Calcio, l'era d'oro di Capello

Con Fabio Capello in panchina, la Nazionale russa ha concluso l'anno senza sconfitte, incassando due pareggi e quattro vittorie (Foto: Itar-Tass)

Con Fabio Capello in panchina, la Nazionale russa ha concluso l'anno senza sconfitte, incassando due pareggi e quattro vittorie (Foto: Itar-Tass)

Mentre la Nazionale russa continua a collezionare successi, parte la caccia ai fuoriclasse stranieri, per i quali le squadre della Federazione sono pronte a staccare assegni a sette zeri

Il nuovo sogno è Wayne Rooney, stella inglese del Manchester United. Una star dal brand globale, tra i primi quattro-cinque calciatori al mondo, per ingrossare la fila di campioni che scelgono la Russian Premier League. E per rivedere nel pallone l’attuale istantanea economica nel Vecchio Continente: la Russia va, gli altri Paesi arrancano.

Manca ancora poco più di un mese all’apertura della sessione invernale del calcio mercato, ma nella Federazione filtrano già notizie sulle trattative dei top club per assicurarsi nuovi fuoriclasse. Cska Mosca, Zenit San Pietroburgo. Soprattutto, l’Anzhi. Le tre società al vertice del campionato. Pronta a staccare assegni a sette zeri soprattutto la creatura messa in piedi dal milionario Suleiman Kerimov e allenata da Guus Hiddink, che nella prima parte della stagione si è concessa il lusso – oltre a giocarsi il titolo – di battere il Liverpool nel girone di qualificazione di Europa League.

Dal Daghestan, nonostante la smentita dello stesso Hiddink, è partitala corsa a Rooney. "Chi se non lui – ha ammesso il brasiliano Roberto Carlos, prima leggenda a scegliere la Russian Premier League, ora vicepresidente dell’Anzhi – è un grande e giovane calciatore. Abbiamo grandi mezzi economici, ma cerchiamo anche talenti russi poco conosciuti".

Rooney, uno dei “preferiti” di Fabio Capello, commissario tecnico della Russia, appena entrata tra le prime dieci al mondo (è nona) nel ranking Fifa. Con il pareggio contro gli Usa, la gestione-Capello chiude l’anno senza sconfitte (quattro vittorie e due pari). E lo stesso tecnico friulano aveva previsto da tempo il big bang del calcio russo. A ragione. Dagli investimenti ai risultati sul campo, il passo è stato breve. Con lo Zenit San Pietroburgo che nella passata stagione ha centrato gli ottavi di finale di Champions League e lo stesso Anzhi, ancora in corsa nell’attuale edizione dell’Europa League, lottando alla pari con Liverpool e Udinese con i gol di Eto’o e Traorè.

Strada spianata quindi per altri fuoriclasse nel pieno della carriera. Non gloriosi dinosauri a fine corsa. Con eccezioni. Poco più di un mese fa il vicepresidente della federazione russa, Nikita Simonyan (l’uomo che a suon di rubli ha portato Capello in Russia con il suo staff) invitava Francesco Totti, simbolo della Roma, a chiudere la sua carriera in un club della Federazione. Per lui, assegno in bianco senza limiti di durata. Con investitori russi che avrebbero coperto i costi per l’ingaggio del fuoriclasse romano. Interessate il Cska Mosca, che può contare sulla solida spalla finanziaria di Roman Abramovich, e Spartak Mosca.

Assieme ai rumors su Rooney, oltre alla suggestione Totti, ecco le attenzioni dell’Anzhi su Wesley Sneijder, trequartista dell’Inter. Un affare con buone probabilità di riuscita a gennaio. L’olandese è ai minimi storici di gradimento nella società e nello spogliatoio interista. Costa tanto, tra cartellino e ingaggio. Una cifra che solo i club russi – e il Paris Saint Germain – possono permettersi in Europa. Perché i revisori del fair play finanziario stanno già chiudendo i portafogli delle “grandi” d’Europa. Non quelli delle società russe, senza debiti a bilancio. Anzi, Zenit San Pietroburgo – che nella prima settimana di settembre ha speso 80 milioni di euro per acquistare Hulk dal Porto e Witsel dal Benfica – e Anzhi hanno ancora risorse per potenziare l’organico. E rubli anche agli altri i club della Russian Premier League arrivano dalla vendita dei diritti televisivi delle gare di campionato. Con la tv via cavo Ntv Plus (appartiene a Gazprom) che assicura quasi 50 milioni di euro in tre anni.

L’era di Capello e la caccia alle star europee Calcio Nazionale imbattuta con il ct italiano, club competitivi nelle Coppe, tanti rubli per il mercato. La sfida al Vecchio Continente Anno d’oro per il calcio russo. Don Fabio ha messo in fila sei risultati utili consecutivi. E le big della Russian Premier League sognano nuovi top players per l’avvio del 2013.

Il reportage è stato pubblicato sul numero cartaceo di "Russia Oggi" del 22 novembre 2012

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta