Il Superbowl russo

I Moscow Patriots (Foto: Itar-Tass)

I Moscow Patriots (Foto: Itar-Tass)

Dai tempi dell'Urss il football americano tenta di affermarsi nella terra degli zar. Oggi risorge, pur essendo uno sport minore con pochi finanziamenti

Il Superbowl di ottobre 2012. In Russia, non negli Stati Uniti. Nella Federazione si è giocato l’atto conclusivo della stagione di American football. I Moscow Patriots hanno vinto il titolo nazionale, battendo gli Scout Chelyabinsk, dai Monti Urali, 35-21. Nel silenzio condiviso di quotidiani e televisioni.

Perché il football americano è uno sport ancora poco popolare nel Paese. Con i russi che tendono a preferire il rugby e si sono proposti per l’organizzazione della Coppa del Mondo 2023. Ma l’attenzione degli sportivi verso lanci e touchdown, nonostante la difficoltà ad assimilare regole e terminologia del gioco, è in forte crescita negli ultimi due anni. Con il numero delle squadre che va moltiplicandosi.

Un fenomeno inatteso, considerando che c’è poca copertura televisiva (soprattutto via cavo) delle partite di stagione regolare e playoffs. Che non ci sono atleti russi nella Nfl e nei college Usa. C’è poi il problema dei soldi. Ne girano pochi. Nessun finanziamento per gli atleti, costretti ad autotassarsi per indossare armatura e caschetto e restare nel mondo dilettantesco. Un mondo composto da 500 giocatori, con un lavoro a tempo pieno per potersi permettere gare e allenamenti.

E senza il professionismo, il livello di gioco del torneo resta basso, non esprimendo talenti in grado di sfondare nella Nfl o di mettersi alla prova nelle università americane. “Un giorno ci saranno campioni russi nella lega professionistica Usa. Il football americano da noi è un fenomeno che diventa sempre più importante ma dovrebbe essere più popolare – spiega Vasily Dobryakov, tecnico della nazionale russa di american football –. È uno sport di contatto, che crea legami tra compagni di squadra. È esattamente ciò di cui la Russia ha bisogno”.

I Moscow Bears (Foto: Yuriy Tutov/RIAN)

Il football americano ha mosso i suoi primi passi nell’ex Urss, nel 1989. Quando due team statunitensi, i Bammers e gli Stars, si sfidarono in un’amichevole in un piccolo stadio.

E fu formata anche una squadra, i Moscow Bears, che rappresentava l’Unione Sovietica nei tornei internazionali. Prima partita ufficiale: 17 settembre 1989, persa 77-6 contro la nazionale tedesca a Berlino Ovest. Due mesi dopo nacque l’Union of American Football, un progetto poi fallito e che portò alla creazione di una lega indipendente. E solo nel 1993, dopo la fine dell’Urss, vide la luce una lega nazionale di football americano.

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