Spazio, la Russia guarda a Est

La piantina del progetto (Foto: Ria Novosti)

La piantina del progetto (Foto: Ria Novosti)

Dopo la sua visita nell’Estremo Oriente russo, dove i lavori di costruzione del nuovo cosmodromo Vostochnyj procedono a pieno ritmo, Vladimir Popovkin, a capo dell’agenzia spaziale russa Roskosmos, ha annunciato una ristrutturazione su larga scala

Dopo la sua visita, agli inizi di novembre 2012, alla regione di Amur, nell’Estremo Oriente russo, dove i lavori di costruzione del nuovo cosmodromo Vostoсhnyj (“Orientale”) procedono a pieno ritmo, Vladimir Popovkin, capo dell’agenzia spaziale russa Roskosmos, ha annunciato una ristrutturazione su larga scala della gestione operativa dell'organizzazione, attività pioneristiche nello sviluppo di nuove tecnologie e una modernizzazione delle operazioni via terra. Il grado di fattibilità di tali opere, tuttavia, suscita ancora molti dubbi.

“Sono molto soddisfatto del ritmo con cui procedono i lavori di costruzione. Se continuiamo di questo passo, il primo lancio, dalla stazione di Vostochnyj, potrebbe avvenire già nel 2015”, è stata la valutazione complessiva del capo di Roskosmos.

“I lavori di costruzione al Vostochnyj procedono senza sosta e coinvolgono due milioni e mezzo di lavoratori e più di 600 unità tra macchinari e attrezzature. Quest’anno per il progetto verranno stanziati circa 20 miliardi di rubli (500 milioni di euro), mentre per il 2013 il finanziamento raggiungerà i 30 miliardi di rubli”.

L'obiettivo principale della base Vostochnyj è stato delineato dal Presidente Vladimir Putin in un discorso, durante la sua visita al cosmodromo russo. “Il nostro obiettivo è fornire alla Russia una stazione spaziale nazionale in grado di soddisfare i più esigenti standard e requisiti internazionali”.

“Ne consegue che l'obiettivo strategico è quello di garantire l'autosufficienza delle attività spaziali russe su tutta la gamma di applicazioni possibili, dai lanci socio-economici e scientifici ai voli spaziali con equipaggio umano. Si prevede di ridurre, inizialmente, le operazioni al cosmodromo di Bajkonur, senza però sostituirlo del tutto, almeno, non fino alla data di scadenza del contratto di locazione con il Kazakhstan”.

Il quadro dirigente dell’agenzia spaziale russa Roskosmos ritiene che la base Vostochnyj offra notevoli vantaggi dal punto di vista tecnico: la traiettoria di lancio iniziale non passerebbe su aree densamente popolate, o su territori di altri Paesi; le sezioni staccabili di propulsione dei vettori spaziali cadrebbero in acque internazionali o in zone poco popolate della Russia. Inoltre il cosmodromo è molto ben collegato, mediante la rete stradale esistente, alla ferrovia e all’aeroporto.

Se si considera il lato economico dell'equazione, tuttavia, il nuovo centro spaziale sarà due volte più costoso rispetto a quello di Bajkonur. Secondo Grigoryj Naginskij, direttore dell’Agenzia federale di costruzione Spetstroy - l'ente a cui è stata affidata la responsabilità legale dei lavori di costruzione - i costi di costruzione del cosmodromo Vostochnyj si aggirano sui 300 miliardi di rubli, cifra che si avvicina alla spesa destinata dallo Stato all’organizzazione delle Olimpiadi invernali di Sochi o al vertice Apec. 

Nel frattempo, la Russia ha ratificato con il Kazakhstan l’accordo di locazione per l’utilizzo del centro spaziale di Bajkonur fino al 2050. La Russia paga al suo vicino 115 milioni di dollari (3 miliardi e 700 milioni di rubli) all’anno come canone di locazione. Ciò significa che il costo dell’affitto per il cosmodromo di Bajkonur per i restanti 38 anni di validità di suddetto contratto sarà pari a 140 miliardi di rubli, cifra che si sarebbe potuta investire nello sviluppo di una nuova tecnologia spaziale.

Vale la pena menzionare anche le questioni geografiche. Inizialmente gli esperti tendevano verso il porto di Nachodka, nella regione di Primorje, uno dei punti più meridionali della Russia, situato tre gradi a Sud rispetto a Bajkonur. Nachodka, inoltre, è un porto marittimo, il che renderebbe possibile il trasporto dei veicoli spaziali ingombranti via mare e di risparmiare, pertanto, sui costi di trasporto via aerea dei vettori spaziali, dagli stabilimenti di produzione. La percentuale di risparmio è stata calcolata con esattezza da Pechino, durante i lavori di costruzione del suo quarto centro spaziale, nella località costiera di Wenchang.

Nonostante tutto, alla fine, il sito nella regione di Amur si è aggiudicato la gara d’appalto. La piattaforma di lancio sorgerà nove gradi a Nord del porto di Nachodka e sei gradi a Nord di Bajkonur. Tale posizione implicherà pesi utili ridotti nei lanci spaziali.

Anche alcune motivazioni di natura politica hanno influito, in maniera significativa, sulla decisione. I lanci da Nachodka rischiavano di interferire con lo spazio aereo giapponese. Qualora si fossero verificati dei malfunzionamenti nelle fasi iniziali di lancio, i frammenti del veicolo - probabilmente altamente tossici – sarebbero potuti cadere nei territori dell’arcipelago nipponico. Sempre per motivi di sicurezza è stato escluso un terzo possibile sito, in prossimità della città di Sovetskaja Gavan, nella regione di Chabarovsk. Questa posizione sarebbe stata ancora più vicina al Giappone.

Nel complesso, la scelta di Vostochnyj rispecchia l’innalzamento inarrestabile dei costi di trasporto delle attrezzature spaziali. I principali produttori del settore spaziale in Russia si trovano a Mosca, Samara, e Zheleznogorsk (nella Regione di Krasnoyarsk, Siberia). I veicoli spaziali, i vettori di lancio e il personale devono essere trasportati da questi centri a Bajkonur in aereo, o in treno, coprendo una distanza che va dai 1.500 ai 2.500 chilometri. Quando il nuovo impianto di Vostochnyj aprirà, questa distanza raggiungerà i 5.500 chilometri.

Anche la gamma di temperature locali avrà un impatto significativo sui costi di costruzione, da +35°C a -40°C. Basti considerare i costi legati alla costruzione delle fondamenta nel terreno ghiacciato. Le traiettorie di lancio sono tali che in caso di malfunzionamento, la capsula cadrà molto probabilmente in mare. Recuperarla sarà difficile, soprattutto considerando che la Russia ha sempre lavorato con sistemi di soccorso terrestri.

Nonostante ciò, il cosmodromo di Vostochnyj è ormai una realtà oggettiva. Forse il vice premier Dmitri Rogozin aveva ragione quando nel mese di aprile 2012 parlò dell’importanza macro-economica del nuovo centro spaziale. Secondo Rogozin, “il cosmodromo di Vostochnyj svolgerà un ruolo importante nella creazione di un equilibrio a livello di densità della popolazione in Russia”. Nel dire ciò, il vice premier ha commentato che l'Estremo Oriente russo confina con alcuni dei Paesi più popolati del mondo.

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