Hockey, serrata in Usa, gongola la Russia

Il russo Aleksandr Ovechkin, capitano dei Washington Capitals (Foto: Itar-Tass)

Il russo Aleksandr Ovechkin, capitano dei Washington Capitals (Foto: Itar-Tass)

Stop al pre-campionato della National League americana e a rischio l'inizio del torneo se i giocatori non troveranno un accordo contrattuale. Così molte stelle emigrano nella terra degli zar

La National Hockey League (Nhl) degli Stati Uniti ha annunciato una serrata. Il contratto collettivo tra la lega e il sindacato dei giocatori è scaduto e non è stato trovato un nuovo accordo. In questo modo, gli Usa rimarranno, almeno fino a gennaio 2013, senza una grande squadra di hockey, mentre la Continental Hockey League russa ha già iniziato a firmare accordi con le più importanti stelle.

I primi a lasciarsi alle spalle il conflitto finanziario della Nhl sono stati l’attaccante dei Pittsburgh Penguins, Evgenij Malkin, e il difensore degli Ottawa Senators, Sergej Gonchar, che hanno siglato un accordo con il Metallurg Magnitogorsk. Il contratto sarà valido fino alla fine della stagione 2012/2013, ma con la clausola che, qualora la Nhl riprenda nel mese di gennaio 2013, i giocatori dovranno riattraversare di nuovo l’Oceano.


Hockey, Russia campione
del mondo

“Malkin e Gonchar sono degli ottimi giocatori di hockey -, ha ammesso il commissario tecnico del Metallurg, il canadese Paul Maurice. - Tuttavia, dovranno lottare per un posto in squadra. Da noi la concorrenza è spietata e non posso garantire ai nuovi arrivati un posto sicuro nella formazione ufficiale. Cercheremo di mantenerli in allenamento e avvicinarli gradualmente alle partite della Khl”.

Gli ottimi atleti di praticamente tutte le squadre della Khl potrebbero ridurre drasticamente il ritorno dei giocatori russi. “Non sono così sicuro che tutte le squadre siano disposte ad accogliere gli hockeisti russi della Nhl, se vengono da noi solo per tre mesi -, ha raccontato il celebre agente di hockey, Sergej Isakov. - Perché assegnare il posto a un giocatore, che senza pratica di gioco, inizierà poi a giocare ai playoff. Ciò avrebbe un effetto negativo dal punto di vista del risultato sportivo, ma è anche vero che ciò aumenta l'eccitazione e l'interesse del pubblico”.

È probabile che, alla fine, l’immagine della Khl e il desiderio dei team russi di far ritornare in squadra i propri alunni valicheranno i principi sportivi. Così, il difensore dei Los Angeles Kings, Vjaceslav Vojnov, detentore dell’anello del campionato della Nhl, ritornerà sicuramente alla nativa Cheljabinsk.

“Se la squadra americana lascerà andare Vjaceslav, noi saremo pronti a riprendercelo a qualsiasi condizione” -, ha dichiarato il dirigente generale dell’Hockey Club Traktor, Vladimir Krechin. - Affinché si mantenga in allenamento, sarà possibile inviarlo a un farm team. In ogni caso, da parte nostra, possiamo garantirvi che faremo il possibile per riportare Vojnov a Cheljabinsk”.

Questa è la situazione di quasi tutte le stelle russe dell’hockey nordamericano. Fëdor Tjutin (Columbus Blue Jackets) molto probabilmente ritornerà allo Ska San Pietroburgo, nel quale giocò durante il precedente lockout. Artem Anisimov (Columbus Blue Jackets), originario di Yaroslavl, è praticamente già al 99 per cento un giocatore del Lokomotiv, mentre Aleksandr Semin (Carolina Hurricanes) sta scegliendo tra l’Avangard e il Cska.

 “Aleksandr andrà a giocare nella squadra che lo pagherà meglio e gli offrirà le condizioni di gioco migliori -, ha dichiarato Mark Gandler, agente di Semin. - So che metà dei club della Nhl lo vorrebbero in rosa, ma per noi è importante che la squadra risolva obiettivi più alti”.

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Anche Ilja Kovalchuk, superstar della Nhl, si trova a un bivio. Il giocatore di hockey è conteso da un lato dallo Spartak Mosca, e dall'altro dal club più ricco della lega – lo Ska San Pietroburgo. La scelta di Ilja cadrà probabilmente sullo Ska. Ciò è stato confermato anche dall’agente ufficiale dell’hockeista.

“Siamo molto rispettosi della leadership dello Spartak e dei suoi fondatori - ha dichiarato l’agente di Kovalchuk, Jurij Nikolaev. - Solo che è da due anni ormai che stiamo negoziando con lo Ska, e abbiamo degli obblighi. C’eravamo accordati già da tempo”.

Se Kovalchuk alla fine opterà per migliorare la propria situazione finanziaria, un’altra stella dell’hockey, Aleksandr Ovechkin rimarrà invece fedele alla Dinamo Mosca. “Stiamo aspettando con ansia Aleksandr -, ha detto il ct della Dinamo Mosca, Oleg Znarok. - È parte di questa squadra, ama il colore bianco-azzurro. Ha la Dinamo nel cuore, e non credo che prenderà in considerazione altre offerte”.

Il “Professore” Pavel Dacjuk, che ritornò in Russia durante il precedente lockout, è stato nominato miglior giocatore di hockey dei playoff del 2005. Tutti i club della Khl vorrebbero mettere le mani su questo geniale playmaker e leader nato. “Durante il lockout, andrò sicuramente alla Khl”, ha ammesso Dacjuk. “Non posso vivere senza l’hockey, il riposo non fa per me. Mi piacerebbe giocare in una squadra che lotti per la medaglia d'oro, così da poter continuare a sviluppare le mie abilità sportive. Questi sono due principi fondamentali”.

Lokomotiv, il ricordo
della tragedia

Molti giocatori della Nhl hanno deciso di non mettere alla prova la pazienza degli appassionati di hockey e si sono messi d’accordo per tempo con la Khl. Il portiere Sergej Bobrovskij (Columbus Blue Jackets) si è unito allo Ska, Semen Varlamov (Colorado Avalanche) è tornato al Lokomotiv di Yaroslavl, in cui giocò dal 2006 al 2008. Uno dei leader dei Montreal Canadiens, Alexei Emelin, e l’osso duro della Columbus, Nikita Nikitin, hanno scelto l’Ak Bars di Kazan. Vladimir Tarasenko dei Santa Luisa Blyus è stato mandato allo Ska.

“Penso che si tratti di un vantaggio enorme per l'hockey russo che tutti i migliori giocatori ritornino in Russia -, ha spiegato l’allenatore della Russia, Sergej Gimaev. - Non abbiamo abbastanza giocatori russi di alta qualità, quindi è positivo che essi tornino in patria soprattutto alla vigilia delle Olimpiadi. È davvero stupendo”.

Il Presidente della Federazione russa hockey, Vladislav Tretjak, vede nel ritorno dei giocatori russi, non solo lati positivi. “L’attuale lockout ha lati positivi così come lati negativi. Per quanto riguarda i giocatori russi, siamo sempre pronti ad accoglierli nelle nostre squadre e a dare loro la possibilità di continuare a giocare. Per gli appassionati sarà interessante veder giocare i nostri migliori hockeisti. Inoltre, in questo modo, Zinetula Biljaletdinov potrà monitorare meglio i potenziali candidati per le Olimpiadi di Sochi. Unica pecca è che i club dovranno sborsare ingenti somme di denaro per poter ingaggiare i costosi giocatori”.

Giocare in patria e in più guadagnare soldi. L'opzione sembra molto allettante. Tuttavia, alcuni giocatori di hockey russi hanno deciso di rimanere negli Stati Uniti e Canada. I giocatori più “adulti” hanno messo la parola “priorità” davanti alla propria famiglia. Evgenij Nabokov (New York Islanders) e Andrej Markov (Montreal Canadiens) hanno preferito il riposo e gli allenamenti individuali alla pratica di gioco.

“Non ho voglia di tornare in Russia -, ha detto Markov. - Rimanere a Montreal ad allenarmi con il mio personal trainer mi sembra un’ottima alternativa per continuare la mia carriera. Il lockout, prima o poi, finirà, e poi i continui spostamenti mi stancano molto”.

Effettivamente, il lockout potrebbe finire già a gennaio 2013, e allora gli hockeisti russi saranno di nuovo costretti a fare ritorno ai loro club nordamericani. Ma abbiamo almeno tre mesi interi per godere del gioco dei migliori giocatori di hockey del mondo.

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