Un pizzico d'Italia negli Astma

Il duo russo, dal 2009 richiestissimo dai club underground di Mosca, si avvale della collaborazione del musicista Dario Fariello e del fotografo Giuseppe Birardi

Un muro di feedback. Quasi a separare Aleksei e Olga dal loro pubblico. Quasi a creare una sfera non raggiungibile e protetta in cui poter esplorare i sentieri, le direzioni della musica. Poi il beat, la batteria scomposta, sincopata, incalzante che apre la strada alla voce e alla chitarra distorta. Un viaggio tra stili e generi musicali al limite della schizofrenia. Loro sono gli Astma, un gruppo che dal 2009 infiamma i club underground di Mosca. Un’alchimia potente, in continua evoluzione, fatta di rock, industrial, jazz e di tutte le sfumature della musica elettronica.

E se i riferimenti sono variegati e magmatici, l’impostazione è definita in modo chiaro. Gli Astma prendono come punti di riferimento le “mini band” che nel corso di tutto il decennio hanno infiammato palchi e club di tutto il mondo. Dai White Stripes ai Black Keys, fino alla nuova big thing in campo, i Japandroids. Minimalismo d’impatto. Ovvero: strutture aperte per ottenere il massimo di libertà espressiva possibile. Poi, le contaminazioni e la ricerca visuale. Ed è proprio sotto questi ultimi due aspetti che il mondo degli Astma diventa “tricolore”, innestandosi con la musica di Dario Fariello e con le fotografie di Giuseppe Birardi.

Il duo con Olga Nosova - batterista celebre per il suo lavoro con la punk band moscovita Syncopated Silence - è uno degli ultimi progetti di Aleksei Borisov. Un vero e proprio veterano sul fronte della musica elettronica e dell’improvvisazione.

Tutto centrato sulle performance dal vivo: mai simili, orientate a una continua evoluzione. Gli Astma progetto si è formato a Mosca nell’aprile del 2009. Da allora una ricerca continua, di generi e musicisti con cui arricchire la propria musica. Dallo spoken word alla psichedelia, fino a violente sperimentazioni di musica elettro-acustica. Poi le collaborazioni con video-artisti, danzatori, performer e poeti da diversi Paesi.

Senza mai dimenticare il punto di forza, l’esibizione live appunto. In tre anni hanno suonato in Turchia, Germania, Francia e Stati Uniti. Per portare nel mondo l’avanguardia Made in Russia.

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