Bellezze russe a quattro ruote

La moda di customizzare vecchie auto sovietiche prende piede tra i giovani russi (Foto: Elena Pochetova)

La moda di customizzare vecchie auto sovietiche prende piede tra i giovani russi (Foto: Elena Pochetova)

Come trasformare un’utilitaria usata in un’opera d’arte: tutti i segreti degli appassionati di supercars customizzate della Federazione

In Russia l’automobile è ben più di un semplice mezzo di spostamento; indica una status, è un’allusione all’individualità, un modo per esprimere se stessi. Dai tempi dell’Unione Sovietica si è venuta a creare una situazione in cui in Russia vengono prodotte macchine che non tengono conto della concorrenza e pertanto propongono un comfort e un aspetto esteriore che fanno sempre desiderare qualcosa di meglio. Questa particolarità dell’industria automobilistica nazionale ha costretto le persone a perfezionarsi da sole le proprie vetture.

Prima di tutto è una bella cosa. La moda di abbellire le proprie auto è cambiata col tempo: in Urss gli appassionati delle quattro ruote apprezzavano il volante in pelo, il pomello del cambio in vetro organico con una rosellina al centro e bandierine di vari Paesi appiccicate a ogni finestrino. Negli anni Novanta diventarono di moda la parte posteriore dell’auto rialzata, i vetri oscurati e il profumatore per auto a forma di corona imperiale di plastica sul cruscotto. Ora al posto dell’assale posteriore rialzato si mette l’assetto basso con i tubi di scarico finti. Quelli che amano mettere a punto la propria vettura si riuniscono in club, a seconda degli interessi, mettendo in comune la loro esperienza e i successi raggiunti.

Eduard, proprietario di una Lada Priora del 2011 fa parte del club “Tuning delle automobili del Caucaso” (con il termine “tuning” si intende la modifica di un veicolo a 2, 3 o 4 ruote rispetto agli standard produttivi di serie al fine di adeguarlo ai propri gusti o alle proprie specifiche esigenze, ndr). Modificare l’auto secondo lo stile caucasico significa modificarne l’assetto rendendolo il più basso possibile, oscurare i vetri, mettere l’impianto stereo e rifare gli interni. “L’importante è che la macchina si veda e si senta da lontano, che tutti si voltino a guardarla - afferma Eduard. - La Lada Priora gode di grande stima, essendo l’ultimo modello dell’Avtovaz, ma in teoria si possono modificare Lada anche più vecchie, come le devjatka (Lada Samara, Vaz-2109, ndr), l’essenziale è abbassarle il più possibile”.

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La Lada 2114 del 2007 di Denis di Kaluga (Foto: Vladimir Erkovich)

Rifare l’assetto non costa praticamente nulla: un migliaio di rubli per tagliar via un paio di spire negli ammortizzatori posteriori. È il metodo più semplice, ma si possono anche sistemare degli ammortizzatori a stelo corto o ritoccare le sospensioni. Questo tipo di intervento costa di più. Eduard dice che già da tempo lo stile di tuning “caucasico” va al di là dei concetti di identificazione territoriale o nazionale: “Da noi nel club ci sono un sacco di russi, questo stile piace a molti. Giriamo sulle Priora non perché non abbiamo i soldi per le marche straniere, ma una Priora riassettata a mio parere è molto più bella di una normale auto straniera”.

Denis, di Kaluga, per rimettere a nuovo la sua Lada 2114 del 2007 si è ispirato alle supercar: “Ho rifatto l’auto apposta per le esibizioni, per stupire la gente. Prima abbiamo comprato un cofano e i rinforzi di telaio-scocca in plastica, poi abbiamo messo le lambo doors (portiere con apertura ad ali di gabbiano, ndr) che si aprono all’insù. A Kaluga nessuno le fa, a me le ha messe un artigiano che conosco nel suo garage”. Nell’auto ci sono sospensioni e cambio marce sportivi e un nuovo impianto di frenata. Lo scarico incute particolare timore: è regolare, ma saldato insieme c’è un tubo spesso per farlo sembrare più sportivo. Sulla destra c’è un secondo tubo di scappamento, totalmente finto e scollegato dall’impianto che serve soltanto per mantenere la simmetria. Nell’abitacolo ci sono i sedili sportivi e il volante. Da quando la macchina è stata abbassata i sensori di parcheggio suonano di continuo quando si va in retromarcia, perché riconoscono l’asfalto come un ostacolo. Alla base del cofano, sui due lati, ci sono profondi graffi; hanno provato più di una volta ad aprirlo con le portiere rialzate. Quando le portiere sono in quella posizione la loro apertura è esattamente dimezzata e ha un angolo di 45°; uscire da porte così, tenendo conto anche dei sedili sportivi bassi, lo può fare soltanto una persona molto agile.

La Toyota MRS del 2002 (Foto: Elena Pochetova)

Denis si è già divertito abbastanza con la Lada, ora vuole una vera supercar. Per realizzare il suo sogno si è comprato una Toyota MRS del 2002, un modello per il mercato interno giapponese con il volante a destra. Adesso bisogna fargli prendere la forma desiderata. “Qui c’è una sospensione a vite che permette di regolare l’altezza libera da terra, mentre i distanziali sul telaio aumentano la tenuta di strada - spiega. - La macchina ha un paraurti non regolare e nell’abitacolo ci sono sedili racing Reacaro, il volante e il pomello del cambio sono Momo e ci sono dischi leggeri in acciaio fucinato 17’’. Non esclude che il prossimo passo sia una vera e propria supercar: “Molti dicono che se vuoi andare su una Ferrari o un Porsche, prima devi comprare una MRS per imparare a guidare. Hanno un comportamento in strada molto simile, il motore è dietro e il centro di gravità è più o meno al centro della carrozzeria”. L’adesivo con il cavallino rampante della Ferrari sul cruscotto anteriore dell’automobile toglie ogni dubbio sulle ambizioni del suo proprietario.

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Oleg Efremov di Shelkovo con la sua Lada 2113 del 1984 (Foto: Elena Pochetova)

Come Denis, anche Oleg Efremov di Shelkovo ha rifatto l’auto per stupire gli altri. Per i suoi esperimenti però ha scelto una Lada 2113 del 1984, la copia della Fiat italiana degli anni Sessanta. Quando l’aveva comprata dentro c’era un motore “non originale” da 1,7 litri, ma dopo l’alesatura dei cilindri e alcuni lavoretti la capienza è arrivata a 1,8 litri. Il chilometraggio non lo conosce nessuno con sicurezza, il contachilometri era già stato sostituito. “Ci ho messo i fari Xenon della Mazda 3, un radiatore più grande, le ventole della Nissan Primera, i freni a disco, il freno a mano idraulico, il cilindro principale del freno dell’Audi A8 e l’accensione elettronica. All’interno ho messo una leva per il cambio a marce corte e qualche accessorio in più: l’indicatore del rapporto aria/benzina, il voltmetro, il sensore Map (sensore del collettore di pressione, ndr)”, dice Oleg.

“Il sedile di guida è Sparco, quelli dei passeggeri vengono dalla Honda Prelude. Il volante è estraibile, lo puoi portare via con te, è un eccellente sistema antifurto”. I fari tondi Xenon vengono dalla Mazda 3 e sono in vetro organico. Quello di destra dà già qualche problema, ma Oleg ha intenzione di metterne uno nuovo: “Ho comprato un metro quadrato di vetro organico, posso tagliarne quanto ne voglio”.

Anche Yuri di Mosca, come Oleg e Denis, fa parte del Lada Cars Club, il circolo degli amanti di quel modello automobilistico. Ora sta lavorando su una Lada 2107 del 2003. Guardando il cruscotto la prima impressione è di vuoto assoluto: si vede soltanto il motore e il vaso di espansione con il liquido di raffreddamento.

Yuri di Mosca con la Lada 2107 del 2003 (Foto: Elena Pochetova)

“Qui è tutto spostato: la batteria è nel bagagliaio, il serbatoio dell’acqua per i vetri l’ho tolto. Se c’è bisogno passo lo straccio - racconta Yuri. - C’è un motore 16 valvole della Lada Priora, la distribuzione a 4 valvole è della Toyota Levin, gli iniettori sono della Volvo C90. Da sopra il motore si possono vedere i cosiddetti megafoni, cioè i tubicini per l’assorbimento dell’aria nel motore. Mi è toccato fare un’apertura nel cofano per farci entrare l’aria. Più avanti ci infilerò una presa d’aria”.

Yuri ha assemblato questa macchina per imparare il “drifting”, per questo le ruote anteriori sono grandi, gli ammortizzatori rigidi, nell’abitacolo ci sono sedili racing, cinture da rally a quattro punti, servosterzo elettronico e telaio sportivo rinforzato. Da fuori la macchina è praticamene identica a una regolare semerka (modelli di auto russe prodotte dalla VAZ, ndr), soltanto il buco nel cofano e l’omino disegnato sopra con l’emblematica scritta “Fuck Yeah” suggerisce che c’è qualcosa di diverso.

I proprietari delle Lada dicono che le nostre vetture sono un ottimo laboratorio per fare esperimenti: non costano molto, e puoi risolvere tutti i problemi con una chiave inglese da 13, un martello e una fresatrice. Il risultato a qualcuno può sembrare ridicolo, ma in realtà è il frutto di notti insonni e di duro lavoro, un’opera d’arte che esprime il nostro concetto di sublime.

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