Mosca chiama, l'Italia risponde

Ospiti italiani e russi al Forum “Investire nella nuova Russia” organizzato alla Borsa di Milano. A destra, in primo piano, Vincenzo Trani, presidente del cda General Invest, con l'architetto Corrado Lopresto (Foto: Evgeny Utkin)

Ospiti italiani e russi al Forum “Investire nella nuova Russia” organizzato alla Borsa di Milano. A destra, in primo piano, Vincenzo Trani, presidente del cda General Invest, con l'architetto Corrado Lopresto (Foto: Evgeny Utkin)

Illustrati i grandi investimenti che possono attirare in Russia capitali stranieri, nel corso di un evento organizzato alla Borsa di Milano

Il Presidente russo Vladimir Putin al Forum “Russia calling”  auspicava: “La Russia è aperta a investimenti diretti. Insieme ai capitali, spero arrivino tecnologie, esperienza di gestione, modelli di business”. Ha parlato di aperture al mercato, dell’entrata della Russia nella Wto e delle privatizzazioni citando l’esperienza delle banche russe: “A settembre del 2011 Vtb ha venduto a privati il 10 per cento del capitale a 3,5 miliardi di dollari; questo settembre Sberbank  per il suo 7,6 per cento ha ricevuto 5,2 miliardi di dollari”. E questo rappresenta per il Presidente russo la conferma che anche nel periodo di crisi mondiale la Russia continua ad essere interessante per gli investimenti.

Subito dopo il discorso di Putin, una delegazione russa è sbarcata a Milano, in piazza degli Affari 6, il 3 ottobre 2012, in occasione del Forum “Investire nella nuova Russia”, organizzato da General Invest in collaborazione con la borsa russa Micex-RTS.

Vincenzo Trani, presidente del cda General Invest (l’unico broker straniero ad avere licenza di operare su Micex-RTS) ha  introdotto i lavori, parlando dell'aumento degli investimenti in Russia. Non sono mancati gli interventi di Raffaele Jerusalmi, ad di Borsa Italiana e di Ekaterina Novokreshchenikh, managing director e vicepresidente esecutivo di Micex-RTS. La Novokreshchenikh ha parlato non solo del funzionamento  della Borsa russa, ma anche dei piani delle privatizzazioni in Russia (oltre 80 miliardi di dollari) che aprono grandi opportunità anche agli investitori italiani su tutti i campi, da petrolio, gas e power a trasporti, telecomunicazioni e finanze.

L’ospite d’onore era Enel (il primo gruppo europeo di utilities, con Ebitda a 17,7 miliardi euro), che ha già investito in Russia 4 miliardi di euro. “Per Enel la Russia rappresenta uno dei pilastri a sostegno della crescita del gruppo per i prossimi anni - ha confermato Luca Torchia, responsabile Investor Relations di Enel. - Grazie alla strategia di entrata nel Paese conclusasi nel 2008 con il successo dell’Opa su OGK-5, prima Opa lanciata da un operatore internazionale in Russia, oggi siamo presenti lungo tutta la catena del valore dell’energia: dall’upstream con Severenergia, alla generazione termica con OGK5 fino alla vendita di energia con RusEnergoSbyt, che è la più grande società retail indipendente del Paese”.

Presente al forum anche Ernesto Ferlenghi, presidente di Fsk (Federal Grid Company), il primo straniero a guidare la società statale russa. Ferlenghi ha parlato del suo gruppo e di Hmrsk (le reti locali di distribuzione) gestito da Fsk. “Si trovano sinergie per la gestione e per un programma d’investimenti bilanciati, vi saranno quindi molti vantaggi da una possibile fusione”, ha spiegato. La compagnia integrata avrebbe 540 mila km di linee di alta tensione e 1.671.000 km di bassa tensione, la prima nel mondo. E il 4 per cento di questo gioiello ( per il 79 per cento statale) sarà messo in vendita.

Sono intervenuti al forum anche Maria Shevtsova di Sberbank, Ksenia Nefedova di Vnesheconombank e Vladimir Zaluzhsky di Severstal, nota in Italia per l'acquisto di Lucchini nel 2005.

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