Pussy Riot verso le colonie penali

Due delle componenti della punk band russa, Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alekhina, sarebbero state trasferite in Mordovia e in Siberia per scontare la propria pena. Misure definite "brutali" dagli attivisti per i diritti umani

Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alekhina, le due ragazze della punk band russa Pussy Riot arrestate dopo la performance nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, sono state trasferite in due colonie penali, su richiesta dei giudici. La notizia, rimbalzata sui media russi, è stata confermata dall’avvocato delle giovani, Mark Feigin, che non ha però saputo dire con certezza in quale luogo siano state mandate le ragazze.

“Ho contattato il Centro di Detenzione, e mi hanno detto che Alekhina e Tolokonnikova sono state trasferite nelle colonie penali. Ma si sono rifiutati di dirmi dove esattamente”, ha dichiarato il legale, ripreso dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti, precisando che maggiori informazioni gli verranno date solamente in privato.

Secondo alcune indiscrezioni trapelate su Internet e riprese su twitter, le giovani Maria e Nadezhda, condannate a due anni con l’accusa di “teppismo motivato da odio religioso”, sarebbero state portate rispettivamente in una colonia penale di Perm, in Siberia, e in Mordovia. Luoghi definiti “brutali” da alcuni attivisti per i diritti umani, convinti anche che si tratti di una misura per disincentivare l’opposizione russa.

Il 10 ottobre 2012 la terza componente del gruppo, Ekaterina Samutsevich, è invece stata scarcerata dal tribunale di Mosca. Secondo la corte, la giovane non avrebbe preso parte all’esibizione perché sarebbe stata cacciata fuori dalla chiesa ancora prima di riuscire ad prendere la chitarra. Nel frattempo il legale della Samutsevich ha annunciato che ricorrerà alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

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