Stabilimento Fiat a rischio rinvio

Dopo le dichiarazioni del vice governatore di San Pietroburgo, convinto che il Lingotto abbia una capacità produttiva già sufficiente per esportare in Russia, la realizzazione della fabbrica nella Venezia del Nord potrebbe essere rimandata

Sarebbe dovuto partire nel 2013. Ma, nonostante i commenti entusiastici lanciati dal Salone dell’auto di Parigi dal numero uno di Fiat Sergio Marchionne, la realizzazione del nuovo impianto di San Pietroburgo potrebbe subire dei ritardi.

L’ipotesi rinvio si fa sempre più concreta alla luce delle dichiarazioni fatte dal vice governatore della regione di San Pietroburgo Sergei Vyazalov che, ripreso da alcuni giornali russi, avrebbe posto l’accento sulla grossa capacità produttiva in Europa: “La Fiat – ha detto Vyazalov -, ha una capacità produttiva sufficiente per esportare automobili sul mercato russo. Credo quindi che il progetto di San Pietroburgo per il momento sarà rinviato”.

Per la realizzazione dell’impianto, che avrebbe dovuto produrre 120mila vetture l’anno, era stato previsto un investimento di 850 milioni di euro. Senza dimenticare la lettera di intenti firmata con il colosso russo Sberbank all’inizio del 2012 per produrre e distribuire automobili nella Federazione.

Una marcia indietro che non scoraggia comunque chi continua a puntare gli occhi verso Est: da Parigi, infatti, l’ad Fiat Marchionne aveva sottolineato il boom del mercato dell’auto in Russia, lasciando intendere di voler lavorare ulteriormente sui piani di sviluppo nel Paese.

Solo nei primi mesi del 2012, infatti, il mercato dell’auto nella terra degli Zar ha registrato un +15 per cento, per un totale di 1,9 milioni di vetture vendute.

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