Il giorno dei nazionalisti

Migliaia di manifestanti sono scesi in strada a Mosca per chiedere un giro di vite contro gli immigrati irregolari e la liberazione dei prigionieri politici. Gli attivisti per i diritti umani: "Corteo inaccettabile"

I nazionalisti russi sono scesi in strada nel centro di Mosca in occasione della Giornata dell’Unità Popolare il 4 novembre 2012. Dal 2005, la Marcia Russa è diventata un appuntamento annuale per chi vuole manifestare il proprio malcontento nei confronti della politica migratoria e di altri problemi interni.


Negli anni scorsi il meeting era stato organizzato nella periferia della capitale russa e non aveva registrato grande esito. Quest’anno invece le autorità moscovite hanno autorizzato la manifestazione nel cuore di Mosca. E gli organizzatori ne hanno approfittato per dedicare l’evento al 400esimo anniversario della liberazione della città dall’invasione polacca.


I nazionalisti hanno chiesto l’introduzione di un regime di visti per i cittadini dell’Asia Centrale, esigendo poi l’abolizione di alcuni articoli del Codice Penale che vietano l’estremismo nazionalista. I manifestanti hanno inoltre rivendicato elezioni oneste e la liberazione dei prigionieri politici.


Per la prima volta la Marcia Russa ha chiamato a raccolta dalle seimila alle ventimila persone (secondo le diverse stime), coinvolgendo dimostranti anche in altri Paesi. Nonostante la polizia abbia affermato che all’inizio del meeting sono stati contati circa seimila partecipanti, gli organizzatori hanno dichiarato che a Mosca sono scese in piazza ventimila persone.


“Adesso siamo in ventimila. Domani saremo centinaia di migliaia. E arriveremo a un milione – ha detto dal palco Aleksandr Belov, leader del movimento nazionalista “Russi” -. La Marcia Russa si è svolta praticamente in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dalla Russia all’Australia”.


Belov ha infatti affermato che la gente è scesa in piazza in oltre quaranta città della Federazione. Nonostante la grandezza dell’evento, non si sono registrati scontri. Anche le autorità hanno confermato che “non si sono verificate grosse irregolarità”. Ma alcuni attivisti per i diritti umani e alcuni funzionari hanno denunciato abusi durante la marcia.



Impreciso il numero dei partecipanti: secondo gli organizzatori al corteo hanno preso parte ventimila persone. Solo seimila secondo le forze dell'ordine (Foto: Ricardo Marquina)

“Durante il corteo si è inneggiato alla violenza - ha riferito Aleksandr Brod, attivista per i diritti umani -. La polizia non ha avuto polso. È una vergogna che i nazionalisti abbiano monopolizzato la Giornata dell’Unità Popolare”.


Perplessità anche da parte dei funzionari della Camera Pubblica della Federazione Russa: “Le maschere indossate da alcuni manifestanti sono state una vera e propria provocazione: una violazione delle leggi che regolamentano le manifestazioni di massa – ha affermato durante un’intervista a Interfax Maxim Grigoryev, membro della Camera Pubblica della Federazione Russa -. La polizia dovrebbe fermare e punire i violatori. In questo caso, i responsabili di tali violazioni sono gli organizzatori del corteo”. Grigoryev ha inoltre sottolineato che la cultura delle manifestazioni di massa è nata da poco in questo Paese. “I partecipanti e gli organizzatori stanno imparando a condurre le proteste in maniera corretta e non aggressiva – ha dichiarato -. Mentre la polizia sta imparando a garantire l’ordine e la sicurezza ai sensi della legge”.



I raduni si sono tenuti anche a Kazan e a San Pietroburgo, dove si sono registrati alcuni arresti. Niente scontri invece a Mosca (Foto: Ricardo Marquina)

Come successivamente ha riportato Interfax, diversi manifestanti hanno lanciato fumogeni nel centro di Mosca. La polizia non ha reagito e il corteo ha proseguito in mezzo al fumo. Alcuni petardi sono inoltre stati lanciati in direzione di un elicottero della polizia che stava sorvolando la zona.


Conseguenze più gravi si sono registrate in altre città del Paese, come a Kazan e a San Pietroburgo: nella capitale del Tatarstan sono state arrestate circa 54 persone che hanno preso parte alla Marcia Russa, che tra l’altro non aveva ottenuto l’autorizzazione delle autorità locali. Nonostante ciò, alcune organizzazioni pubbliche di Kazan sono ugualmente scese in piazza, sostenendo che si trattava di “un’assemblea di persone a sostegno della Giornata dell’Unità Popolare e della Giornata dell’Icona della Nostra Signora di Kazan”. In risposta, la polizia ha fermato questi manifestanti.


Anche a San Pietroburgo alcuni contestatori sono stati fermati durante una manifestazione nazionalista non autorizzata. Dei giovani sono scesi in strada sventolando bandiere imperiali, gridando “Viva la Russia”. Anche loro sono finiti in manette.

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