L'Ue ostacola l'abolizione dei visti?

Una recente immagine del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov (Foto: Itar-Tass)

Una recente immagine del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov (Foto: Itar-Tass)

Dito puntato del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, contro Bruxelles: l'Europa si opporrebbe con ragioni politiche a un futuro regime di ingressi liberi

L'ostacolo all'abolizione dei visti sarebbe Bruxelles e, secondo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, le ragioni non sarebbero di natura tecnica né amministrativa, bensì politiche. Mosca ritiene che l'Unione Europea stia ritardando, dunque, per motivi politici, la transizione verso un regime senza visti con la Russia.

"Il dibattito sull’abolizione dei visti sta andando avanti già da circa nove anni", ha ricordato il ministro Lavrov. “Non vorrei scendere troppo nei dettagli, ma la nostra sensazione è che i nostri partner europei stiano indugiando, essenzialmente, non per ragioni di natura tecnica o amministrativa, bensì politica”, ha ribadito Lavrov nel corso di un intervento davanti ai membri dell'Associazione delle imprese europee, l'8 ottobre 2012 a Mosca.

Secondo il ministro degli Esteri russo, l’Unione Europea, appellandosi al principio di solidarietà vigente tra gli Stati membri, “ritiene che sia politicamente inaccettabile concedere alla Russia un regime senza visti, prima che questo sia applicato anche ai Paesi del Partenariato orientale”.

“Se è così, si tratta allora di un approccio puramente politicizzato, che non tiene conto di ciò che è stato effettivamente fatto in Russia per garantire l’introduzione di un regime senza visti; regime che risulta, pertanto, dettato esclusivamente da considerazioni e obiettivi di natura politica”, ha proseguito il ministro.

L’introduzione di un regime senza visti è uno dei temi principali di discussione tra Russia e Unione Europea. Mosca ritiene che l'abolizione dei visti aprirà nuovi orizzonti per la cooperazione bilaterale. “Nell’Europa del XXI secolo, il problema dei visti, che pesa come un macigno sull’attività imprenditoriale internazionale, sulla crescita economica e sulla creazione di nuovi posti di lavoro, deve essere completamente cancellato dagli archivi della storia”, ha sottolineato Lavrov.

“Siamo, in ogni caso, fermamente convinti che sarà possibile, in un prossimo futuro, raggiungere questo obiettivo, sulla base della realizzazione della lista dei passi comuni, approvata da Mosca e Bruxelles e contenente le misure che devono essere intraprese per passare a un regime senza visti. Se parliamo di possibilità attuali, è già pronto il testo dell’Accordo sulla progressiva liberalizzazione del regime dei visti, che prevede, tra le altre cose, il rilascio di visti multipli, della validità di cinque anni, a imprenditori e a rappresentanti di organizzazioni imprenditoriali”, ha continuato Lavrov.

Secondo il ministro, l’unico ostacolo che si frappone ora alla firma del documento rimane la questione dell'inclusione, nel testo dell’accordo, di una clausola su un regime senza visti per i possessori di passaporti ufficiali biometrici, come è stato fatto nell’accordo tra Unione Europea e Ucraina.

Una fonte a Bruxelles, aveva, in precedenza, dichiarato al quotidiano Kommersant che i funzionari europei temono che “in Russia i passaporti ufficiali possano essere rilasciati anche a soggetti che non ne hanno il diritto legale”. Mosca si era opposta fermamente a questa dichiarazione. Eppure, secondo il giornale, in tempi recenti, la Russia si sarebbe dimostrata, nonostante tutto, disposta a scendere a compromessi. Se prima Mosca premeva per l'abolizione dei visti per tutti i titolari di questo tipo di passaporto, ora sembrerebbe pronta a escludere dal gruppo la categoria più numerosa, quella del personale militare e amministrativo delle missioni diplomatiche.

Attualmente, i passaporti ufficiali, oltre alle categorie sopraelencate, vengono rilasciati ai rappresentanti della Federazione Russa presso le organizzazioni internazionali, ai dipendenti di enti pubblici e della Banca Centrale, ai membri dei servizi amministrativi e tecnici dell'amministrazione presidenziale, dell’apparato governativo e della Duma di Stato e a una serie di altri dipendenti di agenzie governative, nonché ai loro familiari. Il numero complessivo di titolari di passaporti ufficiali biometrici è di 7.500 persone.

Lavrov ha sottolineato che solleverà la questione dei visti in occasione dell’incontro con i ministri degli Esteri dei Paesi dell’Ue, prevista per il 14 ottobre 2012 a Lussemburgo. “Mi auguro che alla fine il buonsenso prevalga e di riuscire a siglare questo importante accordo sulla progressiva liberalizzazione del regime dei visti, che rappresenta un passo intermedio verso un’introduzione molto rapida di un regime senza visti, entro il primo di novembre”, ha aggiunto.

Il ministro degli Esteri russo ha inoltre richiamato l'attenzione sul fatto che la comunità imprenditoriale, la quale beneficerebbe nel caso di una semplificazione del regime dei visti, ha la possibilità di influenzare direttamente la politica dei propri Paesi. Potrebbe, in questo modo, incoraggiare i governi e i parlamenti a basarsi su considerazioni reali di natura economica e non politica, sostiene Lavrov. “Ritengo che i rappresentanti del mondo degli affari possano stimolare la discussione con i loro governi, di modo che essi si rendano conto di come tutti noi vogliamo che siano i rapporti tra Russia e Unione Europea tra cinque, dieci o venti anni”, ha detto Lavrov, rivolgendosi alle imprese europee.

Il ministro ha anche sottolineato che lo sviluppo delle relazioni con l'Ue sono una priorità per Mosca. “L'Unione europea è il nostro principale partner economico. Più della metà del commercio estero della Russia ruota intorno al mercato europeo. Nel 2011 abbiamo raggiunto il livello di fatturato commerciale pre-crisi, con quasi 400 miliardi di dollari. Circa l'80 per cento degli investimenti stranieri accumulati dall'economia russa sono arrivati da Paesi dall'Unione Europea. Circa il 40 per cento delle riserve internazionali del nostro Paese sono state denominate in euro”, ha ricordato Lavrov.

Secondo il ministro, la Russia e l'Unione Europea condividono una serie eccezionale di vantaggi complementari, come ad esempio i risultati nel campo della scienza e della tecnologia, le risorse naturali e finanziarie, il territorio, l'istruzione e la qualificazione della popolazione: “L’unione di tutti questi benefici potrebbero garantire tanto all'Unione Europea quanto alla Russia un’elevata fonte di successo, in un mondo altamente competitivo come quello di oggi”.

Lavrov si dichiara inoltre fiducioso del fatto che l'adesione della Russia all'Organizzazione Mondiale del Commercio porterà la cooperazione commerciale ed economica tra Russia e Unione Europea a un livello qualitativo superiore.

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