Polo euroasiatico, Russia e Italia insieme

Il presidente delle Ferrovie Russe Vladimir Yakunin ha partecipato all'incontro milanese in videoconferenza (Foto: Itar-Tass)

Il presidente delle Ferrovie Russe Vladimir Yakunin ha partecipato all'incontro milanese in videoconferenza (Foto: Itar-Tass)

Alla conferenza "Il corridoio Transeurasiatico Razvitie: una nuova dimensione della cooperazione", a Milano, si è parlato dell'uscita dalla recessione europea, anche grazie alla Federazione

Sotto le volte di Palazzo Clerici a Milano si sono radunati economisti, banchieri, imprenditori e trasportatori della Russia e dell'Ue. Gli esperti hanno cercato di trovare una risposta alla domanda su come far ripartire l'economia reale in una situazione di crisi finanziaria mondiale. Secondo i partecipanti alla conferenza, servono progetti pionieristici, uno dei quali potrebbe essere il corridoio Transeurasiatico Razvitie.

Un grande asse, un cluster geo-economico, uno spazio di tipo nuovo per gli investimenti; l'iniziativa viene descritta in molti modi, ma la sostanza è una. "Dobbiamo renderci conto che non possiamo restare fermi", è l'opinione di Mikhail Bajdakov, presidente del cda di Millennium Bank, che ha organizzato il forum insieme all'università Bocconi. Il centro del potere economico si è spostato verso l'Asia Sud-Orientale. In mezzo, tra l'Asia e l'Europa supertecnologica, ci sono la Russia, il Kazakhstan e altri Paesi dell'ex URSS. "L'enorme regione euroasiatica, con le sue risorse, può diventare un nuovo polo di produzione di ricchezza sociale".  

L'idea di una cooperazione qualitativamente nuova tra la Russia e i partner europei è stata appoggiata dal presidente delle Ferrovie Russe (Rzd) Vladimir Yakunin, che si è rivolto in teleconferenza ai partecipanti all'incontro.  "È necessario creare dei punti di crescita reale. L'idea di una nuova fascia di sviluppo oggi è molto attuale. E l'economia russa in questa cooperazione può portare un contributo essenziale", ha sottolineato il presidente delle Ferrovie Russe. Yakunin ha ricordato che i governanti della Russia hanno già avanzato l'idea di creare un corridoio per i trasporti dall'Oceano Pacifico all'Atlantico.

Nella sua azienda si parla del progetto 1520, che riguarda la costruzione di una tratta a scartamento largo, secondo lo standard russo, nella rete ferroviaria europea, dalla città di Košice in Slovacchia fino a Vienna. "Ciò permetterà di assicurare un traffico senza intoppi dei treni merci, evitando le soste alle frontiere -, spiega il vice presidente delle Ferrovie Russe Oleg Atkov. - Si stanno avviando alla conclusione le trattative con i governi di Slovacchia e Austria, e speriamo di raggiungere degli accordi che ci permettano di elaborare i parametri concreti per tracciare il percorso entro il 2013".  

Anche il primo vicepresidente delle Ferrovie dello Stato Alberto Mazzola ha parlato dei suoi piani: vorrebbe realizzare un collegamento merci tra Mosca e Trieste e unire questo percorso al corridoio Košice-Vienna per mezzo di nuovi nodi logistici.

Gli esperti russi già da tempo e in diversi forum affermano che la Russia può svolgere un ruolo particolare come paese di transito, può rappresentare una sorta di ponte sulla terraferma nella regione eurasiatica. "Ad esempio, è ben noto questo schema: noi forniamo alla Russia tecnologia, e in cambio otteniamo materie prime a prezzi contenuti, - spiega l'economista italiano Paolo Raimondi. - Per ora qui da noi la Russia è recepita soprattutto come fornitore di idrocarburi. Ma noi sappiamo anche che il corridoio Transeurasiatico Razvitie potrebbe diventare un caso di successo: insieme potremmo conquistare degli spazi e costruire nuove città ad alta tecnologia".

Sergei Glazev, economista e consigliere del Presidente della Federazione Russa: "Dal punto di vista dello sviluppo economico, attualmente regna l'incertezza. Sul mercato vediamo un surplus di denaro, le banche di tutto il mondo stampano moneta a ritmi sempre più serrati. In Europa in un solo istante viene emesso un trilione di euro; per guadagnare questa cifra, dobbiamo esportare petrolio per dieci anni. La domanda è apparentemente semplice: come conciliare il surplus di denaro con lo sviluppo della produzione? Ma trovare una risposta non è facile. Questo perché il sistema tecnologico che negli ultimi tre decenni ha assicurato una crescita costante delle economie leader ha esaurito le sue possibilità di sviluppo. E benché già si intravedano i contorni del nuovo sistema, i cui capisaldi sono le tecnologie informatiche, le nanotecnologie e le biotecnologie, è indispensabile un certo volume di investimenti per creare una nuova ondata di crescita economica".

"In periodi di transizione analoghi a questo, negli anni '30-'40 e '70-'80 del secolo scorso,  - ha aggiunto Glazev - il mondo ha attraversato fasi di militarizzazione, di guerra o di minaccia di guerra. Il progetto del corridoio di sviluppo transeurasiatico potrebbe diventare un'iniziativa di pace in grado di dare impulso all'economia. Ma ciò può essere fatto solo unendo le forze degli Stati, dell'imprenditoria e della società. Insieme a Kazakhstan e Bielorussia, la Russia ha completato l'istituzione dell'Unione doganale e abbiamo annullato le verifiche doganali e tutti i tipi di controlli alle frontiere tranne quello dei passaporti, abbiamo creato un mercato comune delle merci. Nei prossimi due anni verrà creato un mercato comune dei servizi. Abbiamo dei programmi intergovernativi che riguardano anche lo sviluppo delle infrastrutture dei trasporti, ma per ora non c'è una sufficiente varietà di strumenti finanziari e un volume di capitale disponibile tale da poter sollevare questa enorme regione a un livello tecnologico d'avanguardia, e fare della nostra comunità eurasiatica una locomotiva per la crescita e un modello per lo sviluppo futuro".  

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