Indesit, il futuro è in Russia

Andrea Merloni, presidente di Indesit (Foto: Ufficio Stampa)

Andrea Merloni, presidente di Indesit (Foto: Ufficio Stampa)

A Mosca per una lezione sulla domotica, Andrea Merloni, presidente dell'azienda italiana leader nella produzione di elettrodomestici, spiega un mercato in crescita, diviso tra voglia di innovazione e prodotti sempre più slim

“La Russia sta diventando il primo mercato in termini di dimensioni e redditività. Qui abbiamo una quota importante. Siamo leader. Ma dobbiamo difenderci dall’attacco dei coreani”. La bussola della Indesit punta ancora verso Est. Verso quella Russia che, dalla metà degli anni Novanta, si è rivelata una scommessa riuscita.

Ma per continuare a rimanere a galla c’è un’altra, difficile, sfida da vincere: quella con i coreani. Sono loro infatti il tallone d’Achille dell’azienda italiana, leader nella produzione e commercializzazione di grandi elettrodomestici non solo in Italia e Regno Unito, ma anche nella Federazione.

“Dobbiamo contrastare i coreani, come Samsung e Lg. Sono loro, attualmente, i nostri principali competitori”. A Mosca per una lezione sulla domotica, la disciplina che studia le tecnologie legate al miglioramento della qualità della vita nelle case, Andrea Merloni, presidente di Indesit, spiega quale futuro si prospetta all’orizzonte per il marchio italiano, fondato nel 1975, che nel 2011 ha registrato un fatturato di 2,8 miliardi di euro e quest'anno in Russia prevede di chiudere in bellezza. +13 per cento, secondo le stime: una crescita superiore rispetto alla media del mercato locale degli elettrodomestici. Niente a che vedere con la tendenza negativa registrata in Europa, pari a una media del -1 per cento.

“La Russia è un Paese aperto ai cambiamenti. Siamo davanti a un popolo innovatore, che ha voglia di recuperare tutto ciò che fino a prima non aveva – dice -. Il mercato, poi, ha subito un cambiamento radicale: prima ricordava in un certo senso i mercati italiani degli anni Cinquanta. Oggi invece non ha nulla da invidiare a quello europeo”. Con qualche eccezione nelle province più lontane, ovviamente, ben diverse dall’universo parallelo rappresentato dai grandi centri come Mosca e San Pietroburgo.

È la capitale, d’altronde, il terreno più fertile per investire, anche in chiave hi-tech. “Le nostre vendite su Mosca avvengono per il 30 per cento on line: una delle percentuali più alte di tutta Europa. Mentre a livello nazionale, la media degli ordini via Web si attesta intorno al 6-7 per cento”, dice Merloni.

Dopo l’acquisto della Stinol, il maggiore produttore russo di elettrodomestici, avvenuto nel 2000 per 120 milioni di dollari, la Indesit conta oggi nel Paese due impianti (uno per la produzione di frigoriferi e l’altro per le lavabiancheria), con sede a Lipetsk, un centro di 500mila abitanti a poco più di 400 chilometri a Sud di Mosca. È dalle catene di montaggio di Lipetsk, dove lavorano quasi 4.200 dipendenti (oltre cinquemila nei picchi stagionali), che gli elettrodomestici vengono poi imballati e portati, attraverso due grossi canali distributivi, nel resto della Russia. Fino ai Paesi Csi.

“La crescita di questo mercato continua a dimostrarsi di gran lunga superiore rispetto alla media – aggiunge Merloni -. I consumatori russi, dopo aver avuto a che fare con i prodotti cinesi, ora richiedono qualità, garanzie. E noi continueremo quindi a investire qui: già dalla primavera 2013 lanceremo una nuova gamma di piccoli elettrodomestici anche in Russia”.

Ed è proprio il formato "slim", spiegano, la formula più gettonata per un Paese dove le ridotte dimensioni delle case comportano la necessità di organizzare bene il poco spazio a disposizione. “I prodotti più venduti in Russia restano comunque la lavatrice e il frigorifero – dice Merloni -. Quali difficoltà abbiamo incontrato? Nessuna in particolare. Ci sono state un po’ di palpitazioni durante la crisi finanziaria. Ma per il resto, in questo Paese non abbiamo mai dovuto affrontare grossi ostacoli”. 

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