Tocco russo al Salone del Gusto

Dal sale nero di Kostroma, al salmone della Kamchatka e persino assaggi dello yak siberiano: i prodotti Slow Food della Federazione si mettono in vetrina a Torino fino al 29 ottobre 2012

"Slow Food in Russia è ancora una piccola realtà ma siamo felici di essere qui per fare conoscere i nostri prodotti", dice Natalia. È la responsabile della Jsc Aromati Leta, azienda di Mosca che commercializza le conserve della Russia Centrale e il sale nero di Kostroma, prodotti di due delle Comunità del cibo presenti al Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre 2012, l’evento biennale di Slow Food dedicato al cibo buono, giusto e pulito, a Torino.

"Dal 2003, - spiega Natalia, presente a Torino con il direttore generale dell’azienda Kostantin Zimin, - Aromati Leta è impegnata nella produzione di cibi naturali e gustosi con materie prime provenienti dalle zone ecologicamente incontaminate della Russia Centrale". Arrivano da quella zona le bacche e le erbe per le conserve e quel sale nero che, tradizionalmente, veniva utilizzato in Quaresima per condire i piatti di Pasqua.

Praticamente scomparsa con l’avvento del regime comunista, la produzione del sale nero di Kostroma ottenuto mescolando la salgemma con la farina di segale, a metà degli anni ’90 è stata ripresa da Andrei Lebedev che, aiutato da un’anziana del villaggio, ha ricreato una comunità di produzione della quale fanno parte dieci persone diverse di nazionalità e diverse credenze religiose. "Il nostro sogno – confessa Natalia – è che queste produzioni di qualità possano essere apprezzate in Italia, Paese simbolo del buon cibo". 

Il sogno di Natalia e Kostantin è anche quello della famiglia Posvolskaia, pescatori di salmone della Kamchatka. A mantenere la tradizione di famiglia sono in 36, "bambini compresi", rivela la rappresentante della comunità Tarja, i nativi itelmeni di Kamchatka, che sta cercando altri mercati per le 40 tonnellate di pescato annuo delle quali fa parte anche il "terpug, pesce bianco che riempie le reti d’inverno, mentre d'estate il salmone locale, pregiato per la qualità superiore e la ricchezza di vitamine e sali minerali".

La lavorazione del pesce, destinato per metà all’autoconsumo, che viene affumicato, salato con le erbe ed essiccato, viene effettuata in una piccola azienda di Viluchinsk, che appartiene alla comunità. A oggi, parte del salmone della Kamchatka viene venduto in Canada, ma "speriamo che il Salone possa farlo conoscere anche in Italia". 

Silenziosamente, senza che la sua presenza sia menzionata nelle guida 2012 del Salone del Gusto e Terra Madre, a Torino c’è anche Aydar Todoshev, allevatore di yak (detto anche bue tibetano, ndr) della Siberia. Aydar, in costume tradizionale, offre in assaggio la carna affumicata e molto saporita di yak. Ma, precisa, "è solo un test per valutare il gradimento in Italia, perché non abbiamo ancora le autorizzazioni sanitarie per la vendita". Un test sicuramente positivo così come positivo è stato il riscontro per l’artigianato tradizionale dell’associazione no profit Ursa Sibirica, perché il Salone è cibo ma anche tradizione.

Per informazioni cliccare qui

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta