La Russia a colazione da Tiffany

(Foto: Reuters)

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Il colosso statale russo dei diamanti Alrosa ha stipulato un contratto a lungo termine con il prestigioso brand di gioielli americano

Il monopolio statale russo dei diamanti Alrosa ha stipulato un contratto di tre anni con l'americana Tiffany & Co, che nella prima fase dell’intesa potrà acquistare diamanti in Russia per almeno 60 milioni di dollari l'anno. La comparsa tra i clienti di Alrosa di speculatori globali del mercato dei preziosi potrà  portare a una redistribuzione a loro beneficio dei diamanti grezzi di alta qualità, riducendo l’approvvigionamento del mercato interno.

A sottoscrivere il contratto per conto di Tiffany la “società figlia”, la belga Laurelton Diamonds Inc. Alrosa mira a conquistare nuovi clienti tra i produttori mondiali di gioielli in grado di garantire l’acquisto di diamanti grezzi anche in un mercato complesso come quello odierno . “Alrosa dal canto suo, una volta chiusi i contratti a lungo termine, è pronta a intervenire per agevolarli nella redistribuzione delle materie prime di qualità attraverso la stipulazione di immediati contratti a lungo termine”, ha spiegato l’interlocutore di Kommersant, precisando che nella prima fase d’intesa Tiffany intende acquistare materie prime per un valore di circa 60 milioni di dollari.

Non va dimenticato che nel 2013 scadrà quasi la metà dei contratti triennali che Alrosa ha stipulato con i suoi clienti abituali. Secondo le informazioni contenute nel sito Web della società, Alrosa disporrebbe già di 24 clienti, ma all’interno del colosso russo dei diamanti, si sostiene che si tratti ormai di 35 aziende specializzate nel taglio dei diamanti.

L'ultimo contratto a lungo termine concluso è quello sottoscritto  ai primi di novembre 2012 con Chow Tai Fook Jewellery Group Ltd, produttore leader di gioielli in Cina. L'importo stimato è di 100 milioni di dollari l'anno. 

Un contratto a lungo termine tra Alrosa e Tiffany era stata ventilata per la prima volta nel 2007 ed  era stata pubblicamente annunciata dall'ex-presidente della big company russa, Sergei Vybornov. In questo frattempo, Tiffany aveva effettuato solo alcune transazioni occasionali per l'acquisto di diamanti russi, ma senza mai stipulare contratti a lungo termine, ha spiegato ancora a Kommersant la fonte vicina ad Alrosa. 

“Tiffany è sempre stata interessata all’acquisto di prodotti di alta qualità, di norma classificati come hot selected, ma  fino a poco tempo questa categoria di materie prime era destinata quasi totalmente al mercato interno, anche se, a dire il vero, i clienti russi di Alrosa poi li rivendevano all’estero. Così per clienti del livello di Tiffany non era vantaggioso acquistare diamanti direttamente da Alrosa. Ora questa divisione tra mercato interno e mercato estero è praticamente scomparsa”, ha detto ancora la fonte di Kommersant.

Queste valutazioni si riferiscono ai cambiamenti  avvenuti  dal 2009 nella politica commerciale di Alrosa, che ora vende almeno il 70 per cento delle materie prime, stipulando contratti a lungo termine con clienti abituali senza distinguere tra russi e stranieri. Nel 2012 questa pratica commerciale è stata concordata con il Servizio Federale per la lotta ai monopoli.

Un esperto del settore, dell’agenzia Rough & Polished, Sergei Goryanov,  conferma di aver sentito ipotizzare, in merito al contratto con Tiffany, un importo, nella prima fase di intesa, di circa  60 milioni di dollari l’anno. “Per l’immediato futuro dobbiamo aspettarci un rinnovamento piuttosto consistente del bacino di mercato di Alrosa dato che, in un ambiente di mercato complesso come l’attuale, l’azienda punta alla conquista di importanti brand mondiali e alla diversificazione geografica delle sue vendite. Fino al 2009, nessuno conosceva l’identità dei clienti di Alrosa (con la sola eccezione di Crystal di Smolensk e Lev Levaev) a causa della totale assenza di trasparenza nella politica della società nell’ambito delle vendite di diamanti grezzi. Ora, invece, la situazione sta mutando -, ha osservato Goryainov. - In futuro  Alrosa dovrà cambiare la sua strategia di marketing per conquistare nuovi clienti”.

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