Gas, Italia-Russia per South Stream

Il tavolo dei relatori al convegno "Dialogo energetico" al Centro Russo di Scienze e Cultura di Roma. Da sinistra Evgeny Utkin, l'onorevole Ugo Lisi, Denis Gubarets, vicepresidente del Centro Russo di Scienze e Cultura di Roma e Igor Bogdashev, consi

Il tavolo dei relatori al convegno "Dialogo energetico" al Centro Russo di Scienze e Cultura di Roma. Da sinistra Evgeny Utkin, l'onorevole Ugo Lisi, Denis Gubarets, vicepresidente del Centro Russo di Scienze e Cultura di Roma e Igor Bogdashev, consi

A Roma il convegno "Dialogo energetico" sui possibili scenari dopo l'avvio del gasdotto del Mar Nero e sullo sviluppo dell'off shore nell'Artico

Il 7 dicembre 2012 è prevista la cerimonia di apertura ufficiale per la costruzione della parte sottomarina del progetto South Stream. La data è certa e il consorzio avrà invitato all'evento i leader europei partecipanti al progetto, anche José Manuel Barroso. Difficile dire se il presidente della Commissione Europea sarà presente.

South Stream, Gazprom taglia la Puglia

Ci sono tanti nodi da sciogliere ancora con la Commissione Europea, e il principale è l’esclusione dalle regole del Terzo pacchetto energetico per  “il maggior progetto d'investimento in Europa”, come l’ha definito l'ad di Gazprom Alexei Miller. Ma una certezza c’è: il progetto parte, non grava sull’economia europea, dà persino nuovi posti di lavoro e aumenta la sicurezza degli approvvigionamenti europei. E su questo tema è stata dedicata la prima parte del convegno “Il dialogo energetico Russia–Italia: nuove sfide e opportunità”, svoltosi il 21 novembre 2012 al Centro Russo di Scienze e Cultura del presidente Oleg Osipov, nello storico palazzo nel cuore di Roma.

Presenti Natela Shengelia, rappresentante commerciale della Federazione Russa in Italia, ed esponenti dell'Ambasciata russa in Italia, Igor Bogdashev e Denis Gubarets, e anche il deputato Ugo Lisi.

L’Italia è il quinto Paese per la Russia per gli scambi commerciali, che crescono, grazie anche agli idrocarburi. E i rapporti “energetici”, nati ancora dai tempi Enrico Mattei, si rafforzano maggiormente. Dal gasdotto Blu Stream, nato 10 anni fa, e gestito da Gazprom-Eni, alle società miste che estraggono gas e petrolio in Russia e producono energia elettrica (OGK-5 è controllata da Enel). E adesso anche South Stream, nato come paritario Gazprom-Eni, ma dove sono poi entrati i francesi Edf e i tedeschi Wintershall.

L'onorevole Ugo Lisi ha parlato della Grande Commissione Italia-Russia copresieduta dall'onorevole Maurizio Lupi e da Aleksandr Zhukov, tenutosi a Firenze e ha sottolineato, che “noi parliamo di interdipendenza, che fa bene a tutti, non di dipendenza dalla Russia per l’energia e South Stream è l’unico progetto garantito”. 

La Russia non chiede favori, non chiede soldi ai cittadini europei per la costruzione del gasdotto South Stream, ma vuole un rapporto non discriminatorio, simile a quello con il progetto Nabucco (semmai riuscirà a partire). Come ha dichiarato il vice premier russo Arkadij Dvorkovich in una intervista a Kommersant, "per ora le posizioni sono distanti, le negoziazioni non sono facili". Con l'avvio dell'indagine Antitrust, ha spiegato, "l'Ue ha in pratica messo in questione l'essenza stessa dei contratti a lungo termine". A questo punto, ha concluso Dvorkovich, "o seguiamo le regole del mercato, ma allora gli organismi di regolamentazione non devono intervenire nella vicenda e devono lasciare a Gazprom e alle società consumatrici la possibilità di accordarsi tra loro, o decidiamo che i principi dell'economia di mercato non si possono applicare pienamente, ma in questo caso servono degli accordi internazionali tra Russia e Ue, che avranno più forza delle direttive europee". Staremo a vedere.

Nella seconda parte, l’analista ed esperto di questioni energetiche Evgeny Utkin ha parlato dei nuovi progetti per l’esplorazione dei giacimenti nell’Artico russo, che dovrebbe portare un effetto economico per il 2030 di 200 miliardi di euro, di aspetti ecologici, di grande attenzione dopo il disastro nel Golfo del Messico nel 2010 (Bp pagherà la cifra record di 4,5 miliardi di dollari alle autorità americane per risolvere le accuse relative all'incidente) e soprattutto dei nuovi accordi di Rosneft, che, comprando Tnk-BP, diventa la maggior compagnia nel mondo tra i quotati per la produzione di petrolio, con Eni, ExxonMobil e Statoil. 

Ugo Lisi ha raccontato del Consiglio Artico e che l’Italia vorrebbe entrarne a far parte come osservatore. In caso positivo, il ruolo verrebbe assegnato a Franco Frattini, ex ministro degli Esteri. Svyatoslav Smoliyaninov, direttore generale di Lukoil Italia ha esposto la sua esperienza in Italia, dall’acquisizione di Isab di Priolo alle primi stazioni di servizio.

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