Russia, patria di talenti hi-tech

La fuga di cervelli verso Occidente, e soprattutto verso gli Usa, mina lo stesso progresso della Federazione

La Russia, è la patria dei talenti? Questa è la domanda che spesso mi viene posta da giornalisti stranieri negli Usa, stupiti dei tanti sviluppatori software ed ingegneri russi in Occidente. Alcuni di loro sono diventati famosissimi come il cofondatore di Google Sergei Brin o l'inventore di PayPal, Max Levchin.

Tuttavia né Brin né Levchin sono emigranti consapevoli perché come tanti altri luminari del settore It di origine russa sono emigrati molto giovani seguendo la decisione dei loro genitori.

Foto: Ria Novosti
Facebook mira
ai programmatori russi

Ma anche centinaia di migliaia di sviluppatori software russi hanno seguito in età adulta il richiamo degli Usa, tra cui per esempio i due programmatori leggendari Arkady Borkovsky, direttore dello Yandex R&D Center in California, e Evgeny Veselov, capo scientifico alla Microsoft. L'azienda Parascript, specializzata nel riconoscimento software di assegni scritti a mano e spedizioni postali come anche in programmi per la diagnosi precoce di tumori, è composta tutt'oggi in gran parte di ingegneri russi, nonostante la sede dell'azienda si trovi a Boulder, Colorado.

Non sono a conoscenza di alcuna statistica che metta in ordine i migranti talentuosi in base al loro Paese d'origine. Non credo neanche che la Russia superi gli altri Stati per quanto riguarda il talento ingegneristico. Ho pronta però una spiegazione su come potrebbe essere avvenuta questa concentrazione di talenti russi nel settore It.

Nelle mani dell'ideologia
Per quasi tutto il Novecento la Russia è stata sotto il comando di una dittatura ideologizzata. Chiunque fosse stato abbastanza saggio, capiva che per ridurre l'influenza dell'ideologia sulla propria vita, non bisognava legare la propria carriera alla storia, alla filosofia, alla giurisprudenza, alle scienze letterarie o alla politica ma invece a una scienza naturale come la matematica, l'astronomia, la fisica o la chimica dove si avrebbe incontrato meno pressione ideologica. Gli intellettuali si concentravano perciò prevalentemente nel campo relativamente piccolo delle scienze esatte, cosa che fino ad oggi genera l'illusione che gli scienziati ed ingegneri russi siano particolarmente portati.

Vignetta di Dmitri Divin

Quando nel 1990 il comunismo scientifico è scomparso per sempre dalla scena e l'ideologizzazione della scienza trovò una fine, i giovani talentuosi si sono buttati nella vita d'affari, nei tribunali, nelle banche e nelle borse. La scienza di conseguenza si è dissanguata. A questo ha contribuito anche una politica micidiale per la ricerca che ha spostato la formazione e la scienza per quanto riguarda il finanziamento e – ancora più importante – la percezione di essa da parte della società ai margini della legalità.

Oggi in Russia va di moda fare il banchiere, l'agente di borsa, il procuratore di Stato, il gastronomo, il conduttore televisivo, la guardia di finanza o il doganiere; tutto tranne il ricercatore o lo scienziato. Non ci sono presagi che potrebbero indicare un prossimo risanamento della ricerca scientifica, inoltre, anche se le cose dovessero cambiare, non è detto che a quel punto ci sia ancora interesse a livello internazionale.

Questa è la domanda che si pongono oggi i ricercatori russi quando lasciano la loro patria: sono consapevoli del fatto che le loro possibilità in Russia sono limitate. L'economia basata sulle materie prime o più precisamente coloro che hanno incentrato l'intera economia russa sull'esportazione di petrolio e gas, stanno facendo la pelle al mondo della formazione e della scienza.

Per emergere in Russia, i talenti dovrebbero rinnegare di continuo la propria coscienza e fare concessioni moraliste. Anche la discutibile politica del Paese in generale e in particolare della sua élite gli dà del filo da torcere vista l'indole feudale della verticale del sistema politico. Più ci si trova nell'orbita del potere, più aumentano le possibilità, l'autorità e la probabilità di trarne profitto.
Tutti i legali miliardari Forbes della Russia come anche i super-ricchi dubbiosi hanno un qualche legame con la verticale politica. Chulpan Khamatova, grandiosa attrice e co-iniziatrice della lega per la lotta contro i tumori infantili Podari Shisn (Dona la vita), ha puntualizzato il problema: “In Russia non è possibile vivere come si dovrebbe.”

È per questo motivo che il settore It è in bilico; chi attualmente detiene il potere, ha innanzitutto bisogno di specialisti che pompino petrolio o prestino servizi a chi lo sta facendo. Tutto il resto, così è la convinzione, si può comprare – anche i talenti emergenti.

L'autore, matematico ed ex collaboratore scientifico dirigente dell'Accademia delle Scienze sovietica, in passato insieme a suo fratello Gheorghi Pachikov ha fondato il primo club informatico russo e le aziende ParaGraph (1989) e Evernote (2005). Vive attualmente a New York

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