Kolyvanov, dal Foggia di Zeman all'Ufa

Nella foto, il giocatore russo Igor Kolyvanov, negli anni Novanta fra i più promettenti attaccanti dell’Est (Foto: Ria Novosti/Vladimir Rodionov)

Nella foto, il giocatore russo Igor Kolyvanov, negli anni Novanta fra i più promettenti attaccanti dell’Est (Foto: Ria Novosti/Vladimir Rodionov)

Discepolo del calcio italiano, l’ex attaccante russo allena l’ambiziosa squadra della Baschiria, sognando di portarla per la prima volta nella storia nella massima serie

Difesa compatta e contropiede. Calcio all’italiana, dogma lontano da quello insegnatogli da Zdenek Zeman, gran cerimoniere del 4-3-3 al Foggia dei miracoli. Igor Kolyvanov, 44 anni, era uno degli attaccanti più promettenti dell’Est europeo negli anni Novanta. In Puglia ci era finito assieme al connazionale Igor Shalimov. Il suo problema non era far gol o far segnare gli altri ma il cibo pugliese e la vita notturna, decisamente movimentata anche negli anni al Bologna.

Negli anni passati aveva fatto la trafila alla guida delle giovanili della Nazionale russa. Dall’under 17 all’under 21, con schemi e ricordi del campionato italiano, a quei tempi nettamente il migliore in Europa, tra olandesi, tedeschi e sudamericani di grande qualità. E un pizzico d’Italia c’è pure in Baschiria, repubblica degli Urali Meridionali, dove Kolyvanov allena il Fk Ufa, squadra dell’omonima capitale del piccolo Paese russo, nata due anni da fusione di due piccole società.

Un milione di abitanti circa, Ufa è la più grande città europea a non aver mai avuto un club nella massima serie del campionato di calcio. Anche perché la grande passione della piccola repubblica è l’hockey su ghiaccio, con il Salavat Julaev Ufa che fa parte della Kontinental Hockey League, da poco arricchitasi di fuoriclasse come Alexander Ovechkin, tornato dagli Usa per lo stop, causa serrata, della Nhl.

Neopromosso in serie B russa, l’Ufa dell’ex attaccante di Foggia e Bologna si trova ora nei piani medio-alti della classifica. Sesto posto, a tre lunghezze dal terzo, utile per i playoff (le prime due sono ammesse direttamente), ultima password d’accesso per la Russian Premier League che s’arricchisce, a suon di rubli, di fuoriclasse. Niente male, considerando che il club era finito in B solo grazie al ritiro del Neftekhimik Nizhnekamsk, piazzatosi davanti alla fine del campionato di C ma poi divorato dai problemi finanziari.

Kolyvanov ha ricevuto il testimone da un’altra ex conoscenza italiana. Andrei Kanchelskis, 43 anni, esterno destro della Fiorentina di 15 anni fa, ricca di campioni: Batistuta, Rui Costa, Toldo, il folle talento brasiliano Edmundo. Veniva dall’Everton, due anni prima nel Manchester United segnava 15 gol in una stagione. Grande talento e corsa al Goodison Park, minor resa in Toscana, a causa di tanti infortuni.

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