L'ex arbitro Rosetti all'attacco

L'ex arbitro italiano Roberto Rosetti (Foto: Itar-Tass)

L'ex arbitro italiano Roberto Rosetti (Foto: Itar-Tass)

“Non sono soddisfatto dell’operato dei colleghi russi”, afferma l'ex fischietto italiano ora a capo del dibartimento arbitrale della Federazione

Roberto Rosetti, capo di tutto il dipartimento arbitrale del calcio russo, si dichiara insoddisfatto del livello dell’arbitraggio nel campionato della Russia. L’ex-fischietto italiano ha definito “inaccettabili” gli errori degli arbitri nelle partite di Zenit-Lokomotiv e di Spartak-Cska. Secondo Rosetti, la Russia non ha abbastanza ufficiali di gara.

Gli errori degli arbitri russi nelle partite di Zenit-Lokomotiv, Spartak-Cska e Spartak Nalchik-Torpedo Mosca hanno fatto perdere le staffe al capo del dipartimento di arbitraggio e ispezione della Federazione calcistica della Russia. Rosetti ha pertanto deciso di convocare una riunione straordinaria con i direttori di gara russi. Il tono della conversazione è stato piuttosto serio. Alla discussione ha partecipato in maniera attiva anche il Presidente della Federazione calcistica della Russia, Nikolaj Tolstych. “Abbiamo discusso per tre ore”, ha detto Rosetti ai giornalisti in una conferenza stampa al termine della riunione straordinaria. L’ex arbitro italiano ha parlato con i reporter in inglese.

Intervista esclusiva a
Roberto Rosetti al suo
arrivo in Russia

Rosetti ha rimproverato gli arbitri nell’occhio del ciclone: Nikolaj Eremin (per un fuorigioco non correttamente registrato nel derby di Mosca), Mikail Vilkov (che, a San Pietroburgo, ha ingiustamente espulso il difensore della Lokomotiv, Roman Shishikin) e Vitalij Anisimov (che, per qualche ragione, non ben precisata, ha aggiunto dieci minuti in più al match del Nalchik).

“Hanno commesso degli errori inammissibili -, ha dichiarato Rosetti. - Al momento non sono per niente soddisfatto dell’operato degli arbitri russi”.

Rosetti è stato particolarmente duro nei confronti di Anisimov. “Come potete vedere, dopo l’accaduto, Anisimov non ha arbitrato nessun’altra partita -, ha sottolineato l'italiano. - E vi assicuro che passerà del tempo prima che possa arbitrarne un’altra. Non aveva alcun motivo di aggiungere nove minuti al match. Nessun motivo. E poi ha fischiato un rigore piuttosto controverso. L'ho rimosso dall’incarico il giorno seguente”.

“E come ha giustificato il suo errore Vilkov?”, hanno chiesto, interessati, i giornalisti. “Ha perso il controllo della situazione. Si è distratto dalla partita e ha preso una decisione sbagliata. Inoltre ha ricevuto un’indicazione errata da parte dell’assistente arbitrale, Meshkov”.

“Quali sono invece le cause dell’errore di Eremin?”. “A mio parere, ha semplicemente perso la concentrazione. Forse, ha pensato che tutto sarebbe andato bene e si sarebbe risolto in automatico. Ma ha sbagliato i calcoli”.

In Russia mancano arbitri di qualità. “Ieri ero a Kaliningrad, dove ho tenuto un seminario per un gruppo di giovani e promettenti arbitri - ha raccontato Rosetti. - All’incontro hanno partecipato solo dodici persone. Dodici! Quando, in qualsiasi città italiana, si riuscirebbe a radunare 70-80 giovani arbitri. In questo momento la Russia, che è un Paese enorme, ha solo tremila arbitri professionisti, che è davvero un numero esiguo. La Russia ha bisogno di più direttori di gara, tra cui poi poter scegliere. Nella piccola Italia ci sono ben trentaduemila arbitri, in Inghilterra trentottomila”.

“In Russia ci sono pochissimi arbitri. Qui essi vengono annientati. Tutti sono subito pronti a farli a pezzi alla prima occasione. Nessun ragazzino russo sogna di fare l’arbitro da grande. In Russia, dopo ogni errore arbitrale, scoppia un vero e proprio scandalo... ”.

In Italia non è così?
No, non è così difficile. Per questo gli arbitri in Italia sono trentaduemila. In Russia, ad esempio, ci sono solo due arbitri qualificati: Bezborodov e Karasev. Di ufficiali di gara così, in Italia, ce ne sono venti, venticinque.

Viaggia spesso nelle regioni russe? In cosa consiste il suo lavoro?
Vivo a Mosca. E ripeto, vivo in pianta stabile a Mosca. Lavoro tutti i giorni, di solito dodici ore. In Italia vive la mia famiglia e possiedo una bellissima casa. Eppure ora sono qui, in Russia. Perché mi hanno affidato una missione importante e me ne rendo conto. Mi chiede dove sono stato? Sono stato a: Rostov, Krasnodar, Krasnojarsk, Ekaterinburg, Saransk, Groznyj. L’arbitraggio per me non è un lavoro, è la mia vita. Sono malato di calcio. Mi sveglio pensando al calcio, vado a dormire pensando al calcio.

Di quanto tempo avrà bisogno per realizzare fino in fondo le sue idee?
Lavoro per la Federazione calcistica della Russia da un anno e quattro mesi. Inizialmente avevo detto che per la realizzazione del mio progetto sarebbero stati necessari tre anni. Ora mi rendo conto che tre anni non sono sufficienti: bisogna prima di tutto cambiare la mentalità. Come ho detto prima, in Russia l’arbitraggio è visto come un problema.

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