Moda, i marchi russi tornano in patria

La stilista russa Kira Plastinina ha investito 150 milioni di rubli per aprire la sua prima linea di produzione a Ozyory, nella regione di Mosca (Foto: Ria Novosti)

La stilista russa Kira Plastinina ha investito 150 milioni di rubli per aprire la sua prima linea di produzione a Ozyory, nella regione di Mosca (Foto: Ria Novosti)

In Cina i costi aumentano e tanti brand della Federazione spostano la produzione dall'Asia a casa. Un rientro che potrebbe rivelarsi positivo per rilanciare l'industria tessile

Moda, i marchi russi tornano in patria

Mentre alcuni cittadini russi esprimono il loro patriottismo urlando sugli spalti dello stadio Luzhniki, gli stilisti russi, che si stanno indirizzando sempre di più alla produzione nazionale, ritengono che il rumore dei tacchi alti sulle passerelle rappresenti al meglio il loro amore per la patria.

Reduci dall’appuntamento annuale della Mercedes-Benz Fashion Week di Mosca, gli stilisti russi, che hanno riportato in patria i loro stabilimenti produttivi, affermano che la strategia non ha solo una dimensione patriottica, ma ha senso anche dal punto di vista degli affari. 

“Non si tratta di una mossa pubblicitaria”, dichiara Olga Feldt, direttrice generale di Kira Plastinina Style. L'azienda russa ha appena aperto uno stabilimento nella regione di Mosca, nel tentativo di spostare nuovamente la produzione dall'Asia in Russia.

Kira Plastinina è una delle tante case di moda russe che stanno abbandonando la Cina, in seguito all’aumento dei costi di produzione. Questo esodo potrebbe essere proprio ciò di cui ha bisogno la Russia per rilanciare la sua industria tessile che versa in uno stato di totale decadenza. L'investimento iniziale in impianti locali e personale specializzato rimane, tuttavia, ancora troppo alto; pertanto molte aziende preferiscono installare la loro produzione nei Paesi vicini dell'Europa Orientale.

In una mattina grigia di ottobre, due donne anziane e un bambino sono rannicchiati vicino all'entrata di un edificio in mattoni, nella piccola città di Ozyory, nella regione di Mosca. Nonostante i loro abiti per la pioggia e gli sguardi bassi, è ancora possibile cogliere una traccia di stupore nei loro occhi. “Siamo appena stati dentro per un tour - dice una delle donne anziane all’altra -. È incredibile”.

Le due donne hanno delle buone ragioni per essere sorprese. In questa giornata, lo stabilimento tessile della città, che ha una storia di quasi 200 anni, ma è rimasto chiuso per più di un decennio, è entrato di nuovo in funzione.

La stilista russa Kira Plastinina ha investito 150 milioni di rubli (4 milioni e 8mila dollari) per aprire la prima linea di produzione nello stabilimento di Ozyory. La sua azienda sta progettando di raddoppiare tale importo investendo, in un secondo momento, in una seconda linea.

La fabbrica tessile produrrà 325mila capi di abbigliamento all'anno, che copriranno il 100 per cento della prima linea di Plastinina e il 15 per cento della sua linea di diffusione per ragazze di età compresa tra i 14 e i 25 anni, nonostante ci si aspetti che questa cifra aumenti al 40 per cento, non appena la seconda linea di abbigliamento entrerà in produzione. In precedenza, i capi del marchio venivano prodotti in Cina.

I dirigenti della società insistono sul fatto che si tratti di una mossa del tutto logica dal punto di vista economico. Si prevede, infatti, che i ricavi, che raggiungeranno i 4 miliardi e mezzo di rubli nel 2012, aumenteranno del 40 per cento, raggiungendo i 5 miliardi e mezzo di rubli nel 2013, in gran parte proprio a seguito del trasferimento dello stabilimento di produzione in Russia, dichiara Plastinina.

“L’apertura di uno stabilimento produttivo nella regione di Mosca, non lontano dalla sede centrale, ci permetterà di semplificare l’iter attraverso il quale deve passare ogni collezione, dalla fase di progettazione al momento in cui il capo finito viene presentato all’atelier - afferma Plastinina -. In sostanza, siamo in grado di reagire più velocemente alle richieste dei nostri clienti e di adattarci rapidamente alle ultime tendenze”.

Plastinina calcola che, producendo i capi in Russia, riuscirà a ridurre il ciclo di produzione da 9 a 2 mesi. Come previsto, i costi della manodopera sono aumentati. La società pagava gli operai cinesi dai 100 ai 150 dollari al mese, mentre i dipendenti a Ozyory ricevono un salario mensile di 906 dollari. Tuttavia, Plastinina ha affermato che il prezzo delle creazioni rimarrà invariato dal momento che lo stabilimento russo utilizzerà la tecnologia in maniera più efficace.

Vantaggi locali

Vantaggi locali

La testimonianza dello stilista russo

Vyacheslav Zaitsev,

da cinquant'anni legato alla produzione

degli storici scialli di Pavlovsky Pasad

Kira Plastinina non è l'unica stilista russa che vuole produrre vestiti a livello locale. Altri designer, tra cui Masha Tsigal e Aleksandr Terekhov, hanno i propri atelier a Mosca e sostengono che ciò abbia i suoi vantaggi economici. “È conveniente produrre abiti a Mosca - afferma Tsigal -. È sempre possibile controllare il processo. Tutto è proprio davanti ai tuoi occhi”.

Valentin Yudashkin, uno dei più importanti stilisti del Paese, afferma che produrre capi di abbigliamento in Europa, gli permette di rifornire rapidamente le sue boutique europee e di risparmiare sui costi di trasporto.

Yudashkin, che realizza le sue principali collezioni a Mosca, sta cercando di espandere la sua capacità produttiva in Russia. Ha visitato l’Inguscezia nel giugno del 2011 per discutere la possibilità di creare una grande fabbrica tessile nella repubblica. La sua azienda sta attualmente lavorando ai dettagli del progetto e ha dato il via alla prima fase.

Dalle sue umili origini nella città di Ivanovo, famosa per essere un importante centro di produzione tessile, al suo regno di 30 anni quale capo della casa di moda più antica della Russia, Vyacheslav Zaitsev è diventato il simbolo dell’industria della moda del Paese. Quando la sua nuova collezione ha debuttato sulle passerelle, ha dimostrato ancora una volta il suo tradizionale gusto russo. Eppure, le creazioni di Zaitsev, seppur ricche di motivi locali, non sempre sono prodotte sul suolo russo.

Lo stilista sostiene il più possibile i produttori locali, ma non può spostare del tutto la sua produzione in Russia, dal momento che il Paese non dispone delle tecnologie, delle materie prime o del personale di cui egli ha bisogno, dichiara Nikolai Golovin, direttore generale della casa di moda Slava Zaitsev.

Zaitsev produce i suoi capi d’alta moda nell’atelier di Mosca, ma solo il 10/15 per cento dei capi della sua linea di diffusione sono prodotti in Russia. Il resto è prodotto in Turchia e Cina. “Non siamo presuntuosi - confessa Golovin -. Saremmo più che lieti di produrre in -Russia, ma non possiamo”.

Gli ostacoli rimangono

Gli ostacoli rimangono

Sfilata di abiti green alla

Russian Eco Fashion Week di Mosca

Gli abiti da uomo dalla linea Slava Zaitsev sono realizzati in Germania dal momento che gli stabilimenti russi non dispongono della tecnologia necessaria per cucire i complessi disegni di moda, e, “nonostante in alcuni casi la tecnologia ci sia, i lavoratori spesso non sanno come farla funzionare”, precisa Golovin.

Kira Plastinina ha scelto Ozyory come base produttiva perché la città tessile vanta già degli specialisti, ma l'azienda dovrà comunque fornire dei corsi di formazione specifici alle proprie sarte per velocizzare il loro lavoro.

Yudashkin ha in programma di lanciare dei corsi di formazione in Inguscezia, nel prossimo futuro, per preparare il personale, prima dell’apertura della sua fabbrica tessile. “I corsi permetteranno di divulgare e accrescere il prestigio di tale professione, garantendo al tempo stesso la formazione di personale altamente qualificato”, sottolinea Yudashkin.

Anche quando i designer spostano parte della loro produzione in Russia, può risultare ancora conveniente continuare a produrre alcune linee di abbigliamento all'estero. Di solito, i capi di alta moda, che vengono prodotti a bassi volumi, sono realizzati in Russia, perché la loro produzione in Cina è altrettanto costosa. Gli stabilimenti esteri gestiscono, invece, gli ordini più semplici, relativi alle linee di diffusione; questo è il caso ad esempio della linea giovane di Plastinina, che è ancora prodotta in gran parte in Cina e dei jeans di Yudashkin che continuano a essere prodotti a Hong Kong e in Turchia.

Anche gli ordini più grandi continuano a essere inviati principalmente in Cina perché le fabbriche russe non hanno la stessa capacità. Bosco, che realizza le divise per la squadra olimpica russa, produce la maggior parte dei suoi articoli in Asia, mentre i capi più elaborati sono realizzati in Europa.

“Purtroppo, le dimensioni degli ordini e le scadenze entro le quali devono essere realizzati sono tali che gli impianti di produzione europei e nazionali non hanno la capacità necessaria, così i capi meno elaborati vengono inviati e cuciti in Asia”, dichiara un rappresentante del gruppo Bosco.

Ma il livello di sviluppo del tessuto industriale cinese potrebbe aiutare – indirettamente - i produttori russi. Alcune case di moda sono costrette a confezionare i propri vestiti in impianti russi perché i loro ordini non sono abbastanza grandi per soddisfare volumi minimi cinesi.

L’Europa dell’Est: un’opzione

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La moda oltre la cortina di ferro

Le due sorelle stiliste Alisa e Yulia Ruban hanno dichiarato di voler spostare entro il 2012 la loro produzione fuori dal territorio russo, ma la Cina non rientra tra le opzioni possibili, giacché i loro ordini di circa mille unità sono troppo piccoli.

“Non abbiamo in programma di produrre in Asia. Ci vogliono ordini cospicui e i prezzi sono vantaggiosi solo se si formulano ordini di grandi dimensioni. Inoltre, la qualità non è delle migliori”, afferma Alisa Ruban, aggiungendo che stanno valutando invece di stabilire la loro produzione in Serbia, Lettonia o Lituania.

Mentre alcuni stilisti faticano a far decollare la loro produzione nazionale, il Governo russo sta puntando al rilancio del settore tessile promuovendo la produzione di capi leggermente meno eleganti: le uniformi militari e scolastiche.

Il Ministero dello Sviluppo Economico vuole introdurre un requisito secondo cui le uniformi militari dovranno essere prodotte a livello locale, mentre il Ministero dell'Industria e del Commercio sta contemplando la possibilità di ripristinare l’obbligo delle uniformi scolastiche come metodo per mantenere occupati i produttori tessili locali - e fare in modo che i russi patriottici abbiano ancora qualcosa su cui urlare.

L'articolo originale è stato pubblicato su The Moscow Times

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