In ripresa il mercato russo dell'antiquariato

"Uova Fabergé" di Fedor Ruckert, in vetrina, all'apertura del 33mo Salone russo dell'Antico alla Casa Centrale degli Artisti di Mosca (Foto Itar-Tass/Zurab Dzhavakhadze)

"Uova Fabergé" di Fedor Ruckert, in vetrina, all'apertura del 33mo Salone russo dell'Antico alla Casa Centrale degli Artisti di Mosca (Foto Itar-Tass/Zurab Dzhavakhadze)

Stando ai galleristi, la crisi è passata, gli scandali eclatanti con la vendita di falsi si sono allontanati e i prezzi si sono stabilizzati

A Mosca si è inaugurato il Salone Russo dell’Antiquariato, i cui partecipanti hanno raccontato a La Voce della Russia le tendenze di sviluppo del mercato russo dell’antiquariato. "Mi sembra che l'interesse è forte, soprattutto nel segmento top, - ha notato Ekaterina Macdougall, direttore della casa d'aste Macdougall’s. – Sono richieste opere molto care, carissime, si può dire anche uniche. Contemporaneamente, sono altrettanto richiesti gli oggetti a buon prezzo. Osserviamo questa tendenza non solo nel mercato dell'arte russa, ma anche nel resto del mercato internazionale. Posso dire che la Russia oggi segue i trend europei dell'arte".

Nonostante nel 2011 si siano chiuse alcune famose gallerie d'arte moderna, i principali "players" in gioco nel mercato dell’antiquariato sono predisposti positivamente. Per di più ogni galleria ha la sua specializzazione ed il suo circolo di clienti. "La richiesta di oggetti di classe extra non è scesa, – ammette Yuri Tukhin, proprietario della casa d'asta Sovkom. – Le opere d'arte di livello medio non sono interessanti per i nostri clienti. Adesso si cercano i capolavori, come la pittura classica dell'Ottocento, anzichè le opere del Novecento. Oggi i collezionisti seri vogliono avere non solo il nome, ma anche gli oggetti di qualità nella loro esposizione". Alcuni anni fa Sovkom organizzava le cosiddette “vendite dirette”: aste dove venivano esposti oggetti a buon prezzo. Oggi invece tutto questo sembra inopportuno, visto che non c'è richiesta di tali oggetti, ha notato Yuri Tukhin.

La direttrice della galleria Elisium Marina Molchanova è d'accordo sul fatto che si vendono bene gli oggetti molto cari e di alta qualità. Tuttavia nota che senza mostre tematiche, azioni, pubblicazioni, attirare la gente all'acquisto delle opere d'arte diventa più difficile. "La tendenza generale è cambiata. Negli ultimi anni sono cambiate le preferenze dei clienti, prima c'era interesse all'arte dell'Ottocento, alla pittura del Novecento. Adesso sta tornando l'interesse all'Ottocento, alle opere realistiche e chiare".

"I compratori oggi sono più giovani, – dice Elena Zenina, proprietaria della Galleria delle Arti. – Molti di loro sono facce nuove, collezionisti ben preparati, che hanno letto molta letteratura di genere e d’informazione, che hanno un interesse serio verso l'arte. Nell'ultimo tempo i clienti sono più esigenti, sono interessati alle opere di altissimo livello. Certo che in queste condizioni è difficile di lavorare, però è più interessante".

Secondo l'opinione del critico d'arte e rivenditore Petr Kosorenko, il mercato è diventato più selettivo e i clienti sono più responsabili: "Oggi servono oggetti buoni a prezzi ragionevoli. Lavorare è più difficile: comprare qualcosa a buon prezzo è quasi impossibile, ma il cliente d'oggi non pagherà il superfluo. Parte dei vecchi clienti ha smesso di comprare a causa della mancanza di soldi o ha soddisfatto il proprio interesse o ha deciso di prendersi una pausa".

Cambiano le preferenze dei collezionisti. Secondo la direttrice della galleria Vellum Lubov Agafonova, l'interesse verso i non conformisti degli anni '60, che fino a poco tempo fa sono stati molto popolari, è quasi sparito. Ekaterina Macdougall la vede così: "Si tratta del futuro, mi sembra che il segmento più promettente sia l'arte della seconda metà del Novecento, non i non conformisti, ma la scuola accademica".

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