La Rivoluzione secondo Némirovsky

La scrittrice russa naturalizzata francese, nelle pagine pubblicate da Castelvecchi, ripercorre i momenti di quell'inverno 1917 che rimasero impressi nei suoi occhi di bambina
La copertina del libro

Quando nasce una rivoluzione? In quale istante diventa chiaro a tutti che qualcosa sta cambiando? “Vorrei ritrovare nella mia memoria quel giorno dell'inverno 1917, quando a un tratto diventò visibile, non solo per gli iniziati, per gli uomini al potere, ma per la folla, per un bambino, per me”.

Era poco più che una bambina, Irene Némirovksy quando scoppiò la Rivoluzione del 1917 ma subito capì “che stava succedendo qualcosa, qualcosa di spaventoso, di esaltante, di strano, che era la rivoluzione, lo sconvolgimento di tutta la vita”.

Solo chi, come lei, l'ha vissuta sulla propria pelle e ha visto il suo Paese cambiare con i propri occhi, può spiegare quali siano le sensazioni, le ansie, le aspettative che si vivono prima e dopo che tutto abbia inizio. Ed è proprio questo quello che scrittrice russa naturalizzata francese fa in “Nascita di una rivoluzione”, pubblicato da Castelvecchi editore, che si inserisce in quell'ampia opera di riscoperta e pubblicazione dell'autrice iniziata da Adelphi.

Quando scoppiò la Rivoluzione, Irene Némirovsky, era una bambina ricca, con una tata francese che le faceva da madre, una madre amante della bella vita e un padre spesso assente. Era una bambina che abbandonò il suo Paese e fuggì con la sua famiglia per rifugiarsi, insieme a tanti altri compatrioti, in Finlandia.

Il libro raccoglie tre racconti inediti dell'autrice di “Suite francese”. Tre scritti brevi ed estremamente intensi: “Nascita di una rivoluzione. Scene viste da una bambina” nel quale la Némirovsky fissa il ricordo di quel febbraio sovietico; “Magia” in cui ricorda i giorni della fuga in Finlandia e il ricordo di un amore magico ma senza lieto fine, e il racconto della storia della patriota polacca “Emilie Plater” a cui è dedicato l'ultimo scritto. 

Le immagini che in queste pagine la Némirovsky mette nero su bianco sono le immagini di una rivoluzione che cambiò, non solo la storia, ma anche il corso della sua vita e quella di tanti altri “singoli” come lei. Sono immagini impresse negli occhi e nella mente di una bambina che raccontano cosa e come tutto cambiò. E sono anche immagini viste con occhi e la mente di un intero popolo che all'improvviso si spoglia “delle abitudini e della pietà umana” e con quelli di un'eroina che muore combattendo per il suo Paese. Immagini dell'orrore, della violenza, dell'irrazionale. Immagini di una rivoluzione che “chi ha visto una volta non dimenticherà mai”.

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