Dalla Russia le lenti che salvano gli occhi

Foto: Photoxpress

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Un’équipe di medici siberiani avrebbe messo a punto un sistema per difendere la vista in caso di traumi e ustioni. Un rimedio che, se venisse ulteriormente confermato dai futuri test clinici, potrebbe essere esportato in tutto il mondo

Dalla Siberia, nuove lenti “miracolose”. I medici di Kemerovo, città situata nella Siberia Sud Occidentale, hanno creato delle lenti per la cura degli occhi che, a quanto pare, non hanno eguali al mondo. Si tratta di una tecnica particolare che permette alle lenti di ridurre di cinque volte il tempo necessario per la riabilitazione dell’occhio in caso di ustioni o traumi.

“Assomigliano alle normali lenti a contatto, ma contengono delle resine a scambio ionico – ha spiegato Valentina Zhevniak, dell’Università Statale di Kemerovo, a capo del progetto -. Si tratta di sostanze assorbenti che trovano ampio uso in medicina, nell’industria alimentare e farmacologica. Queste resine hanno la capacità di assorbire molte sostanze tossiche e di bloccare la proliferazione degli agenti ustionanti e l’azione patogena delle tossine, dei virus e delle cellule batteriche”.

Quando si tratta dell’occhio, ha spiegato Valentina Zhevniak, la cosa più importante da fare è estrarre quanto prima la sostanza nociva per prevenire l’infiammazione che potrebbe portare alla perdita della vista.

“Se questa lente morbida viene applicata all’occhio del paziente subito dopo l’arrivo dell’ambulanza, prima di portarlo all’ospedale, la sostanza aggressiva non potrà intaccare neanche i tessuti superficiali dell’occhio”, ha spiegato Valentina Zhevniak.

Le nuove lenti estraggono dall’occhio rapidamente e con efficienza sostanze ustionanti, tossine e virus. Trattandosi però di un prodotto per uso medico, i prossimi 18 mesi saranno impiegati per eseguire esami clinici.

Nel caso in cui i test confermino gli esiti positivi, le lenti potranno essere utilizzate non solo in Russia, ma anche all’estero, e potranno essere impiegate dai soccorritori, dai medici e dai militari che lavorano in situazioni di pericolo, sui luoghi di incidenti e in zone colpite da conflitti militari.

L'articolo originale è stato pubblicato su La Voce della Russia

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