Interpreti a raccolta al Cremlino

Il 30 settembre si celebra la Giornata degli Interpreti (Foto: Lori/Legion Media)

Il 30 settembre si celebra la Giornata degli Interpreti (Foto: Lori/Legion Media)

Hanno lavorato a fianco dei leader sovietici e russi traducendo i loro discorsi. Per festeggiare la loro carriera si sono ritrovati a Mosca

Gli ex interpreti dei leader sovietici e russi sono ritornati presso il circolo del Reggimento presidenziale del Cremlino a Mosca per la Giornata Mondiale della Traduzione. Posando vicino alla mostra fotografica "La storia nella traduzione" – in cui sono stati raffigurati gli interpreti di diversi capi di Stato - hanno condiviso i punti salienti della loro carriera con grande partecipazione.

Nel corso di una tavola rotonda moderata dalla giornalista Natalya Metlina, Andrei Tsybenko, l’ultimo interprete a lavorare con Vladimir Putin e Dmitri Medvedev, ha ricordato l’episodio più difficile della sua carriera. Cioè quando ha dovuto tradurre la risposta di Putin alla domanda sul destino del sottomarino Kursk. La famosa risposta di Putin è stata: “È affondato”. Nello studio della Cnn dove si è svolta l’intervista, Tsybenko era seduto in una stanza separata e non aveva avuto in tempo le cuffie. Quella risposta è stata la prima cosa che ha sentito, quando finalmente ha ricevuto le cuffie. Poteva solo immaginare il contesto. Tsybenko ha poi dato alcuni consigli a coloro che hanno manifestato l’intenzione di intraprendere il suo stesso percorso.

L’aspetto principale è studiare e cercare di conoscere il più possibile, perché non si sa mai quando delle informazioni possono tornare utili: “All’Università Linguistica Statale di Mosca, abbiamo studiato la storia del Cremlino. In seguito, quando ci siamo presentati a ospiti molto importanti nel Cremlino, c’è stato inevitabilmente qualche silenzio imbarazzante. Beh, ho riempito le pause raccontando del Cremlino e commentando gli affreschi per dare un’idea del luogo in cui ci trovavamo”.

Viktor Sukhodrev, il leggendario interprete di Nikita Krusciov e Leonid Brezhnev, ha condiviso le sue opinioni circa le qualità che un interprete dovrebbe possedere. Secondo lui, la cosa più importante è di “tradurre con precisione e competenza”. Per riuscire nell’obiettivo, è necessario possedere un’ottima padronanza della propria lingua madre, non avere paura della scena ed essere in grado di prendere decisioni in una frazione di secondo.

E Sukhodrev è stato il primo vincitore del premio nazionale “Interprete dell’anno” istituito dalla Russian Translation Company. Il premio è stato assegnato il 26 settembre 2012 presso il circolo del Reggimento presidenziale del Cremlino a Mosca. Il premio “alla carriera per aver accresciuto il prestigio della professione di traduttore” che aveva la forma della lettera russa П (la prima lettera della parola russa che significa “traduttore”) in metallo dorato e cristallo, è stato consegnato da Teimuraz Ramishvili, direttore del Dipartimento di Lingue del Ministero degli Esteri russo.

Sukhodrev ha condiviso i suoi ricordi su un triste episodio della vita di un leader sovietico: “Nel 1979, Brezhnev poteva leggere i suoi discorsi solo strutturati tramite delle note. Durante il suo incontro con il presidente americano Carter, Brezhnev avrebbe dovuto rispondere ad alcune domande. Io avrei dovuto passargli il foglio di carta, ma la sequenza di domande non era nota in anticipo. Una domanda avrebbe richiesto una risposta breve o lunga a seconda di come Carter l’avesse formulata. Lui ha scelto la versione breve, così ho cancellato la versione lunga della risposta e ho dato il foglio a Leonid Brezhnev, il quale gli ha lanciato uno sguardo e ha detto: Non c’è bisogno di leggere il resto, giusto? Ho risposto: No. Francamente, mi sono sentito un po’ imbarazzato”.

Sukhodrev non incolpa Brezhnev, dicendo di provare pietà per il leader malato. Prima che Brezhnev si ammalasse, ricorda Sukhodrev, ammirava la sua capacità di discutere ogni problema con competenza. Sukhodrev ha anche condiviso la sua opinione su altri leader sovietici. Ha descritto Alexei Kosygin come il membro “più intellettuale e competente” della dirigenza. Ha detto che il suo rapporto personale con Krusciov era eccellente “a dispetto di tutte le sue sgradevoli qualità”. Tra l’altro, Krusciov è stato il più difficile di tutti i leader da tradurre. Sarebbe stato solito leggere solo l’inizio del suo discorso scritto per poi metterlo da parte e aggiungere a proprio piacimento proverbi e frasi vernacolari particolarmente difficili da tradurre.

Un altro argomento che è stato discusso nel corso della tavola rotonda ha riguardato in che modo il lavoro dell’interprete oggi si differenzia dal periodo sovietico. Secondo Sukhodrev, il lavoro a quei tempi era più faticoso, perché i viaggi all’estero duravano più a lungo. Per esempio, la visita di Krusciov negli Stati Uniti è durata 13 giorni. Per l’interprete questo significava applicarsi in diverse ore di traduzione simultanea al giorno, un aspetto terribilmente gravoso. Oggi, invece, gli interpreti incontrano difficoltà perché quasi tutti i funzionari statali pensano di conoscere una lingua straniera, il che non è sempre vero.

La Giornata Mondiale della Traduzione si celebra il 30 settembre. Quest'anno, in questo giorno alcuni dei migliori interpreti russi hanno partecipato a Kazan al Quarto Forum della Traduzione in Russia.

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