Bi-2, il cuore russo del rock

Partita da Minsk nel lontano 1985, la band ha scalato le hit parade, affermandosi grazie al film "Brat 2" di Alexei Balabanov che l'ha lanciata nel firmamento delle star musicali dell'Est

Bi-2 è una band di rock classico russo nata a Minsk nel 1985, composta da due giovani “dipendenti” dalla musica: Aleksandr “Shura” Uman e Igor “Leva” Bortnik. Entrambi, lo ricordiamo, attori. Il nome della band deriva dalla frase “Bereg istiny”, ovvero “la sponda della verità”.

Un giorno i due decisero di lasciare la Bielorussia, mettendosi in cammino verso Israele alla ricerca di nuove opportunità. Qui, grazie alle loro origini ebree, riuscirono ad ottenere la cittadinanza israeliana. Furono anni durante i quali lavorarono con tenacia, dedicando tutto alla musica.

Nel 1998 registrarono il loro primo album, “Bespolaya i grustnaya lyubov”, e fecero ben presto ritorno a Mosca per lanciare il disco. I loro piani vennero però interrotti dalla crisi economica di quel periodo. Era il 1999 e, nonostante tutto, le stazioni radio moscovite iniziarono a mandare in onda le loro canzoni, che in breve tempo iniziarono a scalare le hit musicali russe.

Il successo venne confermato un anno dopo quando, per il film “Brat 2” di Alexei Balabanov, i due composero alcune canzoni che restarono nella storia: “Varvara”, “Schaste” e “Polkovniku nikto ne pishet”.

Un popolarità che aumenta con “Miau kiss me”, del 2001, e “Inomarki”, del 2004: brani che conferirono loro il Disco d’Oro per le vendite in Russia. Anche la televisione musicale Mtv iniziò ben presto a diffondere i loro videoclip. I suoni delle loro canzoni si appoggiano a un rock classico, ispirato spesso a Viktor Tsoy: la voce diventa quasi un sussurro, per chi ascolta.

Sono moltissimi i musicisti che sono passati per le fila della band. Ma Shura e Leva non hanno mai smesso di comporre dischi. Fra le creazioni di successo, si ricorda “Polkovniku nikto ne pishet”, ispirato a un’opera dell’autore sudamericano García Márquez, “Nessuno scrive al colonnello”, suonato con chitarre distorte e pochi accordi. “Moya lyubov” è un’altra grande canzone, forse un po’ più light.

Shura e Leva hanno dedicato la loro vita alla musica: hanno iniziato da giovani, e continuano a suonare ancora oggi, viaggiando e rendendo omaggio al rock. Sono entrambi diventati padri, guadagnando, negli anni, il rispetto dei musicisti russi di oggi.

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