Lavoro, stop alla discriminazione

Spesso le offerte di lavoro contengono delle discriminazioni che limitano diritti e libertà personali (Foto: Vladimir Pesnya/RIA Novosti)

Spesso le offerte di lavoro contengono delle discriminazioni che limitano diritti e libertà personali (Foto: Vladimir Pesnya/RIA Novosti)

Nelle offerte di impiego, in Russia, sarà bandito qualsiasi riferimento all’età, al genere, alla razza e al luogo di residenza

Deciso a combattere la discriminazione sul lavoro, il Ministero russo del Lavoro e del Welfare ha deciso di vietare nelle offerte di impiego qualsiasi riferimento all’età, al genere, alla razza e al luogo di residenza.

Basta con gli annunci discriminatori
Il Ministero prevede di modificare la legge sull’impiego in modo da impedire alle agenzie di collocamento o agli stessi datori di lavoro di discriminare contro i potenziali candidati. La nuova legge vieterebbe inoltre qualsiasi riferimento alla religione, all’orientamento politico e all’appartenenza a organizzazioni pubbliche.

Se le modifiche saranno approvate, gli annunci di ricerca del personale potranno menzionare solamente qualifiche e competenze professionali; per i contravventori sono previste sanzioni pecuniarie comprese tra i cinquecento e i mille rubli per i singoli individui, tra i tremila e i cinquemila per gli imprenditori e tra i diecimila e i quindicimila rubli per le imprese.

Per ora non c’è alcun divieto
"Ad oggi, benché la legge vieti di discriminare i potenziali candidati, non esiste una norma che estenda tale divieto alle offerte di lavoro scritte", spiega Alexei Vovchenko, viceministro del Lavoro e del Welafare.

Per questo gli annunci di lavoro contengono quasi sempre delle clausole discriminatorie che limitano il diritto al lavoro e le libertà dei potenziali candidati, e impediscono a molti lavoratori qualificati e competenti di trovare un impiego dopo una certa età. Grazie alla nuova normativa queste persone, oltre a sfogliare gli annunci di collocamento, potranno anche presentarsi ai colloqui di lavoro. Ed è un bene, perché fare una buona impressione è importante”, ha dichiarato Vovchenko alla Rossiyskaya Gazeta.

Il viceministro ha poi aggiunto che ogni candidato ha un livello di competenza e un proprio modo di presentarsi, e che anche un individuo più avanti con gli anni può fare un’ottima impressione e dimostrare di avere la giusta esperienza per un incarico. E anche se chi offre l’impiego nutre qualche pregiudizio contro le persone di mezza età, o più avanti con gli anni, un incontro personale potrebbe riuscire a fargli cambiare del tutto opinione.

Nessun cambiamento radicale
Secondo gli esperti, tuttavia, l’iniziativa non produrrà drastici cambiamenti. Anche se i datori di lavoro smetteranno di indicare limiti di età negli annunci di ricerca di personale, i siti Web di ricerca potranno comunque filtrare i candidati in base all’età da loro dichiarata al momento di iscriversi al sito.

L’iniziativa del Ministero del Lavoro intensificherà l’inutile flusso di curricula da parte di candidati che sono comunque destinati a non ottenere l’impiego che desiderano, perché i datori di lavoro non rinunceranno ai loro criteri di ricerca”, ha dichiarato a Kommersant il presidente di Ekopsi Konsalting, Mark Rozin.

L’agenzia di ricerca del personale HeadHunter afferma di essere già impegnata a combattere la discriminazione e di sforzarsi di spiegare ai datori di lavoro l’inopportunità di alcune richieste. Negli ultimi anni il numero degli annunci di lavoro che contengono criteri discriminatori è diminuito del 30 per cento, afferma il portavoce dell’agenzia.

Certo, anche dopo che i riferimenti all’età e al genere saranno stati vietati, la discriminazione persisterà. La cultura però cambierà, e i lavoratori potranno avere maggiori opportunità”, spiega Petr Bizyukov, esperto di iniziative socio-economiche presso il Centro Diritti sociali del Lavoro. Dimostrare che un candidato è stato scartato su basi discriminatorie rimarrà tuttavia quasi impossibile.

L’introduzione della nuova normativa da parte della Duma di Stato è prevista a dicembre 2012.

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