L'italiano per i russi: un gioco da ragazzi

Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
Credit: Niyaz Karim

25 settembre 2012

Se esistesse un manuale di istruzioni su come affrontare la vita in Russia, nella lista riservata agli effetti collaterali ci sarebbe sicuramente scritto: "Attenzione, si rischiano complessi di inferiorità". 

Credo infatti che non ci sia altro modo per descrivere la voragine che si spalanca sotto i miei piedi ogni qual volta incontro russi (e vi assicuro, sono tanti!), che parlano l'italiano quasi meglio di me. Fin qui niente di strano, direte voi: una lingua, in fin dei conti, basta studiarla.

Perfettamente d'accordo. Ma cosa pensare, allora, davanti a quei giovani poliglotti, tecnologici e alla moda, che confessano, in un italiano non perfetto ma sicuramente più che buono, di aver studiato qualche mese sui libri da soli e, nel migliore dei casi, di essersi  concessi due settimane di vacanza in Italia? Beh, l'unica cosa che può balenarmi in testa è l'immagine del mio dizionario tascabile di russo-italiano sempre in borsa, pronto per essere sfoderato davanti agli scaffali del supermercato, al bar per ordinare da bere, di fronte al portiere del condominio che, nonostante io abiti da mesi nello stesso posto, si ostina a chiedermi ancora adesso dove vado.

I russi, soprattutto giovani, si dimostrano sempre molto attenti alla lettura e anche all'apprendimento dell'italiano attraverso lo studio autonomo della lingua su testi (Foto: PhotoXPress)

Non c'è niente da fare: i russi, con le lingue, sono imbattibili. Me lo ha dimostrato Sveta, 23 anni e un amore in Italia, che ha imparato la lingua di Dante in pochi mesi con l'aiuto di qualche programma per pc. Me lo ha confermato Irina, da sempre innamorata di Sofia Loren, che dopo un breve corso ora guarda film italiani in lingua originale. E me lo ha provato anche Nikita, al secondo anno di università, già in grado di sostenere una conversazione senza troppi intoppi. 

Magia? Osmosi? Illuminazione divina? Mi sono interrogata molte volte su come sia possibile che un russo, nello stesso arco di tempo in cui io riesco a malapena a imparare l'alfabeto e forse a dire "privet", ricordi, invece, frasi molto più complesse. 

I caratteri cirillici, in effetti, non ci facilitano la vita. Senza dimenticare che al giorno d'oggi quasi tutti i ragazzi russi sanno già leggere senza problemi l'alfabeto latino: 1-0 per loro. 

Ma come sia possibile, in così breve tempo, riuscire a sostenere le più svariate conversazioni, molte volte imparate da autodidatta, non riesco proprio a spiegarmelo. 

Io continuo a infilare in borsa il mio vocabolario mignon, sperando sempre che l'interlocutore di turno non mastichi troppo le parole, costringendomi a rispondere con un semplice, smarrito, sorriso. Come a dire: ce la metto tutta per capire. Ma con tutti questi casi, le declinazioni e i verbi perfettivi e imperfettivi, il russo, per me, è davvero molto difficile.

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