti, ma in realtà il 5 e 6 settembre 2013 s’incontreranno a Pietroburgo 33 capi delegazione. Ampliamo le sue dimensioni e intendiamo dimostrare che i Venti non sono un club esclusivo ed elitario, sebbene rappresentino il 90 per cento del prodotto interno lordo mondiale. Siamo attenti ai problemi e operiamo nell'interesse dell'economia globale, che riguarda tutti i Paesi, indipendentemente dal loro livello di sviluppo. Inoltre, invitiamo i responsabili delle principali organizzazioni internazionali. Rispetto a quello del G8 il carico organizzativo è leggermente aumentato, ma l’infrastruttura di base resta, ovviamente, il Palazzo di Costantino.

Tra i Venti vi sono Paesi non troppo abituati a tenere conto dell’opinione altrui. La Russia che per le sue riserve auree, occupa, secondo varie stime, il terzo o il quarto posto nel mondo, potrebbe, per esempio, far valere questo argomento in un colloquio con gli Stati Uniti: acquistiamo i vostri certificati di deposito e gli altri titoli, finanziando la vostra economia e forse è il caso che ci diate ascolto, agendo in un determinato modo.
Da un lato non posso che essere d’accordo con lei. Certo gli americani non gradiscono che gli vengano dati dei consigli. Dall’altro non me la sento neppure di affermare che respingano qualunque consiglio. Gli americani occupano un ruolo preminente nel Fondo Monetario Internazionale, ma anche nel precedente summit dei Venti è stato deliberato  che è necessario riformare le quote  e la governance nel Fondo Monetario Internazionale alla luce della crescita economica dei Paesi del Brics.

Sullo sfondo di un panorama internazionale  che ha in radicale trasformazione esiste la possibilità di raggiungere un accordo in materia di energia?Si sa che il tema dell'energia è ancora una volta all'ordine del giorno del G20…
Se parliamo del Terzo pacchetto energia è un problema di interrelazione tra Russia e Unione Europea. Non esiste un problema globale e credo che non verrà discusso al G20. Sì, ci sono molte questioni inerenti a questo problema. Non siamo sostanzialmente d’accordo e non lo nascondiamo: il Terzo pacchetto energia complica la stipulazione di contratti a lungo termine e in Europa causerà, solo uno stupido, mi si perdoni il termine, deficit di risorse energetiche. Si sa che sempre più denaro viene speso per il petrolio e per il gas che finisce tutto a Nord e quindi risulta più costoso. Trasporto, trasformazione e distribuzione. Se partiamo dalla logica dell'Unione Europea, tutto questo dovrà essere suddiviso. Allora sorge spontanea una domanda: chi investirà nell’esplorazione e nel trasporto, se la cosa perde di significato?

Come vede la questione della valuta di riserva tra vent’anni?
In questa materia è assai facile sbagliarsi. È come prevedere i risultati delle partite di calcio. Una valuta di riserva potrebbe essere naturalmente il dollaro. O forse anche l’euro. Esistono altre valute che si possono ritenere per certi versi valute di riserva come il franco svizzero, un’ottima valuta, molto affidabile, e la sterlina inglese.

E il dollaro australiano in cui ha investito la Russia?

Lo yen giapponese. Ora non si fa che parlare della creazione di una moneta unica asiatica, e se riuscirà, questa moneta sarà, naturalmente, lo yuan. D’altro canto, lo yuan non è ancora una valuta pienamente e liberamente convertibile e perciò questo processo richiederà ancora alcuni anni. Si parla poi della creazione di altre valute regionali nel mondo arabo. Quanto alla Russia, il rublo ha la possibilità di diventare una valuta di riserva regionale, principalmente nel territorio della Csi. Si sta operando in tal senso. All'interno dell'Unione doganale si effettuano già scambi commerciali parzialmente in rubli. Anche con la Cina, abbiamo cominciato a commerciare in rubli per evitare ulteriori rischi di volatilità delle valute principali, ossia del dollaro e dell'euro. Ciò rende la nostra economia più stabile e affidabile.

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