Nuovi guai per i capi dell'opposizione

La catena umana dell'opposizione nel centro di Mosca per chiedere il rilascio dei manifestanti arrestati il 6 maggio 2012 (Foto: Reuters/Vostock Photo)

La catena umana dell'opposizione nel centro di Mosca per chiedere il rilascio dei manifestanti arrestati il 6 maggio 2012 (Foto: Reuters/Vostock Photo)

Per le proteste non autorizzate del 27 ottobre 2012 arrestati Navalny, Udaltsov e Yashin con l'accusa di "violazione delle norme relative all'organizzazione di un evento di massa"

Una serie di picchetti di una sola persona ha avuto luogo nel centro di Mosca il 27 ottobre 2012. Alcuni membri dell'opposizione sono scesi in strada per protestare contro la detenzione dei manifestanti arrestati il 6 maggio 2012, ma ciò non era stato autorizzato e ha portato a nuovi arresti.

Alle proteste "solitarie" hanno partecipato oltre 200 attivisti dell'opposizione vicino alla sede del Comitato investigativo. Erano lì per esprimere la loro indignazione per l'arresto di alcuni manifestanti dopo i disordini scoppiati durante il meeting dell'opposizione del 6 maggio 2012 a Mosca, in piazza Bolotnaja.

Tornando ai fatti del 27 ottobre 2012, la polizia ha chiesto ai manifestanti di disperdersi, perché i picchetti non erano stati approvati dalle autorità e l'Ufficio del sindaco aveva avvertito in anticipo che l'evento sarebbe stato considerato illegale.

Le proteste si sono così concluse con l'arresto dei leader dell'opposizione, tra cui il blogger Alexei Navalny, Sergei Udaltsov, il giornalista Sergei Parkhomenko e un giovane politico del movimento Solidarnost Ilya Yashin. Un portavoce della polizia di Mosca ha dichiarato a Interfax: "Sergei Udaltsov, Ilya Yashin e Alexei Navalny sono stati arrestati per violazione dell'ordine pubblico. Il ricorso amministrativo sarà istituito contro di loro dopo che saranno consegnati alla stazione di polizia".

Secondo Yashin, i detenuti potrebbero dover pagare multe salate o rendere servizi alla comunità. "La polizia ha espletato le formalità per arrestare tre uomini in nome di una legge che punisce la violazione delle regole relative all'organizzazione di un evento di massa e prevede una multa di 20.000 a 30.000 rubli e servizi alla comunità per un massimo di 50 ore", ha scritto Yashin su Twitter. "Pende una multa di 30.000 rubli, ma l'accusa è una montatura assoluta", ha detto Udaltsov.

Navalny ha aggiunto che lui e gli altri due sono attesi in tribunale il 30 ottobre 2012, per ascoltare il verdetto sulle accuse mosse contro di loro. "Sono accuse inventate", ha commentato. Ma la data non è stata confermata dalla polizia.

Altri attivisti dell'opposizione, sostenendo Navalny e Yashin, hanno risposto al loro arresto gridando "Vergogna!". Con i megafoni, la polizia aveva avvertito i dimostranti che la loro manifestazione era illegale e li esortava a disperdersi. Tuttavia, i manifestanti erano in strada in picchetti singoli: si fermavano a una certa distanza l'uno dall'altro nel centro di Mosca, esponendo striscioni, come: "Non ci intimidiscono", "Contro le rappresaglie e la tortura", "Liberate i prigionieri politici", "Rapimenti e torture sono crimini" e altri.

Udaltsov ha espresso il timore che l'accusa mossa contro di lui il 27 ottobre 2012 ("violazione delle norme relative all'organizzazione di un evento di massa") potrebbe diventare l'accusa di fomentare rivolte di massa. Il leader dell'opposizione ha detto che farà sicuramente appello contro le accuse della polizia, perché sono assolutamente insostenibili. "Spero di dimostrare la mia innocenza", ha riferito Udaltsov.

Il capo dell'Ufficio di Sicurezza della città di Mosca insiste nel dire che l'arresto di Udaltsov, Navalny e Yashin nel centro della città è stato legittimo e che la manifestazione che stavano capeggiando non era stata autorizzata dalle autorità. "Posso confermare - ha aggiunto Alexei Mayorov, capo del Dipartimento di Sicurezza regionale - che non abbiamo ricevuto alcuna richiesta da parte degli organizzatori relativa a tale evento".

In precedenza, il giornalista Sergei Parkhomenko aveva detto che lo scopo della manifestazione era quello di esprimere sostegno per gli attivisti arrestati che erano presumibilmente vittime di persecuzioni. Secondo i piani, l'evento sarebbe stato una catena di picchetti di una sola persona da Piazza Lubjanka fino al quartiere Lefortovo.

Lyudmila Alexeyeva, capo del Moscow Helsinki Group - tra le più antiche organizzazione per i diritti umani in Russia - ha condannato l'arresto dei leader dell'opposizione: "Illegale è stata la polizia, non c'è altro modo per descrivere il fatto: è una vecchia storia; vedono persone dalle facce note e le fermano". La Alexeyeva si dice certa che nessuno, né Udaltsov, né Navalny, né Yashin, abbiano violato la legge.

Fonte: Interfax

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