Minsk tra Ue e Russia

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko (Foto: Ria Novosti)

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko (Foto: Ria Novosti)

Il presidente bielorusso Lukashenko è tra due fuochi: messo sotto pressione dall’Unione Europea per la questione dei principi democratici, si volge a Mosca che lo pressa sul lato economico

Esercizi di equilibrismo per Aleksandr Lukashenko, che non vive tempi tranquilli, almeno per quel che concerne le relazioni internazionali.

Da un lato, a Ovest, l’Unione Europea ha deciso a ottobre 2012 di prolungare di un anno le sanzioni che erano partite nel 2011, a causa dello scarso progresso fatto da Minsk in fatto di democrazia. Bruxelles ha stabilito di tenere sotto pressione la Bielorussia con misure diplomatiche ed economiche restrittive e ha invitato Lukashenko alla liberazione dei prigionieri politici.

Dopo le elezioni parlamentari di settembre 2012, che sono state criticate dalle organizzazioni internazionali e dall’Europa, il presidente bielorusso non ha accennato a cambiare rotta, lamentandosi sia di Bruxelles sia di un’istituzione come l’Osce (Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione in Europa), che a suo dire - come è successo nelle recenti elezioni in Ucraina - è pronta più a criticare senza motivo che a pensare a una vera cooperazione.

Dall’altro lato, a Est, la Russia è impegnata a intensificare i rapporti economici e commerciali per tenere legate a sé una Bielorussia che sfugge all’Occidente. Non senza qualche scandalo: Lukashenko ha rivelato le presunte pressioni di non meglio precisati oligarchi di Mosca che a suo dire gli avrebbero offerto 5 miliardi di dollari di mazzetta personale per la vendita, al di sotto del valore reale, di Belaruskali, colosso dei fertilizzanti.

“Mi sono stati offerti 15 miliardi, 10 miliardi per la tesoreria e 5 miliardi per me”, ha detto il presidente, che per sopperire alle difficoltà economiche del Paese deve far cassa vendendo i gioielli di famiglia. La società energetica Beltrangaz è già finita in mani russe e per Belaruskali potrebbe succedere lo stesso, anche se la concorrenza è grande.

In ogni caso, al di là delle sparate propagandiste di cui Lukasenko è maestro, i rapporti tra Bielorussia e Russia sono effettivamente più stretti che mai. Alla fine di settembre 2012 il primo ministro Dmitri Medvedev si è incontrato con il suo omologo Mikhail Myasnikovich, poi a ottobre 2012 il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov si è visto con Lukashenko, che ormai da tempo insiste a coltivare più i rapporti con Mosca che quelli con Bruxelles.

L’ultima discussione a quattr’occhi tra Aleksandr Lukashenko e Vladimir Putin risale solo a settembre 2012, quando alla vigilia delle elezioni bielorusse i due presidenti avevano sottolineato l’importanza della cooperazione ravvicinata, soprattutto nell’ambito dell’Unione Euroasiatica, progetto di cui si discuterà con gli altri membri della Csi (Comunità degli stati indipendenti) nel prossimo summit in calendario all’inizio di dicembre 2012 in Kazakhstan.

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