Usa, sguardo russo sulle elezioni

In primo piano Mitt Romney, lo sfidante repubblicano alle elezioni presidenziali americane di Barack Obama, sullo sfondo (Foto: AP)

In primo piano Mitt Romney, lo sfidante repubblicano alle elezioni presidenziali americane di Barack Obama, sullo sfondo (Foto: AP)

Alla vigilia delle votazioni, dalla Russia si osserva con interesse il testa a testa a stelle e strisce che cambierà i prossimi anni di politica americana. Influenzando, indirettamente, anche i rapporti con la Federazione

Aggghhhh! Odio questa ultima settimana prima del giorno delle elezioni! Puoi consultare politico.com e 538.com per avere delle previsioni. Puoi scaricare e ascoltare i discorsi degli esponenti di entrambi gli schieramenti politici, ma fino al 6 novembre 2012 non è dato sapere cosa i prossimi quattro anni avranno in serbo.

Come al solito, dipenderà dagli elettori indecisi, che non rappresentano una categoria su cui mi piace scommettere. Infatti, visto che non sopporto l’idea di toniche e bionde mamme negli eleganti sobborghi della Virginia intente a confrontare i vantaggi dei diritti riproduttivi contro quelli di un’economia più solida, ho deciso di concentrarmi su una diversa categoria di elettori indecisi: i russi.

C’è una battuta che circola ultimamente nelle pagine Facebook della comunità moscovita. Su uno schermo diviso tra Barack Obama e Mitt Romney si legge in russo: “Gente strana gli americani. Manca una settimana alle elezioni e ancora non sanno chi sarà il loro nuovo presidente”.

È una buona battuta. E, come tutte le buone battute, nasconde al suo interno una parte di verità. I russi sono davvero sconcertati di fronte al nostro trambusto elettorale.

Si può dar loro torto? Come ho già scritto in precedenza, i russi sono abituati a periodi pre-elettorali brevi, piuttosto noiosi e con un taglio distintamente asciutto. Il favorito è tradizionalmente troppo occupato per i dibattiti e così, incredibilmente per gli americani, semplicemente li sorvola (qualcosa che molte persone del mio stesso schieramento avrebbero desiderato con fervore fosse avvenuto nel primo dibattito). I miei amici russi sono rimasti sorpresi quando ho sbadigliato e ho detto che mi sarei alzata alle 4 del mattino per guardare il dibattito presidenziale. In Russia, non devi mai restare in piedi oltre l’orario usuale per guardare alcun risultato politico.

Un mio amico che vive qui, ma vota in uno stato elettoralmente in bilico, ha lasciato allibiti i suoi colleghi russi quando ha pagato l’enorme cifra di 100 dollari per spedire il suo voto per corrispondenza. Hanno pensato che fosse delirante. Pagare per spedire il proprio voto? No no no, gli hanno detto, il fiume scorre nella direzione opposta.

Durante le ultime elezioni, Sua Altezza Reale, il mio “bel marito russo”, era convinto che Barack Obama non avesse alcuna possibilità. Come poteva? Lui ha guardato quella competizione elettorale attraverso dei parametri molto russi. Nel suo mondo, un eroe di guerra di etnia russa con un nome pronunciabile - come Vladimir Ivanov per esempio – con alle spalle decenni al servizio del Governo e tutti i contatti a Washington di cui si potrebbe mai aver bisogno, si contrappone a uno sconosciuto deputato regionale della Duma con un nome da ribelle separatista ceceno. Nel suo mondo quest’ultimo non ha alcuna possibilità. Per questo è rimasto davvero sbalordito quando Obama ha vinto. È stata una grande soddisfazione.

Questa volta, l’opinione pubblica è più divisa. Il margine di errore è maggiore. E, dato che sono troppo lontana per bussare alle porte dell’Ohio, ho fatto quello che posso a Ostozhenka (una via di Mosca, ndr). Faccio quello che posso per sgretolare ogni strisciante Mittmentum.

I russi pensano che Mitt sembri un presidente. Se tu avessi chiamato la Mosfilm Central Casting e avessi detto: “Mandami un ragazzo che sembri il presidente degli Stati Uniti”,  avrebbero mandato Romney. È un tipo di maschio alfa e ai russi piace. È chiaramente un oligarca e a loro piace anche quello. Si suppone che gli oligarchi siano deputati a dirigere i Paesi.

“Sì - dico con soddisfazione -. Ma lo sapevate che appartiene a un culto religioso che crede che dopo essere stato crocifisso Gesù Cristo sia apparso negli Stati Uniti d’America?”. Questo colpo va a segno ogni volta. I russi stanno attraversando una fase molto religiosa in questo momento e bisogna muoversi con delicatezza per non offendere la loro sensibilità ortodossa.

Bisogna essere molto attenti a come si interpreta la vita di Gesù Cristo. L’idea che lui sia apparso negli Stati Uniti è offensivo per loro quanto il musical rock “Jesus Christ Superstar”, un tempo icona culturale underground dell’epoca sovietica, adesso bandito a Krasnodar. Vado avanti dicendo ai potenziali elettori di Mitt che i mormoni non bevono alcool o caffeina e questo fa oscillare un sacco di elettori verso il campo degli indecisi. Illustro quello che ho capito del Principio del matrimonio plurimo (è vero, la maggior parte di quello che so arriva da Big Love) e Mitt perde più elettori.



Poi c’è la politica estera. Non importa che Mitt non sappia come gli iraniani arrivano all’oceano o nulla della questione libica. Ciò che importa è che Mitt Romney pensi che la Russia sia una minaccia per gli Stati Uniti. Il che è una buona cosa secondo i russi. Ma poi, apprendono, nel corso di un dibattito, Mitt ha detto che l’Iran rappresenta una minaccia più grande della Russia. Il che determina l’emorragia di centinaia di migliaia di potenziali elettori russi: la Russia può essere molte cose, ma una minaccia minore dell’Iran certamente no.

Ecco una buona notizia per i sostenitori di Obama: i russi alla fine della giornata hanno cambiato orientamento e sono ormai dalla parte di Barack Obama. Ha mantenuto la calma sulla Siria e, se rimane al suo posto, sarà lui a mandare all’aria l’Afghanistan e non prima del tempo. Ha dato ai russi un ambasciatore degli Stati Uniti che Sergei Lavrov può utilizzare per il tiro al bersaglio, e non ha sollevato un polverone quando la Russia ha deciso di chiudere gli uffici dell’Usaid (United States Agency for International Development) sul suo territorio. È un soggetto fantastico per ogni sorta di satira russa e canzoni divertenti.



Così, i russi stanno lottando contro il diavolo che conoscono. Qualche volontario che voglia trasferirsi in Ohio? Anche domani?

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