La Russia e l'indipendenza economica

Il premier russo Dmitri Medvedev durante il suo intervento al Forum degli Investimenti a Sochi (Foto: Itar Tass)

Il premier russo Dmitri Medvedev durante il suo intervento al Forum degli Investimenti a Sochi (Foto: Itar Tass)

Il governo svincolerà il suo bilancio dai prezzi del petrolio: lo ha annunciato a Sochi il premier russo Dmitri Medvedev, convinto che si tratti di una misura indispensabile per garantire la sicurezza finanziaria del Paese

La crisi finanziaria mondiale ha dimostrato che nessuna grande economia può rimanere indenne dalle conseguenze dei problemi globali, per quanto fortemente lo desideri. Lo ha dichiarato il premier russo Dmitri Medvedev durante il Forum degli Investimenti a Sochi, sulla riva del Mar Nero.

Gli anni 2008-2009 hanno confermato che la globalizzazione ha raggiunto un livello tale per cui il crollo delle banche negli Usa, per fare un esempio, non può non ripercuotersi sull'economia di quasi tutti i Paesi del mondo. E questa, secondo il premier, è una delle principali lezioni che la crisi ci insegna. “Ora non si può più contare sul fatto che i problemi dei nostri vicini non ci riguardino”, ha detto Medvedev.

L'incontro

Il Forum Internazionale degli Investimenti di Sochi è giunto alla sua 11esima edizione. Inizialmente l'evento sulle coste del Mar Nero era stato ideato per attrarre investimenti per l'economia del distretto di Krasnodar.  Successivamente, ai lavori del Forum hanno cominciato a prendere parte attiva anche le regioni vicine, prime fra tutte le repubbliche del Caucaso Settentrionale. Così il Forum è diventato prima federale e poi internazionale. Ma l'idea fondamentale è rimasta la stessa: si tratta innanzitutto di un meeting delle regioni della Russia.  Quest'anno a Sochi sono stati firmati più di 300 accordi per quasi 400 miliardi di rubli. Oltre ai russi, hanno partecipato all'evento circa cinquecento investitori stranieri provenienti da 38 Paesi di tutto il mondo. 

Oggi il mondo intero e la Russia in particolare stanno aspettando la seconda ondata della crisi. Quasi nessuno dubita che la crisi stia per arrivare, ci si domanda solo quando accadrà. Per la Russia il problema più penoso nel 2009 è stata la riduzione in tutto il mondo dei ritmi di crescita della produzione industriale, con il conseguente calo della domanda, e quindi dei prezzi, del petrolio. Per questo a partire dal 2013il bilancio statale verrà “slegato” dal costo dell'oro nero, come ha annunciato Medvedev.  Il premier ha spiegato che già dal prossimo anno la previsione dei prezzi del petrolio non comparirà nel budget.  “Si è trattato di una decisione difficile, ma l'abbiamo presa e la stiamo già mettendo in pratica”, ha dichiarato il premier, aggiungendo che gli eventuali guadagni dovuti a prezzi del petrolio più alti andranno a costituire un fondo di riserva.

La percentuale delle entrate derivanti dagli idrocarburi nel bilancio della Russia nel 2012 è stata poco meno della metà del totale: 47,3 per cento.  Nel pianificare il suo budget il governo ha sempre tenuto conto, considerandoli di non poca importanza, dei costi di petrolio e gas. Le entrate dalla vendita del combustibile azzurro sono facilmente prevedibili, perché le forniture di gas avvengono sulla base di contratti indipendenti dai prezzi di borsa. Quanto alle entrate statali dall'oro nero, gli esperti di fatto tirano a indovinare: è praticamente impossibile prevedere l'andamento delle quotazioni di borsa per un intero anno.  Pertanto, nelle bozze di bilancio della Russia venivano sempre inserite diverse previsioni plausibili. E, di conseguenza, vi erano diversi scenari di spesa delle risorse statali.  

Nel suo intervento a Sochi Dmitri Medvedev ha fatto intendere che il governo vuole abbandonare questa pratica. Il premier non ha però detto in concreto come verrà calcolato d'ora innanzi il budget. Secondo le proiezioni per il 2013, le entrate dello stato provenienti da gas e petrolio costituiranno il 44 per cento del totale. La percentuale è minore rispetto al 2012, ma rappresenta ancora quasi la metà del bilancio.

Probabilmente “la liberazione del budget dalla spada di Damocle del petrolio” si tradurrà in una riduzione della spesa pubblica, come ipotizza l'analista di Investcafé Daria Pichughina. “Nel 2013 il Ministero delle Finanze prevede un deficit pari allo 0,8 per cento del pil, mentre per il 2015 il deficit del budget dovrebbe essere azzerato. Per far ciò si prevede una riduzione della spesa pubblica pari al 3 per cento, in particolare allo scopo di ridurre la dipendenza del bilancio dai prezzi di petrolio e gas, assicura l'esperta. Del resto, l'anno in corso, il cui budget è stato calcolato secondo il vecchio sistema (vincolato ai prezzi del petrolio), dovrebbe chiudersi in positivo, almeno stando alle previsioni del Ministero delle Finanze.     

Non è però del tutto chiaro come il governo intenda ridurre la dipendenza del bilancio dai prezzi del petrolio, dato che è previsto un sostanziale aumento delle entrate derivanti dal settore oil & gas nei prossimi anni. Pochi giorni fa il governo ha deciso di rivedere le imposte sulle esportazioni e di prolungare le agevolazioni sulla tassa per l'estrazione degli idrocarburi per i giacimenti aperti di recente. Le imposte per i progetti nella Siberia Orientale saranno dimezzate, mentre i progetti nella regione di Irkutsk, nel distretto di Krasnoyarsk e in Yakutia potranno usufruire delle agevolazioni fiscali fino a gennaio 2017; quelli della piattaforma continentale artica fino al 2019; quelli del Mar Nero e del Mare di Okhotsk fino al 2020.

Secondo le stime del Ministero dell'Energia, questa misura aumenterà la redditività dello sfruttamento dei giacimenti, portando un aumento delle entrate pari a 15 miliardi di dollari l'anno. Attualmente 13 giacimenti godono di agevolazioni sui dazi di esportazione, osserva Denis Borisov di Nomos-Bank, e queste agevolazioni vengono accordate secondo un modello concreto che resterà in vigore per alcuni anni.  Ciò permetterà, secondo l'analista finanziario, di aumentare gli investimenti nei progetti e i volumi di estrazione, il che a sua volta creerà garanzie per la messa in opera della seconda parte del pipeline Siberia Orientale-Oceano Pacifico.

È chiaro che per ridurre la dipendenza del bilancio dai prezzi del petrolio il governo deve ridurre il volume della spesa pubblica fino al livello in cui, anche nell'eventualità di un calo dei prezzi del petrolio sulle borse mondiali, il bilancio possa rimanere in positivo. Bisogna quindi inserire nella bozza di bilancio il prezzo minimo del petrolio. E tutto il “di più”, come ha dichiarato Medvedev, va messo in un fondo di riserva.  

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