Girasole, export da record

Il raccolto di semi di girasole in Russia aumenta, e gli oleifici della Federazione hanno toccato il record di produzione di oli vegetali (Foto: Ria Novosti)

Il raccolto di semi di girasole in Russia aumenta, e gli oleifici della Federazione hanno toccato il record di produzione di oli vegetali (Foto: Ria Novosti)

La Russia ha battuto il proprio primato di esportazione di olio di semi. E per rafforzare ulteriormente la sua posizione, intende investire nel marketing

Nel 2011, l’eccezionale raccolto di semi di girasole ha permesso agli oleifici russi di incrementare di un terzo la produzione nazionale di olio vegetale e di registrare un nuovo record nelle esportazioni. Secondo quanto dichiarato da Andrei Sizov-Junior, direttore esecutivo del centro di analisi “SovEcon”, nel corso di un’intervista con Rbc Daily, nel 2011, in Russia sono state raccolte 9 milioni 700mila tonnellate di semi di girasole, 1 milione 100mila tonnellate di colza e un milione 800mila tonnellate di soia. Un vero record.

Come conseguenza, gli oleifici russi hanno prodotto, la scorsa stagione (che si è conclusa il 30 settembre del 2012), 4 milioni 200mila tonnellate di oli vegetali, un milione di tonnellate in più rispetto al precedente record del 2008/2009.

Anche se nel 2012, la produzione complessiva di semi è diminuita rispetto all'anno precedente, è ancora probabile che possa diventare il secondo record del Paese. In particolare, per il centro “SovEcon”, nel 2012/2013 verranno raccolti circa 7 milioni 600mila tonnellate di semi di girasole. Su questo sfondo, gli impianti di lavorazione si vedono costretti a ridurre i prezzi di acquisto.

Per esempio, dalla fine di settembre a metà ottobre 2012, il prezzo dei semi di girasole è calato del 10 per cento, raggiungendo i 16.900 rubli per tonnellata. Anche il prezzo dell'olio vegetale è diminuito di circa il 12 per cento, ma per un periodo di tempo più lungo, da fine agosto a metà ottobre 2012.

Il tasso di riduzione non è stato ancora del tutto fissato, afferma Sizov. Un ulteriore fattore negativo per il mercato russo è il calo dei prezzi del settore oleario a livello mondiale.

Dal momento che il consumo domestico di olio è vicino alla stagnazione, le imprese nazionali hanno intensificato la loro attività sul mercato internazionale, ha dichiarato Sizov. Come risultato, nella stagione scorsa, sono state esportate 1 milione 800mila tonnellate di olio, contro il record di 1 milione 100mila tonnellate di tre anni fa.

A detta dell’esperto, nel corso della nuova stagione, le esportazioni sul mercato mondiale rischiano di diminuire a seguito di un calo nella produzione delle colture oleaginose. Eppure, in futuro sono molto probabili anche dei nuovi record in termini di esportazioni, nonostante il progressivo peggioramento delle condizioni per l'industria olearia a seguito dell'adesione della Russia al Wto (l'Organizzazione Mondiale del Commercio).

Secondo uno degli operatori, i principali mercati target dell’industria olearia russa sono i Paesi della Csi il Medio Oriente e alcuni Paesi europei. Le esportazioni russe di olio vegetale in bottiglia cresceranno, anche se ciò richiederà investimenti ingenti e una strategia di marketing più efficace.

In Russia, c’è anche la possibilità di ampliare e diversificare la produzione, lanciando nuovi tipi di oli, prodotti, ad esempio, con semi di lino o di camelina. Ma per incrementare la produzione di olio, è necessario aumentare innanzitutto la produzione delle relative colture, e per fare ciò bisogna compiere un attento lavoro di selezione, osserva uno degli operatori del settore.

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