Sochi 2014, arriva l'esercito dei volontari

La Russia scende in pista nella sfida verso Sochi: quasi 130mila le richieste pervenute a inizio novembre 2012 per prendere parte al programma di volontariato organizzato in vista dei Giochi Olimpici Invernali (Foto: Getty Images / Fotobank)

La Russia scende in pista nella sfida verso Sochi: quasi 130mila le richieste pervenute a inizio novembre 2012 per prendere parte al programma di volontariato organizzato in vista dei Giochi Olimpici Invernali (Foto: Getty Images / Fotobank)

La Russia si rimbocca le maniche per i Giochi Olimpici Invernali e chiama a raccolta il personale per organizzare il mastodontico evento sportivo: oltre 25mila le persone che comporranno lo staff olimpico

In Russia sta prendendo forma un nuovo movimento di volontariato. Chi lo desidera è invitato a partecipare alle Olimpiadi invernali di Sochi 2014. La richiesta principale è quella di mettersi al servizio dell’impresa olimpica in modo disinteressato. All’inizio di novembre 2012 sono state inviate quasi 130mila richieste di inserimento nel programma di volontari. Per le Olimpiadi ne verranno selezionati 25mila. I Giochi Olimpici e Paraolimpici di Londra 2012 sono diventati per i nostri volontari una prova generale della prossima edizione a Sochi.

Personale insostituibile

Il Comitato Olimpico di Sochi 2014 ha sottolineato che si tratta di un progetto di portata colossale non soltanto per lo stesso Comitato, ma per il Paese intero. Lo scopo più evidente è quello di risolvere la questione dello staff olimpico. È sufficiente dire che ai Giochi di Sochi più del 35 per cento del personale in servizio sarà costituito da volontari.

I centri di volontari sono stati aperti in 14 regioni del Paese e le loro basi si trovano nei 26 istituti scolastici che hanno superato il processo di selezione. Le scuole vincitrici hanno potuto apprendere la particolare metodologia di lavoro con i volontari, alla cui base è radicata un’esperienza comune, nazionale e mondiale.

La preparazione dei partecipanti si articola in vari percorsi: trasporti, medicina, controllo doping, assistenza alle delegazioni e alle squadre, assistenza tecnica, comunicazione e media, attività amministrativa e accreditamento, servizio ai clienti, organizzazione eventi e attività con il pubblico. Grande attenzione è riservata al lavoro con le persone invalide.

Ecco cosa scrive nel suo blog Elizaveta Kolesnikova, la volontaria della squadra “Sochi-Londra-Sochi” riguardo alle particolarità del lavoro con gli atleti disabili: “Ogni volta mi precipito per lavorare il più possibile con queste straordinarie persone. Quando sorridono capisci che sono davvero contenti che tu sia vicino a loro in quel momento e si meravigliano delle nostre premure e gentilezze nei loro confronti: questo non ha prezzo. Ora capisco che il mio obiettivo principale è fare in modo che nel nostro Paese cambi l’atteggiamento verso i disabili, perché i nostri Giochi Paraolimpici abbiano ancora più successo di quelli di Londra e affinché da noi un ambiente accessibile e senza barriere diventi in qualche modo un dato di fatto”.

L'importanza dei volontari

Quest’estate sono atterrati a Londra “I cento d’oro”, i 104 migliori volontari russi: 80 al servizio dei Giochi Olimpici, 24 a servizio di quelli Paraolimpici. I volontari russi hanno perfezionato la loro esperienza in otto diversi ambiti: dall’assistenza durante le iniziative al lavoro con la stampa.

Da notare che una significativa parte dei volontari britannici, era costituita da persone anziane. Il numero di pensionati era alto anche tra quelli russi. Nel team “Sochi-Londra-Sochi” il più giovane aveva 18 anni e il più anziano 71. “Le vecchine erano infervorate, si arrampicavano anche sugli alberi”, ricorda una dei membri della squadra di volontari.

La preparazione dei giovani consiste in movimentati giochi di squadra che richiedono forze fresche e destrezza. È di gran lunga più difficile immaginarsi una pensionata che corre su una trave.

“Allenamenti simili sono indispensabili ai giovani per socializzare, per imparare a lavorare in squadra - è stato detto durante la conferenza stampa del Comitato Organizzativo -. Giochi del genere non hanno senso per gli anziani che di norma però si portano dietro un grande bagaglio di esperienza di lavori collettivi e non hanno bisogno di un corso di adattamento. Possono anzi suggerire come comportarsi in una determinata situazione, come muoversi”.

Un fornitore regolare di “preziosi” volontari è l’università della terza età “L’età d’argento” di San Pietroburgo: tutti i suoi studenti hanno superato i 55 anni.

Ne “I cento d’oro” di Londra, tra i volontari “d’argento”, figura la 71enne Tatiana Taramzhenina di San Pietroburgo. Tatiana è stata traduttrice e volontaria già alle Olimpiadi del 1980.

“Il volontario deve essere sempre un grande animatore. In genere soltanto i ragazzi più motivati arrivano fino in fondo. E la spinta più forte è ovviamente raggiungere Sochi 2014”, commenta il Comitato organizzativo.

Le testimonianze:

Nadezhda Petrova, volontaria di Sochi 2014, San Pietroburgo:

Lavorando allo Stadio Olimpico aiutavo a sistemare gli spettatori ai loro posti. La possibilità di lavorare con un gruppo che non conoscevo, in un posto nuovo e con persone che parlavano un’altra lingua è stata un’esperienza fondamentale che mi aiuterà a cavarmela al meglio con i compiti assegnati ai Giochi di Sochi.

Tamara Dolgushevskaja, volontaria di Sochi 2014, “Età d’argento”:

Ho lavorato nel gruppo Event Services dello stadio Olimpico. Ho avuto la fortuna di assistere all’ultima prova della cerimonia di apertura e di chiusura dei Giochi Olimpici! È stato uno spettacolo fantastico!

Ekaterina Frank, volontaria di Sochi 2014, Mosca:

Dire che sono entusiasta di quanto ho visto è poco. Per me è stato un onore infinito prendere parte alla realizzazione dei Giochi Olimpici di Londra e ricevere così tante sensazioni positive. È un’esperienza insostituibile e inestimabile che non ripeterò più da nessun altra parte. Ora so come sono fatte le Olimpiadi e sono sicura che le abilità acquisite mi torneranno utili a Sochi!  

Alfija Bajramgulova, volontaria di Sochi 2014, Chanty-Mansijsk:

È difficile descrivere tutti i ricordi impressi nella mente e le impressioni ricevute, sono così tanti! Ho avuto una grande fortuna: durante i Giochi ho lavorato nella squadra dei responsabili del protocollo olimpico presso lo stadio principale. Ho potuto vedere l’apertura e la chiusura dei Giochi, che impressione fantastica! Ma la cosa più indimenticabile è stato il lavoro di traduttore per la stampa. Si sono fidati e mi hanno dato da tradurre un’intervista ai nostri campioni olimpici, le stelle russe dello sport.

Svetlana Grunceva, volontaria di Sochi 2014, Krasnodar:

Il sorriso. Il sorriso! Nonostante fossimo ben preparati al viaggio a Londra, abbiamo fatto un training speciale, dove abbiamo ricevuto istruzioni precise e il sorriso è stata la nostra bacchetta magica. Nel Parco Olimpico regnava un’atmosfera accogliente e cordiale e l’atteggiamento amichevole e comprensivo aiutava i volontari ad affrontare gli incarichi più complicati.

Albina Chusainova, volontaria di Sochi 2014, Kazan:

Ho avuto fortuna: fin dall’inizio mi sono ritrovata nel clou degli eventi. Destino ha voluto che mi capitasse l’onore di accompagnare la nostra squadra alla cerimonia dell’alzabandiera nel Villaggio Olimpico. Sono sensazioni impossibili da esprimere a parole. I ricordi rimarranno per tutta la vita.

L'articolo originale è stato pubblicato su Kommersant

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