Il vero Pushkin

Il critico e dissidente Andrei Siniavskij dà un nuovo volto al padre della lingua letteraria russa nel volume edito in Italia da Jaca Book
La copertina del libro

Demitizzare Pushkin, spogliarlo di quel velo di accademismo e istituzionalità di cui negli anni l'hanno rivestito la critica letteraria russa e quella internazionale. Questo è lo scopo che si pose Andrei Siniavkij - noto all'estero anche con lo pseudonimo Terz - quando scrisse "Passeggiate con Pushkin" pubblicato ora in Italia da Jaca Book dopo il grande successo ottenuto nel 2011 con la ripubblicazione in Russia.

Il critico e saggista russo Siniavskij, protagonista insieme a Julii Daniel del “processo alla letteratura”, tra il 1966 e il 1967 era rinchiuso in un lager perché accusato di cospirare contro il regime sovietico. In quegli anni, nelle due lunghe lettere che poteva inviare ogni mese alla moglie inseriva, tra le righe,  appunti e intere parti di quello che sarebbe stato poi il suo libro su Pushkin.

Del Virgilio di tutte le Russie Siniavskij voleva dare una descrizione del tutto diversa da quella a cui si era da sempre abituati, rompendo quel monumento letterario e patriottico che era stato innalzato subito dopo la sua morte. L'autore dell’"Evgenij Onegin" è ritenuto, infatti,  il padre della lingua letteraria russa moderna tanto che nel giorno del suo compleanno è stata istituita  la festa della lingua russa.

Inoltre, Pushkin è stato sempre considerato un autore vicino allo zar e alle istituzioni, nonostante non sia stato effettivamente così. Ed  è proprio quello che Siniavskij voleva far capire quando decise che era arrivato il momento di far conoscere il vero volto di Pushkin, quello autentico e scevro da ogni accademismo.

Il vero Pushkin è quello che ha come “luogo prediletto del lavoro letterario il letto”, che è  “il luogo d'ispirazione che meglio corrisponde al suo spirito, l'officina in cui si formano stile e metodo”. È quello che mentre gli altri cercano di arrancare per  “i gradini della grande tradizione, (…)  senza neanche badarci s'abbandonava sul letto e lì, in un piacevole oblio, la testa china sul guanciale, con la mano un poco sonnolenta buttava giù qualche inezia”. È anche quello che “è riuscito a scrivere di tutto al posto di tutti”.

Insomma, Pushkin, secondo Siniavskij, non è solo un'istituzione e la sua biografia e le sue opere ne sono la prova. “Passeggiate con Puskin” è una prosa lirica di grande impatto, non solo per la qualità e la scorrevolezza della scrittura, ma anche e soprattutto per l'atteggiamento nuovo e quasi irriverente che ha nei confronti del grande poeta russo di cui Siniavskij traccia un ritratto originale e umano.

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